Arresto per maltrattamenti e tentata estorsione in abitazione familiare

Arresto per maltrattamenti e tentata estorsione in abitazione familiare

A Montecastrilli misura cautelare in carcere dopo l’intervento dei Carabinieri

 

Un arresto per maltrattamenti contro familiari e tentata estorsione ha segnato la notte tra lunedì e martedì a Montecastrilli, dove i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Amelia, insieme ai militari della Stazione locale, sono intervenuti dopo la richiesta d’aiuto di un 71enne esasperato dalle continue vessazioni subite dalla figlia. La chiamata al 112 ha attivato un intervento immediato, rivelando una situazione familiare compromessa da tempo.

La richiesta di aiuto e la scena trovata dai Carabinieri

Quando i militari sono entrati nell’abitazione, già nota per precedenti interventi, si sono trovati davanti un salone completamente devastato. Vetri e frammenti di ceramica ricoprivano il pavimento, segno dell’ennesimo scatto d’ira della 32enne, esploso dopo il rifiuto del padre di consegnarle altro denaro. La ricostruzione dei fatti, resa possibile grazie alle testimonianze immediate dei genitori, ha delineato un quadro di pressioni, minacce e richieste economiche che andavano avanti da tempo.

La coppia ha raccontato ai Carabinieri un clima di paura costante, fatto di intimidazioni e comportamenti violenti che li avevano spesso costretti a cedere alle pretese della figlia pur di evitare ulteriori aggressioni.

L’arresto e il trasferimento in carcere

Alla luce degli elementi raccolti, i militari hanno proceduto all’arresto della giovane, poi trasferita alla Casa Circondariale di Perugia su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura di Terni. L’intervento tempestivo ha permesso di interrompere una situazione che, secondo gli investigatori, presentava un rischio concreto di escalation.

La convalida e la misura cautelare

Mercoledì si è tenuta l’udienza di convalida, durante la quale il Giudice ha confermato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e la necessità di tutelare le persone offese. La decisione recepisce la richiesta del Pubblico Ministero, che ha evidenziato la pericolosità della condotta e la reiterazione dei comportamenti violenti.

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