Eremo della Madonna della Stella

CASCIA 10/08/08 - Si terrà il prossimo 18 agosto la cerimonia di presentazione della brochure sull’Eremo della Madonna della Stella realizzata dall’Associazione dei Comuni della Valnerina, con il contributo della Proloco e dell’A.S.B.U.C. di Roccatamburo. La storia dell’Eremo va fatta risalire al 1308, quando i padri agostiniani di Cascia occuparono lo spazio in cui era sorto l’antico monastero benedettino di San Benedetto in Faucibus, ormai demolito, e diedero vita, sugli anfratti naturali della scogliera, ad un romitorio di una ventina di celle strette ad un oratorio di nuova costruzione denominato S. Croce in Valle di Noce. Per due secoli, a partire all’incirca dalla fine del 1600, però, i Padri Agostiniani lasciarono totalmente il presidio, la cui funzionalità fu ripristinata solo nel 1883, anno in cui, secondo la tradizione, due pastori del paese di Roccatamburo, nell’atto di ripararsi nei pressi di uno scoglio avvolto dalla vegetazione, scorsero un affresco ancora leggibile sulla roccia di uno dei dipinti che ornavano l’eremo. Il dipinto restituì l’immagine di una Madonna il cui abito era trapuntato di croci a forma di stelle. Da quel momento gli abitanti della zona cominciarono a venerare l’immagine e si tassarono per riedificare la chiesa, definitivamente titolata Madonna della Stella. Da allora la custodia del luogo venne affidata ad eremiti volontari che lo abbandonarono, tuttavia, in via definitiva circa 25 anni fa, lasciando che la natura si riappropriasse dei propri spazi. L’Associazione dei Comuni della Valnerina da sempre attenta alla promozione della conoscenza del territorio e alla sua valorizzazione, ha realizzato, in occasione del settecentesimo anniversario, questa nuova brochure informativa destinata ai residenti ma soprattutto ai visitatori. Il prodotto, infatti, con un lay-out rinnovato rispetto alle precedenti pubblicazioni dell’Associazione, propone un’ampia serie di immagini molto rappresentative del luogo e dei testi, scritti da Egildo Spada e da Mario Polia, che, pur nella loro brevità, riescono a descrivere il luogo ed il contesto storico nel quale è sorto il complesso. Si legge di grotte che sembrano “sepolture di morti piuttosto che abitazioni di viventi”, di un luogo che appare come un “nascondiglio ombroso” nel quale stare soli “nel silenzio rotto solo dallo scroscio discreto della cascata, dal mormorare dell’acqua e dallo stormire dei rami”. La realizzazione della nuova brochure d’informazione turistica rientra nella più ampia strategia di valorizzazione e di promozione del patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico, che l’Associazione dei Comuni della Valnerina porta avanti da oltre 4 anni, e che considera il paesaggio, riconosciuto come “bene culturale diffuso” e come “risorsa attrattiva primaria”, non solo un bene da difendere, conoscere, tutelare e valorizzare, ma anche come la fonte primaria dell’identità personale e dell’appartenenza ad un luogo da parte della popolazione locale. Sebbene la storia dell’Eremo della Madonna della Stella sia, infatti, legata alla diffusa presenza eremitica in Valnerina fin dal sesto secolo dopo Cristo, ancora oggi questo luogo gode di una forte vitalità legata al culto mariano, rimasto vivo in tutta la popolazione della montagna e ricordato ogni mese di maggio con le numerose processioni che dai paesi limitrofi si inerpicano per il ripido sentiero per rinnovare la devozione tramandata attraverso le generazioni. La presentazione della brochure si terrà alle ore 10,30 direttamente presso l’eremo e sarà seguita da una visita guidata sul luogo condotta da Egildo Spada e da Mario Polia. La pubblicazione sull’Eremo della Madonna della Stella, così come le altre realizzate dall’Associazione dei Comuni della Valnerina, ha l’obiettivo di fornire al visitatore tutte le informazioni di prima accoglienza per un piacevole soggiorno, e nel contempo, di proporre al turista, considerato come residente temporaneo, percorsi di visita finalizzati a sensibilizzare e a far scoprire la bellezza del paesaggio agrario della Valnerina, in particolare dei luoghi meno noti e conosciuti che, però, si offrono allo sguardo attento quale testimonianza  dell’ingegno, del lavoro ed anche della fatica degli abitanti nel modellare il territorio in armonia con la vocazione naturale dei luoghi.

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