Ospedale Orvieto pronta richiesta potenziamento con 13950 firme

Ospedale Orvieto pronta richiesta potenziamento con 13950 firme

Consegnate 13.950 firme per il rilancio dell’ospedale

Il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica O.d.V. ha consegnato in Regione ben 13.950 firme a sostegno del potenziamento dell’Ospedale “Santa Maria della Stella” di Orvieto. La petizione popolare, che arriva a termine dopo mesi di raccolta capillare, rappresenta un segnale forte da parte di quasi 14.000 cittadini, provenienti da 33 Comuni dell’Umbria e del Lazio, tutti compresi nell’ampio bacino di utenza del presidio ospedaliero. I numeri parlano chiaro: il nosocomio è percepito come un riferimento centrale, non solo locale ma interregionale, in cui convergono le esigenze di un’area vasta e spesso montuosa.

Bacino di utenza esteso oltre i confini regionali

Il territorio orvietano si estende fino a 43 chilometri a nord, con Città della Pieve, fino a 56 km a est, con Penna in Teverina, e arriva a 53 km ad ovest, abbracciando i Comuni intorno al lago di Bolsena fino a Piansano e Ischia di Castro. A sud, il raggio d’azione tocca Montefiascone, a circa 32 km. Orvieto si colloca in una posizione pressoché baricentrica rispetto a un’area che, in gran parte, sconfina fuori dalla regione Umbria, rendendo il presidio ospedaliero un punto nodale per le emergenze su strade nazionali e autostradali.

Un DEA di primo livello da utilizzare al meglio

L’Ospedale “Santa Maria della Stella” è l’unico DEA di I livello in un raggio di circa 60 chilometri, con una posizione strategica lungo una delle principali arterie autostradali d’Italia. Il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica ricorda che il nosocomio si trova in una zona con la maggiore densità di popolazione anziana di tutta l’Umbria, il che rende ancora più urgente la necessità di potenziamento. La richiesta è chiara: il presidio deve poter funzionare pienamente come struttura di riferimento per le emergenze, con percorsi integrati tra territorio e ospedale, senza passaggi ridondanti o corto circuiti organizzativi.

Reparti aperti che non sempre lavorano a pieno

Tra le criticità principali indicate nel documento illustrativo della petizione, spicca il funzionamento tutt’altro che completo dell’UTIC minimale, che non garantisce ancora il livello di assistenza che un DEA di I livello dovrebbe offrire. A ciò si aggiunge la mancanza di un vero e proprio reparto di urologia, con attività chirurgiche spesso appoggiate in modo composito ad altre strutture, e un pronto soccorso che attende ancora il completamento dell’ampliamento e della riqualificazione già prevista nei progetti regionali.

Umanizzazione e stabilità del personale sanitario

Il C.O.S.P. pone al centro del dibattito la carenza di personale, considerata il nodo più duro del sistema. La richiesta è netta: aumento del personale in ogni reparto, con la stabilizzazione di figure già presenti, l’abolizione del lavoro a gettone e l’individuazione dei primariati mancanti. Nell’elenco entrano in particolare Ostetricia e GinecologiaPediatria e Ortopedia, settori strategici per la continuità assistenziale e per attrarre medici specialisti verso Orvieto.

Un progetto di attrattività e sviluppo del territorio

Il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica insiste sul fatto che un ospedale di confine, se funzionante ed attrattivo, può ridurre la fuga di pazienti verso altre regioni. Attualmente, non pochi cittadini del territorio si rivolgono a strutture del Lazio o dell’Emilia Romagna per interventi che, in un sistema più efficiente, potrebbero essere svolti a Orvieto. La riduzione dell’emorragia di pazienti è anche un fattore economico per la Regione, che rischierebbe di perdere risorse e di vedersi sfilare la domanda assistenziale verso presidi più vicini ma non più vicini al territorio di riferimento.

Un momento storico per il territorio orvietano

La consegna delle 13.950 firme in Assemblea Legislativa Umbra, prevista nella mattinata di giovedì 9 aprile, assumerà un valore simbolico e politico di grande portata. Saranno presenti anche diversi sindaci dell’Area Interna Sud‑Ovest Orvietano e dei Comuni limitrofi del viterbese, che si avvalgono dei servizi dell’ospedale “Santa Maria della Stella”. Una rappresentanza ampia, indipendente dal colore politico, intende chiedere in modo univoco di invertire la rotta impostata da circa quindici anni su questo presidio, che fu per decenni fiore all’occhiello della rete ospedaliera regionale e del Centro Italia.

Dalla petizione al Piano socio‑sanitario regionale

Il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica lega la sua azione alla definizione del prossimo Piano socio‑sanitario regionale, che si trova in fase avanzata di elaborazione. La richiesta è che il documento strutturi in modo esplicito la partecipazione e l’ascolto delle associazioni del territorio, trasformando le istanze spontanee in linee operative sostenibili. Il rilancio del presidio di Orvieto non può essere visto come un singolo intervento ma come un progetto di lungo periodo, che integri presidi territoriali, ospedale di comunità, case della comunità e strutture private accreditate.

Un ospedale al centro per la cura degli anziani

Una delle sfide più evidenti è quella di puntare sulle fragilità geriatriche, aumentando i posti letto fino a un totale di circa 200 e dedicando una sezione di ortogeriatria alle urgenze complesse della popolazione anziana. Orvieto e la sua area di riferimento ospitano un tasso di popolazione anziana tra i più alti in Umbria, con una domanda assistenziale destinata ad aumentare. La presenza di un reparto di geriatria integrato tra urgenze e chirurgia ortopedica potrebbe ridurre ricoveri prolungati, degenze inadeguate e percorsi frammentati.

Chirurgia ortopedica e oculistica come punti di forza

Il C.O.S.P. propone di trasformare l’ospedale di Orvieto in centro di riferimento per la chirurgia ortopedica e oculistica, con linee di attività dedicate e percorsi diagnostico‑terapeutici condivisi. La chirurgia ortopedica è cruciale per un territorio con una forte presenza di anziani e con un’ampia rete di strade secondarie, dove gli incidenti legati a cadute e traumi sono ricorrenti. La chirurgia delle cataratte e delle patologie oculari è invece un ambito in cui la provincia di Viterbo e l’alto Umbria denunciano sovente carenze di accesso e liste d’attesa molto lunghe.

Un nuovo ruolo per il pronto soccorso e l’emergenza

Il pronto soccorso è indicato come la porta di accesso principale per cittadini, turisti e automobilisti che viaggiano lungo le arterie vicine. La petizione chiede che il potenziamento del pronto soccorso non si limiti a nuovi spazi ma accompagni anche una ridefinizione dei flussi, dell’informazione al pubblico e della formazione del personale. La reintroduzione di percorsi differenziati per codice rosso, giallo, verde e bianco, con triage adeguato alle specificità geriatriche, potrebbe ridurre tempi di attesa e migliorare la qualità dell’accoglimento.

Una storia di successi e rischi di arretramento

Il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica ricorda che appena qualche anno fa il presidio ospedaliero di Orvieto era indicato come un esempio di ospedale di comunità e di integrazione territorio‑ospedale. La messa in funzione di una nuova TAC di ultima generazione, la riqualificazione della terapia intensiva e la strategia di potenziamento delle attività chirurgiche hanno indicato una direzione positiva, che oggi però rischia di essere smorzata da carenze strutturali e di personale. La fronte simbolica della petizione è dunque la continuità con un progetto di rilancio già avviato, che non può essere interrotto.

Un messaggio politico oltre i colori di partito

Il fatto che la raccolta firme sia stata appoggiata da sindaci di diversa estrazione politica conferisce al gesto una forte valenza civica. Il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica sottolinea che la tutela della salute non è un tema di parte ma di bene comune, e che la fiducia nei confronti dell’attuale amministrazione regionale è alta, tanto che la richiesta è formulata in modo diretto e senza toni di confronto. I cittadini si aspettano azioni concrete e non solo annunci, soprattutto in un momento in cui il Piano socio‑sanitario è alle ultime fasi di elaborazione.

Un futuro possibile se le risorse seguono le richieste

La consegna delle 13.950 firme apre uno scenario di media e lungo termine: se il potenziamento dell’ospedale di Orvieto sarà inserito in modo strutturale nel Piano socio‑sanitario regionale, il presidio potrà diventare un termometro della capacità della Regione di gestire la spesa e di investire sui territori interni. Un ospedale efficiente, con un organico stabile e una rete di servizi integrata, non è solo un vantaggio sanitario ma anche un fattore di attrattività residenziale, professionale e imprenditoriale per l’area di Orvieto e dell’alto Umbria.

Un passo avanti verso la difesa del territorio

In conclusione, la petizione promossa dal Comitato Orvietano per la Salute Pubblica non è un semplice atto di protesta ma un progetto di politica sanitaria bottom‑up, che mette in campo numeri reali, ragionamenti tecnici e un ampio coinvolgimento civico. La richiesta di potenziamento dell’ospedale “Santa Maria della Stella” cade in un momento delicato, in cui il riassetto della rete ospedaliera e la gestione della cronicità diventano le vere priorità per il futuro della sanità pubblica. Orvieto, con la sua posizione geografica e demografica, ha tutte le carte in regola per rappresentare un modello di riferimento per l’intero Centro Italia.

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