La 21enne si è allontanata da una struttura di Amelia senza farmaci
Cresce l’allarme per la scomparsa di una 21enne, Asia, allontanatasi domenica pomeriggio dalla Comunità Incontro di Amelia. La ragazza, con gravi disagi psicologici e una storia di problematiche legali, era in attesa di un ricovero definitivo in una struttura di sicurezza. La madre, in un disperato appello ai media, ha espresso il timore che la figlia sia “già nei guai”, sottolineando che la giovane non ha con sé i farmaci necessari per la sua condizione. L’allontanamento, avvenuto intorno alle 18, è stato immediatamente segnalato dalla stessa Comunità che ha sporto denuncia. La struttura si era resa disponibile ad accogliere la ragazza temporaneamente, in attesa di una sistemazione più idonea, in accordo con le autorità e i Servizi sociali.
Asia era giunta nella Comunità dopo essere stata coinvolta in una rapina nel centro di Terni, in compagnia di un’amica. La sua permanenza nella struttura amerina era finalizzata a individuare una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, un percorso che la giovane aveva già manifestato l’intenzione di abbandonare. La sua storia, caratterizzata da reiterati furti e una dichiarata pericolosità sociale, è salita alla ribalta della cronaca per le vicende raccontate dalla madre. La donna aveva più volte denunciato come, nonostante le problematiche psichiatriche e l’episodica incapacità di intendere e di volere, la giustizia avesse continuato a considerare l’autodeterminazione della figlia prioritaria rispetto alla necessità di cure e a misure compatibili con il suo stato di disagio.
Un ricovero immediato in una struttura protetta, come la Comunità Incontro, era stato lo sforzo di alcuni soggetti interni alle istituzioni per evitare che la giovane potesse arrecare danno a sé stessa o agli altri. Tale misura temporanea è venuta meno con la sua fuga. Ora, in qualità di figlia maggiorenne, e pur in presenza di un tutore legale, la madre si rivolge nuovamente alla stampa nella speranza di ritrovarla. La preoccupazione è accentuata dal precedente allontanamento della ragazza, avvenuto a 17 anni, quando fu ritrovata a Roma grazie a un appello online e alla segnalazione di un autista di autobus. La donna confida che questo metodo possa funzionare anche questa volta.
Asia è descritta come alta circa 1,60, con capelli e occhi castani. La sua scomparsa, senza i farmaci essenziali e in un periodo di forte caldo, aggrava ulteriormente la situazione e rende il ritrovamento una priorità. La famiglia, supportata dal tutore legale e dai servizi sociali, sta collaborando attivamente con le forze dell’ordine per fornire ogni dettaglio utile alle ricerche. L’ansia della madre si riflette in ogni sua parola, un grido d’aiuto per una figlia che, come lei stessa ha sottolineato, potrebbe essere in serio pericolo. Le segnalazioni di chiunque l’avesse vista o avesse informazioni utili sono considerate fondamentali per risolvere la situazione nel migliore dei modi. Un numero di telefono per le segnalazioni, 388 7357494, è stato diffuso.
Le autorità hanno avviato le ricerche e stanno battendo le zone frequentate dalla ragazza in passato, oltre a monitorare i mezzi di trasporto pubblici e le stazioni. La speranza è che la giovane possa essere individuata al più presto e che riceva le cure di cui ha urgente bisogno. La vicenda sottolinea ancora una volta le complessità che circondano la gestione dei casi di salute mentale e le sfide che le famiglie e le istituzioni affrontano nel bilanciare la tutela dell’individuo con la sicurezza pubblica. La comunità locale, già sensibile a queste tematiche, si è mobilitata, condividendo l’appello sui social media e offrendo il proprio supporto alla famiglia in questo

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