Morto Tony Bennett, il re dei crooner, aveva 96 anni
Il mondo dice addio a Tony Bennett, uno dei grandi interpreti della canzone americana. Ha deliziato generazioni di pubblico -dagli anni ’50 agli anni ’20 del Duemila- con eleganti interpretazioni dei grandi classici della musica. Nel 1951, Bennett ebbe il suo primo grande successo con ‘Because of You’. Nel 2021, ‘Love For Sale’ – il suo secondo album di duetti con Lady Gaga – è balzato in cima alle classifiche. Era l’uomo più anziano ad avere un album al primo posto nelle classifiche negli Stati Uniti e, in una carriera di sette decenni, ha venduto più di 50 milioni di dischi in tutto il mondo. Ha vinto due Emmy e 19 Grammy Awards.
Nato nell’agosto del 1926, Anthony Dominick Benedetto è cresciuto povero nel quartiere Queens di New York. Suo padre, John, era un immigrato italiano che si guadagnava da vivere come droghiere. Dopo un lungo periodo di malattia, morì quando Tony aveva 10 anni. Bennett credeva fermamente che il suo talento fosse ereditario, e che la morte prematura di suo padre lo avesse spinto ad avere successo. “La leggenda nella mia famiglia”, ha dichiarato “era che [mio padre] era solito stare in cima a una montagna e l’intera valle lo sentiva cantare. Questo è il motivo per cui canto”.
Sua madre, Anna, ha incoraggiato il suo amore per la musica. Lavorava per lunghe ore durante la settimana come sarta ma, la domenica, organizzava concerti di famiglia con protagonisti i suoi figli. Il fratello maggiore di Bennett, John, amante dell’opera, era abbastanza bravo da interpretare arie da adolescente al Metropolitan Opera di New York. La stampa lo chiamava “il piccolo Caruso”, dal nome del grande tenore italiano. Tony, invece, preferiva i brani popolari del momento: in particolare Bing Crosby e il cantante jazz e blues Al Jolson.
Da ragazzo vinse un posto alla prestigiosa New York School of Industrial Art, dove ha studiato tecnica artistica e musicale ma alla fine fu costretto ad abbandonare, per contribuire al reddito familiare. Divenne dunque un ‘cameriere cantante’, lavoro che ha amato fino a quando tutto è stato sospeso per la guerra. La sua carriera è stata stellare, costellata di grandissimi successi rimasti iconici.
Negli ultimi anni, un enorme successo mondiale è venuto dalla collaborazione con Lady Gaga. I due hanno collaborato a una nuova versione di ‘The Lady is a Tramp’ per l’album ‘Duets II’ nel 2011. Hanno poi continuato a registrare il loro primo album congiunto, ‘Cheek to Cheek’, che ha venduto 750mila copie negli Stati Uniti e ha portato a un tour di grande successo. Nel 2021, anche il loro secondo disco – l’album tributo a Cole Porter, ‘Love For Sale’ – è stato un enorme successo commerciale.
Proprio a Umbria Jazz, nel 1998, Tony ricevette inattesa la visita di João Gilberto, che non era nemmeno in tour in Italia ma avendo saputo che Tony cantava a Perugia venne a trovarlo per cantare con lui e per lui. E si può anche ricordare che Tony aveva esordito in Umbria due anni prima con una big band in puro stile swing diretta nientemeno che da Phil Collins alla batteria, di cui era proprio lui il guest vocalist. Una gran carriera, quella di Tony, giovane cameriere scoperto da un talent scout dall’ occhio lungo e diventato uno dei grandi della musica popolare, collega di Nat King Cole, Johnny Hartman, Mel Torme’. Gli sconfinamenti nel jazz sono stati continui: Bennett ha cantato con le tre più importanti orchestre: Duke Ellington, Count Basie, Woody Herman. Ma ha anche collaborato con Tony Flanagan e Bill Evans, e con tanti solisti jazz di fama. Duttilità, musicalità, classe, eleganza e discrezione sono i tratti della sua arte. Naturalmente, anche swing. E la generosità: dopo il terremoto dell’ Umbria volle contribuire al restauro dell’ Oratorio di Santa Cecilia. Indimenticabile nel 2015 il concerto all’Arena Santa Giuliana con Lady Gaga. Umbria Jazz perde un grande amico.

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