Madre bimbo ucciso, convalidato il fermo, resta in carcere

Madre bimbo ucciso, convalidato il fermo, resta in carcere

Madre bimbo ucciso, convalidato il fermo, resta in carcere

Convalidato dal gip di Perugia il fermo per omicidio volontario aggravato della madre del bambino di due anni morto a Città della Pieve. Il giudice ha disposto per la donna la custodia cautelare in carcere. La donna, ungherese di 44 anni, nel corso dell’udienza, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Con il suo legale, l’avvocato Enrico Renzoni, ha comunque ribadito non essere responsabile della morte del figlio che aveva intenzione di riportare al padre – secondo la sua versione – una volta tornata in Ungheria. L’avvocato Renzoni ha detto di avere trovato la sua assistita ancora “molto confusa e sotto choc” anche se ha “ribadito di non essere l’autrice dell’omicidio”.

Fonte: Quotidiani locali


«Contraddittorie, inverosimili, non credibili», per il giudice delle indagini preliminari Angela Avila le versioni (almeno tre) fornite in più momenti dalla 44enne ballerina ungherese non reggono. Il giudice, nelle dodici pagine di provvedimento ha ricostruito la sequenza precisa delle ore precedenti le 15 del 1 ottobre. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza e le tracce trovate nei pressi del rudere insieme alle dichiarazioni di testimoni – secondo gli inquirenti – confermano come la donna sia sempre stata da sola con il bambino nei momenti precedenti – ed immediatamente successivi – alla morte del piccolo.

Sola è stata vista passeggiare a piedi spingendo il passeggino

«Sola è stata vista passeggiare a piedi spingendo il passeggino con il figlio nel centro abitato di Chiusi nel suo nel corso della mattinata – scrive il Gip -; sola è stata ripresa dalle telecamere mentre percorreva a piedi la strada che conduce verso Po’Bandino spingendo sempre il passeggino con il bambino; sola la si vede poi percorrere il sentiero che porta al rudere dove è avvenuto l’omicidio, prima con il passeggino e poi dopo aver abbandonato il passeggino con il piccolo a piedi fino alle ore 11:50; e sempre sola con il figlio in braccio questa volta ferito e verosimilmente già privo di vita e vista giungere al supermercato dove poi lo ripone sul rullo di una delle casse chiuse intorno alle 15».

  • Le versioni fornite nelle varie fasi successive il delitto sono tre.

La cassiera del Lidl ha riferito ai carabinieri di averla sentita dire ad un cliente del supermercato che il bambino si era ferito a seguito di una caduta nel parcheggio dell’esercizio commerciale. Ai carabinieri intervenuti nell’immediatezza, la donna ha parlato di «un uomo nero di colore». E poi ancora «in evidente stato di agitazione con gli indumenti sporchi di sangue le unghie incrostate di tracce ematiche secche ha riferito di aver lasciato il figlio dormire in un caseggiato abbandonato e di essersi quindi allontanata per cercare un giocattolo perso dal bambino in un campo adiacente che avevano attraversato poco prima e che una volta tornata sul posto ha visto un uomo extracomunitario di colore che si allontanava dal casolare e aveva trovato il figlio ricoperto di sangue».

  • L’esito dell’autopsia

Sette coltellate e una morte quasi istantanea. E’ questo il primo, parziale, esito dell’esame autoptico eseguito ieri pomeriggio sul corpicino del bimbo di 2 anni ucciso venerdì scorso in un casolare a Po’ Bandino. L’autopsia è stata eseguita dai medici legali Mauro Bacci e Laura Panata su incarico della Procura e Luca Pistolesi come consulente di parte della difesa della madre.  Il sostituto procuratore, Manuela Comodi, ha disposto anche accertamenti radiologici e tossicologici. L’esito di questi ultimi, affidati alla dottoressa Paola Melai, arriveranno nei prossimi giorni.

 

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