Palpa il seno ad una 15enne, arrestato straniero, il padre della ragazza ringrazia agenti e Questore

La vicenda trattata con garbo e delicatezza dagli uomini e le donne della Polizia di Stato

 
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Palpa il seno ad una 15enne, arrestato straniero, il padre della ragazza ringrazia agenti e Questore

Palpa il seno ad una 15enne, arrestato straniero, il padre della ragazza ringrazia agenti e Questore

di Marcello Migliosi
Direttore di Umbriajournal
«Un uomo, di nazionalità straniera, ha fatto delle avances sessuali a mia figlia, le ha toccato ripetutamente i capelli e in più di una occasione le ha palpato il seno», sono le parole di un uomo…un padre…che racconta quanto accaduto alla figlia di 15 anni alla fermata dell’autobus, linea R, che la fanciulla prende per andare alla stazione ferroviaria dove sale sul treno per andare ad Assisi dove frequenta, con buon profitto, una scuola di formazione. La vicenda, l’uomo, l’ha raccontata in uno scritto che ha inviato al questore di Perugia, Antonio Sbordone. Parole di elogio per l’operato “dei suoi uomini” nell’incresciosa vicenda che ora vi andiamo a raccontare.

«La mattina del 2 febbraio – scrive ancora – il “mostro”, oltre a disturbarla, le ha fatto l’inequivocabile gesto con le dita a forchetta verso gli occhi, come a dire, “non ti mollo”».

La giovane, almeno stando quanto siamo riusciti a sapere su questa bruttissima vicenda, grazie anche alle parole di conforto di un suo caro compagno di classe (figlio di un Ispettore della Polizia Carceraria), ha fermato un Agente della Polizia Locale, chiedendo aiuto.

Il poliziotto ha contattato subito il Commissariato locale. A questo punto torna di scena il padre che racconta: «Ho ricevuto — ignaro di tutto — la telefonata di una ispettrice di Polizia che mi ha chiesto se poteva ascoltare mia figlia in Presidenza, insieme alla Dirigente Scolastica e rapidamente mi ha raccontato quello che era successo».

  • La dolcezza e il garbo della Polizia

  • Quel padre, già teso e spaventato, non può, però, fare a meno di accorgersi della “dolcezza e il garbo” che l’ispettrice stava adottando con lui, rincuorandolo, per via di questa terribile esperienza che aveva vissuto la sua creatura.

A questo punto l’uomo chiama un suo carissimo amico, un ispettore capo della Polizia di Stato e gli racconta tutto, il consiglio è stato immediato: “Vai in Questura e sporgi denuncia conto ignoti“.

Le sue parole sono state, evidentemente, conforto e guida, in un momento nel quale il tradizionale sangue freddo e l’abitudine allo stress ed alla pressione rischiano di venire meno.

«L’indomani – continua a raccontare -, mi sono recato in Questura e ho chiesto di un ispettore, che non conoscevo di persona ma che era stato avvertito dal mio amico. Ad accogliere me e le mie due ragazze (era presente anche la maggiore ndr) ho trovato Lui e un’Ispettrice che hanno tranquillizzato le mie figlie, e con calma l’anno fatta parlare. Di solito – aggiunge – mia figlia ha un carattere schivo e riservato. Questa volta, invece,  grazie al tatto ed alla professionalità dei Suoi Uomini (le parole sono rivolte al questore Antonio Sbordone ndr) la ragazza è diventata un fiume in piena. La giovane, astutamente, aveva fotografato con l’iphone il “mostro” anche se di lato e con una minima visuale del viso, ma ci è stato spiegato che la foto era comunque molto utile per rilevare le caratteristiche».

  • Passa un po’ di tempo

«Oggi doveva di nuovo tornare ad Assisi (con la DAD hanno alcuni giorni in presenza ed alcuni da casa in video collegamento, erano quei tempi ndr). Aveva paura – racconta il padre -, tutti avevamo paura, specie mia moglie che da buona Mamma Chioccia soffriva più di tutti noi. Per fortuna non ha incontrato di nuovo il “mostro” ma solo perché i Suoi Uomini, anzi no, i nostri “Angeli Custodi” l’avevano già fermato ed arrestato. L’Ispettore l’ha chiamata subito al cellulare per darle la bella notizia, e quando mia figlia ha avvertito noi a casa, con una voce squillante e serena, la mia tensione non ha retto e — non mi vergogno a dirlo — diverse lacrime hanno solcato il mio viso».

  • Le ultime parole di quest’uomo sono di ringraziamento per il questore Antonio Sbordone: “A lei – dice – e ai nostri Angeli Custodi”

«Io la ringrazio Dottore, la mia famiglia la ringrazia, a Lei e ai nostri “Angeli Custodi”. Oggi più che mai il mio percorso di studi giuridici e la mia fiducia nelle Istituzioni mi fanno sentire protetto e orgoglioso. Grazie per tutto quello che fate, con stima».

La firma è “Un Cittadino Onesto

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