Catena Pace, la non Marcia al tempo del Covid, mancavano Comune e Regione

 
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Catena Pace, la non Marcia al tempo del Covid, mancavano Comune e Regione

Non c’erano i gonfaloni del Comune di Perugia e della Regione Umbria. Quest’anno alla Marcia della Pace o Catena che fosse, mancavano proprio i rappresentanti delle due istituzioni locali.

Dopo 59 anni di ininterrotta presenza i gonfaloni del Comune di Perugia e della Regione quest’anno non erano alla Marcia della Pace. La Regione aveva chiesto agli organizzatori di rimandarla, viste le ultime misure emanate dalla stessa presidente Tesei per contrastare il Covid.

Gli organizzatori hanno voluto fare comunque, utilizzando un altro termine, non più una marcia ma una manifestazione statica, da fermi e in quanto statica è stata possibile farla, così come tutte le manifestazioni e sit-in che si svolgono solitamente tra scioperanti ed altri.

Nonostante la situazione pandemica ed il resto del mondo dei grandi eventi, fiere e mercati umbro che veniva fermato dall’ordinanza, la marcia o catena si è svolta regolarmente, poiché Regione e Comune non hanno potuto fare nulla per impedirla. L’autorizzazione è stata concessa dalla Questura e dalla Prefettura. “Sono manifestazioni statiche – ha detto il questore nella conferenza di sabato scorso -. Il preavviso mi è arrivato, le prescrizioni le abbiamo fatte, la legge lo prevede, per me la manifestazione si può fare”. E così è stata.

In piazza San Francesco ad Assisi, invece, c’erano i gonfaloni della Provincia e poi quelli delle città di Firenze, Parma e della Regione Lombardia e del Comune di Assisi.

In duemila da tutta Italia. Tra le 11.30 e le 12.30 si sono formate le due catene. I punti fissi erano due da Borgo XX Giugno fino a una parte della via San Girolamo, la classica strada di sempre della marcia e a Santa Maria degli Angeli, all’altezza della basilica, fino a piazza San Francesco utilizzando la mattonata. In piazza, ad Assisi, la cerimonia finale.

In piazza c’era la grande bandiera, diversi posti a sedere opportunatamente distanziati e poi un piccolo spettacolo con i colori della pace e lettere che hanno composto il nome dell’Enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti” alla quale si è aggiunto “Felici Tutti”. Poi il messaggio del Papa che il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, ha fatto avere al vescovo di Assisi monsignor Domenico Sorrentino e anche quello del Presidente Mattarella che ha inviato un telegramma a Flavio Lotti ed infine il messaggio video inviato dal presidente del parlamento Europeo, David Sassoli.

La marcia quest’anno si è conclusa ad Assisi davanti alla tomba di San Francesco. Una delegazione, legata dal filo che ha caratterizzato l’edizione 2020 di quella che doveva essere la marcia della pace, ha reso omaggio al Poverello unendolo agli ideali e alla Perugia di Aldo Capitini.

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