Cimitero di Ripa, residenti protestano: degrado e lavori fermi

Cimitero di Ripa, residenti protestano: degrado e lavori fermi

Chiesti cronoprogramma, incontro con il Comune e manutenzione

I cittadini della frazione di Ripa, nel territorio comunale di Perugia, tornano a denunciare le condizioni del cimitero locale, definendo la situazione ormai non più sostenibile. Al centro delle contestazioni ci sono i ritardi nei lavori successivi alla caduta di un cipresso, avvenuta nel dicembre 2023, che provocò la distruzione di tre cappelle di famiglia e il grave danneggiamento di altre due. A distanza di oltre due anni dall’episodio, secondo quanto riferito dai residenti, l’area interessata sarebbe ancora parzialmente occupata dal cantiere. I manufatti destinati alla demolizione non sarebbero stati rimossi e numerose lapidi danneggiate risulterebbero ancora accatastate davanti alle tombe, con conseguenti difficoltà di accesso alle cappelle rimaste integre.

Le critiche sulla gestione dell’area

Nel documento diffuso dagli abitanti viene ricordato anche un precedente incontro con l’assessore competente, nel corso del quale erano state fornite spiegazioni sui ritardi e successivamente effettuato un intervento di pulizia ritenuto però insufficiente. Secondo i cittadini, durante quelle operazioni un mezzo meccanico avrebbe transitato sopra alcune sepolture a terra, provocando ulteriori danni. Sempre nella stessa occasione sarebbe stato rinvenuto un osso umano, poi preso in consegna dai Carabinieri. I residenti lamentano inoltre la mancanza di informazioni ufficiali sui futuri interventi. In particolare chiedono di sapere quali opere il Comune intenda realizzare, con quali tempi e se i lavori interesseranno tutte le cinque cappelle coinvolte dall’evento del 2023. Nel comunicato viene inoltre ricordato che l’amministrazione comunale avrebbe già incassato il relativo indennizzo assicurativo.

Manutenzione ritenuta insufficiente

Tra le contestazioni figura anche lo stato della manutenzione ordinaria del camposanto. I cittadini sostengono che gli interventi di pulizia siano sporadici e che, negli ultimi due anni, in almeno due occasioni siano stati effettuati dai volontari dell’associazione Palmira Federici. Secondo quanto riferito, per tutto il 2025 non sarebbe stata eseguita la pulizia dell’area del cimitero prospiciente la strada Fabrianese, nonostante lo stesso obbligo venga imposto ai proprietari dei terreni confinanti, con previsione di eventuali sanzioni in caso di inadempienza. Ulteriori segnalazioni riguardano i servizi igienici presenti all’interno del cimitero, descritti come in condizioni di forte degrado e privi di una regolare pulizia.

Le perplessità sull’antenna 5G

Nel documento viene affrontato anche il tema dell’installazione di un’antenna per la telefonia mobile 5G nell’area esterna al cimitero, nelle vicinanze dell’abside della pieve benedettina di Santa Maria. I residenti affermano di aver appreso, attraverso la risposta a un’interrogazione discussa nel Consiglio comunale del 29 aprile, che le associazioni del territorio non sarebbero state preventivamente informate del progetto né coinvolte nella conferenza di servizi, neppure in qualità di osservatori. Secondo i firmatari, questa circostanza contrasterebbe con i principi di partecipazione più volte richiamati dall’amministrazione comunale.

Le richieste rivolte al Comune

Al termine dell’assemblea pubblica svoltasi il 1° luglio, alla quale viene segnalata un’ampia partecipazione, i residenti hanno formulato tre richieste principali all’amministrazione comunale. La prima riguarda la pubblicazione immediata di un cronoprogramma dettagliato con tempi certi per il completamento degli interventi. La seconda consiste nella richiesta di un incontro urgente con la sindaca e con l’assessore competente per fare chiarezza sullo stato della vicenda. Infine, i cittadini chiedono di conoscere l’importo destinato annualmente dal Comune alla manutenzione ordinaria del cimitero, prospettando la possibilità di avviare un patto di collaborazione con le associazioni del territorio affinché possano contribuire direttamente alla cura e alla valorizzazione del camposanto.

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