Oltre 43mila gli interventi dell’Arma perugina, il bilancio di un anno difficile
Sono circa 156 mila le chiamate arrivate nel 2020 al numero di emergenza dei Carabinieri (112) in tutta la provincia di Perugia. E’ quanto comunica il comando provinciale dei Carabinieri di Perugia, in occasione del bilancio delle attività e dei risultati ottenuti dall’Arma nel corso 2020.
“L’anno appena trascorso – scrive l’Arma in una nota stampa – è stato caratterizzato dalla pandemia di coronavirus, che ha costretto la popolazione ad affrontare condizioni di vita mai sperimentate prima”.
L’Arma dei Carabinieri nel corso del 2020 ha mantenuto aperti al pubblico tutti i presidi sul territorio e, quindi, anche le 65 stazioni della Provincia di Perugia, comprimendo l’orario di apertura al pubblico e destinando maggiori risorse alle pattuglie sul territorio per incrementare al massimo la prossimità alla cittadinanza.
“Oltre a garantire i consueti compiti istituzionali di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, di soccorso, di prevenzione e repressione dei crimini – riferisce l’Arma -, nel 2020 uno sforzo importante è stato profuso per vigilare sul rispetto delle norme finalizzate al contenimento della pandemia: 62.073 persone controllate e di queste sanzionate il 3% circa, 29.899 invece gli esercizi commerciali verificati, per 8 dei quali sono state rilevate violazioni delle norme anti-covid. Segnale questo che dimostra ancora una volta come i cittadini della provincia di Perugia abbiano responsabilmente osservato i provvedimenti governativi”.
[su_panel background=”#f3eadb” border=”3px solid #ec0707″ shadow=”12px 2px 28px #e1c5c5″ radius=”7″]Sul piano del contrasto alla criminalità, sotto il coordinamento del Procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, e del Procuratore di Spoleto, Alessandro Cannevale, nel corso dell’anno le donne e gli uomini dell’Arma perugina hanno tratto in arresto 240 persone (di cui, solo per citarne alcune, 14 per furto e 10 per rapina) e ne hanno denunciate 2.774, con un forte impegno nel contrasto allo spaccio di stupefacenti, caratterizzato da 80 arresti e oltre 70 chilogrammi di droga di varia natura sequestrati. Numeri importanti, quelli dell’arma perugina, i cui militari procedono per il 68% dei reati commessi. Anche nel contrasto alla criminalità appaiono rilevanti le percentuali dell’impegno sul territorio: quasi l’84% delle denunce a piede libero e oltre il 62% degli arresti nella provincia sono appannaggio dei Reparti dell’Arma.[/su_panel]Una particolare attenzione, anche nell’anno appena trascorso, è stata dedicata alla violenza di genere e alla tutela delle vittime vulnerabili, i reparti dell’Arma hanno raccolto 149 denunce, eseguendo 26 arresti, tanto d’iniziativa quanto in esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
Il 2020 è stato caratterizzato da alcuni fatti di cronaca di particolare rilievo:
A giugno militari dell’Arma perugina hanno arrestato un giovane cittadino ecuadoriano residente a Bastia Umbra, resosi responsabile di violenza sessuale e lesioni personali aggravate cagionate ad una minorenne dopo una serata trascorsa in un pub del capoluogo.
Sempre in estate, ha destato particolare allarme per le modalità efferate e cruente la rapina consumata a Deruta il 18 luglio 2020: i malviventi si erano introdotti nell’abitazione in presenza dei proprietari e dopo averli immobilizzati, percossi e minacciati con una pistola ed un coltello, si erano fatti consegnare gioielli e beni preziosi. Gli autori sono stati scoperti e in autunno i carabinieri della Compagnia di Todi hanno tratto in arresto tre giovani, due cittadini italiani e uno di origine albanese.
Un altro grave fatto di sangue è stato l’omicidio di un giovane spoletino avvenuto la notte di ferragosto a seguito di una lite all’esterno di una discoteca di Bastia Umbra, per il quale i militari della Compagnia di Assisi, a seguito di articolate indagini, hanno arrestato 4 persone – una delle quali rintracciata in Germania e recentemente estradata – e ne hanno denunciate altre 5.
Il 23 settembre a Spoleto, all’interno del Duomo, è stato sottratto un reliquiario contenente alcune gocce di sangue di San Giovanni Paolo II: le immediate attività investigative, condotte dai carabinieri della Compagnia di Spoleto e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia, hanno permesso di individuare l’autore materiale del reato.
L’Arma, oltre all’attività della componente territoriale, contribuisce alla sicurezza della provincia anche con i propri comparti di specialità.

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