La comunità di Perugia saluta don Tei esempio di dedizione
La diocesi di Perugia-Città della Pieve annuncia con profonda partecipazione la morte di don Pasquale Tei, avvenuta mercoledì 7 gennaio dopo un periodo segnato dalla malattia. La notizia è stata comunicata al clero dal vicario generale, mons. Simone Sorbaioli, che ha invitato tutti a unirsi nella preghiera e ad affidare il sacerdote alla misericordia del Padre, come riporta il comunicato dell’Archidiocesi Perugia-Città della Pieve.
Le esequie saranno celebrate venerdì 9 gennaio alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di San Savino a Magione, comunità che don Tei ha guidato per oltre quarant’anni. La salma arriverà in chiesa il giorno precedente, giovedì 8 gennaio alle 17, per permettere ai fedeli di rendere omaggio al loro storico parroco. L’arcivescovo Ivan Maffeis, che aveva fatto visita a don Pasquale pochi giorni prima del decesso, presiederà la celebrazione e ha espresso il cordoglio dell’intera Chiesa perugino-pievese, ricordando la lunga e feconda missione pastorale del sacerdote.
Nato a Deruta nel 1936, don Tei avrebbe compiuto 90 anni l’11 aprile. Ordinato presbitero il 29 giugno 1961 nella cattedrale di San Lorenzo dall’arcivescovo Raffaele Baratta, iniziò il suo ministero come vicario parrocchiale a Magione. Nel 1965 fu nominato parroco a Tisciano e, nello stesso anno, economo spirituale a Pian di Marte e Val di Rose. Quattro anni più tardi assunse la guida della parrocchia di Trecine, fino al suo arrivo a San Savino nel 1979, dove rimase fino al 2020. È stato anche rettore della chiesa di Casenuove di Magione. Il suo successore, don Lucian Cordis, lo ricorda come un sacerdote colto, appassionato lettore, dotato di spirito brillante e capace di regalare sorrisi con le sue battute e i suoi sonetti poetici. Ma soprattutto, sottolinea, è stato una guida preziosa, sempre disponibile a condividere la propria esperienza pastorale anche dopo aver lasciato l’incarico. L’affetto che nutriva per i fedeli era ricambiato da una comunità che lo ha sempre considerato un punto di riferimento. La sua presenza costante, la capacità di ascolto e il legame autentico con le persone hanno contribuito a costruire un rapporto di fiducia che ha attraversato generazioni. Molti parrocchiani ricordano il suo stile pastorale semplice e diretto, capace di unire fermezza e gentilezza, e la sua attenzione verso chi viveva situazioni di fragilità. Il suo ministero è stato caratterizzato da una dedizione quotidiana, fatta di visite alle famiglie, cura delle celebrazioni, accompagnamento dei giovani e sostegno agli anziani. La sua cultura vasta e la passione per la lettura lo rendevano un interlocutore vivace, capace di affrontare temi spirituali e culturali con profondità e leggerezza allo stesso tempo.
La comunità di Perugia e di Magione si prepara ora a salutarlo con gratitudine, riconoscendo in lui un sacerdote che ha incarnato con coerenza il Vangelo e che ha lasciato un’impronta indelebile nella vita di molti.

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