Impietosa denuncia del Sappe sul carcere di Capanne, sicurezza a rischio
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) ha segnalato gravi criticità strutturali nel carcere di Capanne, evidenziando rischi per la sicurezza di detenuti e personale. Il segretario generale Donato Capece, accompagnato dal segretario aggiunto Giovanni Battista De Blasis e da rappresentanti locali del sindacato, ha visitato l’istituto per verificare la situazione.
Il segretario denuncia una gestione sempre più difficile per la polizia penitenziaria, costretta ad affrontare continue emergenze legate a detenuti problematici, carenza di personale e condizioni strutturali precarie. Secondo quanto dichiarato, la presenza di soggetti psichiatrici e tossicodipendenti rende impossibile mantenere l’ordine. Ogni giorno si verificano episodi di danneggiamento, con sezioni al buio e pareti imbrattate. Il segretario chiede misure immediate per trasferire i detenuti più problematici in strutture lontane dall’Umbria.
La polizia penitenziaria, definita “eroica” per il lavoro quotidiano, affronta gravi difficoltà per la carenza di personale e la difficoltà nel contenere i detenuti. Il segretario sollecita interventi governativi chiari per evitare un ulteriore deterioramento della situazione.
Tra le criticità evidenziate, il turnover elevato: nell’ultimo corso di assunzione, 300 agenti su 1.800 si sono dimessi poco dopo l’assegnazione. Questo dato, secondo il segretario, evidenzia la crescente difficoltà nel rendere il servizio appetibile e sostenibile per il personale.
Il governo ha recentemente autorizzato l’assunzione di 3.650 nuovi agenti, un segnale positivo, ma insufficiente a risolvere l’emergenza. Il segretario esprime inoltre l’auspicio che venga accelerata l’apertura di un Provveditorato regionale a Perugia, per garantire maggiore vicinanza alla realtà carceraria umbra.
Tra le priorità segnalate, la necessità di ridurre il sovraffollamento, di sfollare alcune sezioni e di intervenire sulle infiltrazioni d’acqua negli edifici. Secondo il SAPPE, dal mese di aprile 2024, la segreteria regionale ha inviato segnalazioni riguardanti infiltrazioni d’acqua nei solai delle sezioni III A e III B del reparto circondariale. Le recenti piogge di ottobre avrebbero peggiorato le condizioni, con danni alle pareti e agli impianti elettrici. Inoltre, i telefoni nei box degli agenti risulterebbero malfunzionanti, compromettendo la sicurezza e la rapidità delle comunicazioni operative. Nonostante le segnalazioni, l’unico intervento effettuato sarebbe stato un semplice lavoro di imbiancatura.
Capece ha criticato l’approccio del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP) di Firenze, che avrebbe avviato una fase di progettazione tecnica senza predisporre soluzioni immediate. Secondo il SAPPE, i primi risultati potrebbero arrivare solo nei prossimi mesi del 2025, con ritardi considerati inaccettabili. Per questo motivo, il sindacato ha annunciato l’intenzione di presentare un esposto all’ASL territoriale, all’Ispettorato del lavoro e al Servizio di Vigilanza sull’Igiene e Sicurezza dell’Amministrazione della Giustizia (Visag).
Durante la visita, il SAPPE ha anche incontrato il personale dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Perugia, evidenziando il carico di lavoro e le difficoltà operative. Attualmente, in questo ambito si occupano di 1.815 persone a Perugia e 696 a Terni, mentre i minori seguiti dai servizi sociali per la giustizia minorile nel capoluogo umbro sono 354.
Il carcere di Capanne ospita in media meno di 500 detenuti, con 456 presenti al 31 gennaio, tra cui 64 donne, a fronte di una capienza regolamentare di circa 350 posti. A livello regionale, il totale delle persone in esecuzione penale detentiva è di circa 1.600. Il SAPPE ha sottolineato come episodi di violenza, risse e tentativi di suicidio siano frequenti all’interno della struttura.
Capece ha dichiarato che informerà il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sulle difficoltà incontrate dal personale della Polizia Penitenziaria in Umbria. Tra le principali problematiche evidenziate vi sono la carenza di organico, la presenza di eventi critici come aggressioni al personale, e l’introduzione di materiali vietati all’interno del carcere, tra cui telefoni cellulari e sostanze stupefacenti. Il SAPPE ritiene che le istituzioni competenti non abbiano adottato misure adeguate per garantire condizioni di lavoro sicure e un miglioramento della situazione complessiva negli istituti penitenziari della regione
La polizia penitenziaria, pur continuando a garantire la sicurezza, chiede risposte concrete per migliorare le condizioni di lavoro e il rispetto delle regole all’interno degli istituti penitenziari.

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