Morta Carla Bley, indimenticabili i concerti al San Francesco al prato del 1996

Morta Carla Bley, indimenticabili i concerti al San Francesco al prato del 1996

Morta Carla Bley, indimenticabili i concerti al San Francesco al prato del 1996

Con Carla Bley se ne va una fra le più significative compositrici nella storia della musica improvvisata, nonché una fra le più originali arrangiatrici, indiscutibile signora dell’avanguardia, compositrice dei brani più significativi di Paul Bley e, insieme a Charlie Haden, ispiratrice e guida della Liberation Music Orchestra. Più volte protagonista a Umbria Jazz, indimenticabili i concerti al San Francesco al prato del 1996 che diedero vita al live “The Carla Bley Big Band Goes to Church”, uno dei dischi live più emozionanti di sempre. L’ultima volta di Bley a Umbria Jazz è stato nel 2002.

Carla Bley, nata in California nel 1936, ebbe un incontro determinante nella sua giovinezza quando, non ancora maggiorenne, lavorava come impiegata al famoso locale newyorkese Birdland. In quel periodo conobbe il grande pianista jazz Paul Bley, che successivamente divenne suo marito e dal quale prese il cognome. Fu Paul a incoraggiarla a intraprendere la carriera musicale, sia come interprete che come compositrice. Carla Bley iniziò ad avvicinarsi alla musica e alla composizione verso la metà degli anni Sessanta.

Durante questo periodo, la talentuosa musicista entrò in contatto e collaborò con alcuni dei principali innovatori dell’avanguardia jazz dell’epoca. Tra questi vi erano il trombettista Don Cherry, il contrabbassista Charlie Haden e il vibrafonista Gary Burton. Carla Bley diresse diverse formazioni e orchestre, contribuendo in modo significativo alla scena jazz dell’epoca con il suo talento compositivo e le sue abilità nell’organizzazione di gruppi musicali.

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