Torna il Festival Orizzonti con un’edizione autunnale dedicata a Genti e terre

Appuntamento giovedì 4 e venerdì 5 novembre alle 19 all'ex Ospedale Fatebenefratelli di Perugia

Torna il Festival Orizzonti con un'edizione autunnale dedicata a Genti e terre

Torna il Festival Orizzonti con un’edizione autunnale dedicata a Genti e terre

La rassegna di musica contemporanea è diretta da Marco Momi, promossa dalla Fondazione Perugia Musica Classica onlus e inserita nel cartellone della stagione 2021/2022 degli Amici della Musica di Perugia. Protagonisti dei due concerti di novembre saranno Alessandro Deljavan, pianoforte, Gabriele Mirabassi, clarinetto, e il collettivo Opificio Sonoro.


Fonte: Mg2 Comunicazione


In maggio, con la sua edizione spring aveva tenuto a battesimo la ripresa della musica dal vivo in città. Ora – giovedì 4 e venerdì 5 novembre – il Festival Orizzonti tornerà per altri 2 concerti all’ex Ospedale Fatebenefratelli di Perugia. La rassegna di musica contemporanea – diretta da Marco Momi, promossa dalla Fondazione Perugia Musica Classica onlus e inserita nel cartellone della stagione 2021/2022 degli Amici della Musica di Perugia – si caratterizzerà anche in questa seconda parte autumn per la sperimentazione di programmi originali basati sulla trasversalità dei repertori e sulla varietà degli organici.

Con una forte tematizzazione di ogni concerto unita all’irrinunciabile dinamica di immersione percettiva. “Se nella prima edizione il tema conduttore è stato l’identità e le proprie metamorfosi, tra lo scorrere del tempo e le ibridazioni tecnologiche – sottolinea Marco Momi – i contenuti della seconda edizione sono riassumibili dal titolo Genti e Terre. In un momento storico in cui la società si interroga su temi come migrazione, cittadinanza e appartenenza culturale, il Festival propone una riflessione musicale e sonora sui legami possibili che intrecciano l’uomo con la propria terra e cultura”.

Giovedì 4 novembre, alle 19, la serata si intitolerà Folk Intimacy, con Alessandro Deljavan, pianoforte, Gabriele Mirabassi, clarinetto e il collettivo Opificio Sonoro. “Parlare di genti – prosegue il direttore artistico del Festival – significa parlare anche di popoli e dunque pronunciare la nobile lingua delle canzoni e della musica da ballo, qui proposte in chiave indoor, nella forma più intima. L’incontro tra le Mazurche di Chopin e le Çancões di Guinga, uno dei poeti viventi della musica brasiliana, avviene su un terreno comune: entrambe nascono dal rapporto che i loro autori hanno stabilito con la propria terra”. Se la cultura è forse il risultato più alto dell’unione tra genti e terre, l’ultimo appuntamento – En abîme, venerdì 5 novembre, sempre alle 19 e sempre all’ex Ospedale Fatebenefratelli di Perugia, con Alessandro Deljavan al pianoforte insieme a Opificio Sonoro – racconta di come talvolta essa instauri un rapporto con la propria stessa storia. “L’esempio della musica francese – conclude Momi – è quanto mai efficace. Una delle attitudini che la caratterizza è quella di guardare sé stessa, magari con uno specchio in mano, così da vedere la propria immagine riflessa più e più volte, lontana e più lontana ancora.

Info e biglietti: https://perugiamusicaclassica.com

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