Forabosco Collestrada, archiviato procedimento a carico della direttrice sanitaria per infondatezza del reato
“Non si ravvisano glie stremi dei reati in contestazione né di altri ipotizzabili reati”. Il Giudice per le indagini preliminari, Margherita Amodeo, ha archiviato il procedimento penale a carico della direttrice sanitaria del Forabosco di Collestrada, la struttura dove i piccoli pazienti affetti da autistici venivano maltrattati da alcuni operatori. A far scattare le indagini era stata la denuncia del padre di un ragazzo: il figlio aveva ecchimosi a glutei, parti intime, occhi, zone “tumefatte”.
Gli operatori, venendo meno ai loro obblighi, avrebbero posto in essere in maniera sistematica una serie di atti di umiliazione, condotte vessatorie fisiche e verbali, e intimidazioni. Gli episodi di maltrattamenti e violenza si sarebbero verificati tra ottobre e novembre 2022. A dicembre erano scattate le prime misure cautelari. Sei in tutto gli indagati per l’ipotesi di maltrattamenti aggravati. Una posizione è stata archiviata, in due hanno già patteggiato pene di un anno e 8 mesi e di due anni e dieci mesi, quest’ultima applicata all’operatore più aggressivo.
Sono stati necessari altri tre mesi di indagine per arrivare all’archiviazione di oggi. Elementi che hanno chiarito la posizione della direttrice del “Forabosco” e cioè se sapesse dei maltrattamenti subiti da quattro ospiti del centro.
Il giudice per le indagini preliminari Margherita Amodeo inizialmente ha accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla famiglia che per prima aveva denunciato lividi e ferite riscontrate in diverse occasioni sul corpo del figlio. Il pubblico ministero ha sentito due operatori del Forabosco in merito alle condotte dei colleghi e sulle segnalazioni che sarebbero state rivolte alla direttrice. E’ stato sentito anche lo psicologo della struttura.
“All’esito di tali escussioni – è scritto del decreto di archiviazione – è emerso che la direttrice sanitaria, nelle occasioni in cui venivano notati lividi sul corpo dell’ospite, cercò di capirne l’origine chiedendo anche agli operatori o portando alla loro attenzione nel corso delle riunioni, ed informandone i genitori del ragazzo… Ne consegue l’infondatezza del reato nei confronti dell’indagata con archiviazione del procedimento e restituzione degli atti al pm”. La direttrice sanitaria è stata difesa dall’avvocato Delfo Berretti, del foro di Perugia.

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