Insufficienza multi-organo, è l’autopsia sulla salma di Brando

 
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Stefano Brando, Amministrazione Perugia condivide appello medici

Insufficienza multi-organo, è l’autopsia sulla salma di Brando

Stefano Brando è morto per le conseguenze di una polmonite da Coronavirus in un paziente che è stato a lungo ospedalizzato e, in particolare, per un’insufficienza multiorgano che ha determinato l’arresto cardiaco. Il medico perugino di 62 anni è deceduto il 19 novembre scorso. E’ quanto emerge dall’autopsia svolta ieri al Gemelli di Roma, che ha le strutture adeguate per eseguire esami autoptici su pazienti Covid.

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L’esame è stato disposto dal Procuratore aggiunto di Perugia, Giuseppe Petrazzini, titolare, insieme al Procuratore, Raffaele Cantone, del fascicolo sulla morte medico, aperto dopo la denuncia della moglie. L’esame è stato affidato a tre medici dell’ospedale romano: il medico legale Antonio Oliva, l’anatomo patologo Vincenzo Arena e Andrea Arcangeli, rianimatore (il responsabile sanitario del Vaticano). Accanto ai medici legali nominati dalla Procura, c’erano i consulenti di parte della famiglia, i medici legali Vittorio Fineschi e Sergio Scalise Pantuso, incaricati dagli avvocati Marco Piazzai (per la figlia di Brando) e Carlo Bonzano per la moglie.

I poliziotti della squadra mobile della questura di Perugia hanno sequestrato la cartella clinica, gli audio delle telefonate fatto al 118 e interventi dell’ambulanza per ricostruire la dinamica del ricovero.

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