Ankara chiede cessate fuoco, preoccupazione Cina per l’escalation

Ankara chiede il cessate il fuoco, preoccupazione della Cina per l'escalation

 Ankara chiede cessate fuoco, preoccupazione Cina per l'escalation

 Ankara chiede cessate fuoco, preoccupazione Cina per l’escalation

Ankara chiede cessate – Si terrà alle 14 il vertice virtuale del G7 sull’Ucraina, a cui parteciperà anche Volodymyr Zelensky. Intanto la Turchia fa appello alla Russia e a Kiev per un cessate il fuoco “al più presto possibile”, ha detto il ministro turco degli Esteri Mevlut Cavusoglu in un’intervista televisiva. Anche la Cina esprime “preoccupazione” per gli ultimi sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina, che hanno visto le truppe di Mosca lanciare missili sulle città ucraine.

“Siamo preoccupati per l’evoluzione della situazione e invitiamo le parti interessate a risolvere adeguatamente le divergenze con il dialogo e le consultazioni”, ha detto nel briefing quotidiano la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, senza esprimere condanne specifiche. La Cina, ha aggiunto, “è disposta a collaborare con la comunità internazionale per continuare a svolgere un ruolo costruttivo nell’allentamento delle tensioni”.

E il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha dichiarato che la Russia è pronta a considerare un’eventuale proposta di incontro tra Putin e Biden al G20 di novembre in Indonesia se questa venisse inoltrata, riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass.

In vista del Vertice G7 di oggi il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto una nuova conversazione telefonica con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. “Il colloquio si è incentrato sugli ultimi, gravi sviluppi della situazione sul terreno con particolare riguardo agli attacchi missilistici condotti dalle Forze russe contro Kiev ed altre città ucraine – riferisce Palazzo Chigi -. Il presidente Draghi ha condannato l’inaccettabilità di questi attacchi brutali, che aggravano ulteriormente le responsabilità russe, e ha confermato la vicinanza dell’Italia alle autorità e alla popolazione ucraine”. “Ho avuto una conversazione telefonica con il premier italiano Mario Draghi. L’ho informato sulle conseguenze del terrore missilistico russo – ha twittato Zelensky, ringraziandolo per il suo sostegno costante e forte -. Abbiamo coordinato le posizioni alla vigilia di importanti eventi internazionali, incluso il summit del G7”.

SIRENE DI ALLARME E NUOVI RAID
Le forze russe hanno attaccato di nuovo, nella notte, la città di Zaporizhzhia, nell’Ucraina meridionale: lo ha reso noto il governatore della regione, Oleksandr Starukh. Secondo quanto riporta il Kyiv Independent, Mosca ha preso di mira un sito infrastrutturale. Almeno le 15 esplosioni che hanno scosso la città di Zaporizhzhia, ha reso noto in un tweet la viceministra degli Esteri ucraina, Emine Dzheppar, sottolineando che sono stati presi di mira “un istituto scolastico, un istituto medico ed edifici residenziali”. E si ha notizia di una vittima.

Le sirene antiaeree sono tornate a risuonare in mattinata a Kiev e in tutta l’Ucraina, riportano la Bbc e la Tass, che cita il portale ucraino di notizie Strana. Secondo il portale, il Servizio di emergenza del Paese ha diramato messaggi in cui si legge che esplosioni sono altamente probabili durante il giorno, sottolineando che i cittadini sono invitati a rimanere nei rifugi e non ignorare gli allarme aerei.

Citando l’agenzia TSN, la Tass riferisce che esplosioni sono state udite nella regione di Kiev e nelle città di Rivne (ovest) e Kryvyi Rih (sud). Secondo informazioni preliminari, le difese aeree sono state attivate nella regione di Kiev.

E sono nuovamente senza elettricità parti di Leopoli, nell’ovest dell’Ucraina, dopo quello che viene descritto come un “attacco a infrastrutture”: lo scrive su Telegram il sindaco della città, Andriy Sadovyi. “A Leopoli sono state udite esplosioni. Ci sono problemi con l’elettricità”, ha sottolineato ancora il sindaco, riferisce il Guardian. Anche il governatore regionale, Maksym Kozytskyi, ha condiviso un simile messaggio, parlando di “un attacco a strutture energetiche nella regione di Leopoli. Rimanete nei rifugi. Non diffondete foto, video e voci non verificate”.

Ed è salito intanto ad almeno 19 morti e 105 feriti il bilancio degli attacchi missilistici sferrati ieri dalle forze russe, secondo quanto reso noto dal Servizio di emergenza statale del Paese, riporta il Kyiv Independent.

Ieri la pioggia di missili su Kiev e le altre città ucraine non era ancora finita, il fumo dai crateri non si era ancora dissipato, la conta delle vittime nemmeno iniziata, che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è attaccato al telefono per chiedere la condanna della Russia, il sostegno militare e l’intervento politico ai suoi alleati: per fermare “il terrorismo” di Vladimir Putin servono più armi, più sistemi di difesa aerea, ma soprattutto quei missili terra-terra Atacms che gli Stati Uniti tentennano a inviare.

La prima telefonata è stata con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Poi Emmanuel Macron, Liz Truss, Antonio Guterres, e così via. E, dopo aver ricevuto di persona l’ambasciatrice Usa a Kiev Bridget Brink, sono arrivate anche le rassicurazioni di Joe Biden: “Resteremo al fianco degli ucraini finché servirà e forniremo alle forze di Kiev il supporto necessario a difendere il loro Paese e la loro libertà”.

USA, NUOVI PACCHETTI DI ARMI NEI PROSSIMI GIORNI

In serata Zelensky e Biden si sono anche sentiti per telefono: il leader ucraino ha spiegato che “la difesa aerea è attualmente la priorità numero 1”, il presidente americano ha risposto promettendo la fornitura di “sistemi avanzati di difesa aerea. Ma, secondo il Washington Post, gli ultimi attacchi russi alle città e alle infrastrutture ucraine, con le conseguenti vittime civili, potrebbero dare una nuova spinta anche alla richiesta di Kiev di armi a più lungo raggio. Un appello fin qui caduto nel vuoto, con l’amministrazione Biden che si è opposta a consegnare i tanto richiesti Atacms, Army Tactical Missile System, progettati per colpire fino a 300 km di distanza, quattro volte la gittata dei missili lanciati dagli Himars, già forniti dagli Usa alle forze ucraine.

Il rifiuto della Casa Bianca era stato motivato finora dalla necessità di evitare un’escalation della guerra, mentre Mitch McConnell, che guida la minoranza repubblicana al Senato, aveva chiesto all’amministrazione di consegnare anche gli Atacms. Mosca ha già messo in guardia di ritenerli una “linea rossa” con la quale Washington entrerebbe di fatto in guerra. Ma alla luce degli attacchi sferrati nelle ultime ore da Putin non è chiaro se la Casa Bianca rivedrà la sua posizione, sottolinea ancora il Wp.

In un’intervista alla Cnn, il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby, ha comunque detto che gli Stati Uniti “invieranno nuovi pacchetti di armi a Kiev nei prossimi giorni e continueranno ad aiutare l’Ucraina a difendersi per tutto il tempo necessario”.

La Russia dovrà adottare contromisure a causa del crescente coinvolgimento degli Stati Uniti e dell’Europa nel conflitto in Ucraina: lo ha detto all’agenzia di stampa russa Ria Novosti il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Il viceministro ha aggiunto che Mosca ha notato con rammarico che “l’assistenza su larga scala in corso a Kiev, l’addestramento del personale delle formazioni armate dell’Ucraina sul territorio dei Paesi dell’alleanza, la fornitura di intelligence, immagini satellitari in tempo reale, fino alla determinazione degli obiettivi per gli attacchi di artiglieria e alla pianificazione delle operazioni delle Forze armate ucraine, sta coinvolgendo un crescente numero di Paesi occidentali nel conflitto (schierati) dalla parte del regime di Kiev”.

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