Omicidio Sonia Marra, Corte in Camera di Consiglio per sentenza Bindella

 
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Omicidio Sonia Marra, Corte in Camera di Consiglio per sentenza Bindella

La sentenza d’appello è attesa in giornata. Stiamo parlando di uno dei casi di cronaca più controversi degli ultimi anni, quello della studentessa Sonia Marra scomparsa nel nulla a Perugia nel 2006. Sul banco imputati con l’accusa di omicidio, Umberto Bindella, ex guardia forestale, assolto in primo grado.

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La giuria della Corte d’assise d’appello a Perugia è in camera di consiglio per decidere se confermare o meno la sentenza di assoluzione di primo grado per Umberto Bindella.

La decisione è attesa pomeriggio. La mattinata è stata dedicata alle repliche di accusa e difesa con il pm Giuseppe Pettrazzini e il sostituto procuratore Claudio Cicchella che hanno ribadito le motivazioni della richiesta a 24 anni di carcere per Bindella appoggiata dal legale di parte civile che ha parlato di risultanze univoche sulle responsabilità.

«Ci sono degli elementi emersi nella fase dibattimentale che sono davvero univoci che portano all’ordierno imputato. La persona che alle 19 viene visto dalla bambina, allora bambina, è una persona che per una serie di risultanze processuali si avvicina è identificabile con l’odierno imputato». Ha detto il legale di parte civile.

I legali della difesa che hanno segnalato alla giuria popolare come non vi siano elementi nuovi rispetto alla prima assoluzione con formula piena e sono andate all’attacco di una ricostruzione accusatoria che sarebbe tutta basata su modifiche e dichiarazioni rese dai test dopo la scomparsa della giovane pugliese che non avrebbe tenuto conto delle altre possibili piste emerse.

«Chiacchiere solo illazioni, sono costruzioni fantasiose – ha detto il legale di Bindella, l’avvocato Daniela Paccoi. Come ha detto la corte di primo grado, qui hanno cercato di ovviare trovando elementi attraverso delle modifiche della prova dichiarativa perché qui non essendoci elementi concreti, si è cercato di manipolare la prova dichiarativa che è quella più suscettibile».

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