Frode assicurativa da 60 milioni: chiesto rinvio a giudizio

Indagine su polizze false: 11 persone sotto accusa

Indagine su polizze false: 11 persone sotto accusa

Indagine su polizze false – Un’operazione congiunta del Reparto antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Perugia e dei Carabinieri del Comando Provinciale di Perugia ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 11 persone. L’inchiesta riguarda l’emissione di circa 200 polizze fideiussorie false per un valore complessivo di 60 milioni di euro.

Le polizze, apparentemente emesse a nome di due compagnie nazionali e tre estere con sedi in Malta, Irlanda, Germania e Svezia, sono state utilizzate per ottenere autorizzazioni doganali e nel settore delle accise sui prodotti energetici. Alcune sono state presentate a enti pubblici per ottenere agevolazioni edilizie e partecipare a bandi pubblici, incluse le procedure per la ricostruzione post-sisma 2015.

L’indagine ha avuto origine dall’individuazione di una polizza fideiussoria irregolare presso l’Ufficio delle Dogane di Perugia. Attraverso l’analisi dei flussi finanziari, è stato scoperto che i premi assicurativi non venivano versati alle compagnie emittenti, ma trasferiti su conti esteri riconducibili agli indagati. Le operazioni illecite si basavano su una rete di intermediari che proponevano ai clienti, spesso inconsapevoli, prodotti assicurativi falsificati.

Le polizze venivano materialmente riprodotte in Siracusa e Ascoli Piceno, dove le autorità hanno identificato i centri operativi. Sei persone e una società risultano coinvolte nella gestione diretta dell’attività, con il supporto di un gruppo di broker consapevoli della natura fraudolenta delle polizze.

Il coordinamento tra il Reparto antifrode di Perugia e i Carabinieri ha permesso di monitorare incontri chiave tra gli indagati in Perugia e Siracusa. Le indagini hanno portato a perquisizioni in diverse province, tra cui Perugia, Siracusa, Catania, Ascoli Piceno, Torino, Verona, Roma e Pescara, con il sequestro di documenti e supporti informatici ritenuti rilevanti per l’inchiesta. A Siracusa e San Benedetto del Tronto sono stati individuati tre laboratori utilizzati per la produzione delle polizze.

Fondamentale è stata la collaborazione con l’Ufficio delle Dogane di Siracusa, il cui Nucleo Investigativo Telematico ha analizzato i dati informatici sequestrati, fornendo elementi utili alle indagini.

Gli indagati utilizzavano stratagemmi sofisticati per conferire autenticità alle polizze. Per quelle estere, inserivano nei documenti falsi indirizzi PEC, apparentemente riconducibili alle compagnie assicurative. Inoltre, venivano creati falsi dispositivi di firma digitale a nome di ignari notai per simulare l’autenticità delle asseverazioni notarili.

Nel caso delle compagnie nazionali, gli indagati si spacciavano per consulenti di società primarie, acquisendo proposte assicurative genuine. Queste venivano successivamente alterate e reinviate ai clienti, che le ritenevano autentiche. Tra gli indagati figura un broker di Perugia, particolarmente attivo nella commercializzazione delle polizze nel territorio umbro.

Conclusa la fase investigativa, è stato notificato agli interessati l’avviso di chiusura delle indagini preliminari. Successivamente, l’Ufficio delle Dogane di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone, mentre per altri indagati sono state avviate richieste di archiviazione o patteggiamento.

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