Cerimonia sentita nel Parco della Verbanella con le autorità
Commemorazione Palatucci – La Polizia di Stato di Perugia ha reso omaggio alla figura di Giovanni Palatucci, nell’81esimo anniversario della sua morte, con una cerimonia intensa e raccolta al Parco della Verbanella, luogo che da anni custodisce un albero dedicato all’ex Questore di Fiume, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato migliaia di ebrei dalle persecuzioni naziste.
Un tributo silenzioso e carico di significato
La deposizione della corona d’alloro da parte del Questore Dario Sallustio, avvenuta davanti alla targa commemorativa, ha scandito il momento centrale dell’iniziativa. Attorno, un clima di commozione composta, condivisa dalle istituzioni presenti: il Prefetto Francesco Zito, il Vice Sindaco Marco Pierini, la Vice Presidente della Provincia Laura Servi, il Vicario Generale dell’Arcidiocesi Don Simone Sorbaioli, insieme a rappresentanti civili e militari della provincia.
La presenza degli allievi del 233° corso dell’Istituto per Sovrintendenti di Spoleto “R. Lanari” ha aggiunto un valore simbolico particolare, collegando idealmente la memoria del passato alla formazione delle nuove generazioni della Polizia di Stato.
Il richiamo ai valori fondanti del servizio
Dopo la benedizione, il Questore Sallustio ha ripercorso le tappe essenziali della vita di Palatucci, sottolineando come la sua scelta di proteggere oltre cinquemila persone perseguitate non fu un gesto isolato, ma l’espressione di un coraggio morale che continua a rappresentare un riferimento per chi indossa l’uniforme.
Nel suo intervento, ha richiamato l’importanza di porre la vita umana come valore primario, ricordando che il servizio quotidiano della Polizia di Stato si fonda su principi che Palatucci incarnò fino all’estremo sacrificio: legalità, giustizia, tutela dei più deboli.
Un’eredità che continua a parlare al presente
La commemorazione ha ribadito come la storia di Palatucci non appartenga solo al passato, ma continui a interrogare il presente. Il suo esempio, ha ricordato il Questore, invita ogni operatore della sicurezza a scegliere, giorno dopo giorno, la strada della responsabilità e della difesa della dignità umana, anche quando ciò comporta difficoltà o rischi personali.
Nel silenzio del Parco della Verbanella, la cerimonia ha trasformato un anniversario in un momento di memoria attiva, capace di rinnovare il legame tra istituzioni, cittadinanza e valori democratici.

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