Luigi De Ficchy, Csm istituzione malata, meglio il sorteggio

Se l' associazionismo è degenerato, è inevitabile che lo sia il Csm

 
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Luigi De Ficchy, magistratura italiana, in gran parte, è sana
Luigi De Ficchy

Luigi De Ficchy, Csm istituzione malata, meglio il sorteggio

«La magistratura italiana, nella sua grande parte, è sana. I magistrati lavorano. Perché non ci sono più funzioni che assicurino routine comode. Sono l’ associazionismo e il Csm, che dell’ associazionismo e delle sue correnti è espressione, ad essere malati. Se l’ associazionismo è degenerato, è inevitabile che lo sia il Csm e che tutti i percorsi di carriera vengano altrettanto condizionati. Peraltro, oggi l’ appartenenza alle correnti è spesso sganciata anche da convinzioni ideologiche». A dirlo a Repubblica, in una intervista, è l’ex procuratore della Repubblica di Perugia, Luigi De Ficchy, da poco tempo in pensione.

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«Si entra nelle correnti – come riporta l’Agenzia nazionale di stampa associata riferendo dell’intervista a Repubblica – che la fanno da padrone nei grandi distretti, Roma, Napoli, Milano, Palermo, facendo un calcolo su quale corrente consenta progressioni di carriera più veloci. Insomma, si è radicata l’ equazione per cui la progressione in carriera è il beneficio naturale, dovuto, dell’ appartenenza a una corrente».

Secondo Ficchy se ne esce, “con una riforma dell’ elezione del Csm che tagli il legame malato tra l’ eletto e la sua corrente. Si parla del sorteggio tra gli eletti e capisco che questo possa presentare in sé aspetti non democratici. Perché si potrebbe arrivare al paradosso che arrivi in Consiglio chi ha avuto meno voti. Ma si potrebbe anche immaginare un voto successivo a un sorteggio, che dunque metta in condizione di essere eletti anche quei candidati che non hanno dietro la forza delle correnti. Insomma – incalza -, si trovi un qualsiasi sistema. Ma lo si trovi“.

 

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