Sgarbi augura morte a Di Maio, a rischio patrocinio mostra IL VIDEO

Niente patrocinio per la mostra curata da Vittorio Sgarbi

Sgarbi augura morte a Di Maio, a rischio patrocinio mostra IL VIDEO

Sgarbi augura morte a Di Maio, a rischio patrocinio mostra IL VIDEO

PERUGIA – Niente patrocinio per la mostra curata da Vittorio Sgarbi. Approvata in Commissione la richiesta del M5S di revoca. Ieri mattina, nell’ambito della seduta della IV Commissione consiliare permanente, è stato approvato col solo voto stranamente contrario del cattolico Numerini, la mozione urgente presentata dal Consigliere Stefano Giaffreda (M5S) volta a revocare immediatamente il patrocinio del Comune di Perugia alla mostra “Da Raffaello e Canova, da Valadier a Balla”, l’Arte in cento capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca” che si terrà a Perugia dal 21 febbraio 2018 al 30 settembre, in quanto curata Vittorio Sgarbi, autore di un video pubblico del 2 marzo 2018 contenente invettive ingiuriose e diffamatorie.

Il Consigliere Stefano Giaffreda ha illustrato la mozione denunciando «il comportamento del noto critico d’arte, il quale, nel feroce video evidentemente blasfemo apparso sul suo profilo facebook ha inveito ripetutamente contro il Movimento 5 Stelle utilizzando parole gravemente ingiuriose e volgari, arrivando addirittura ad augurare reiteratamente una morte violenta all’onorevole Luigi Di Maio».

Il Consigliere Giaffreda ha rilevato «come il Comune di Perugia non possa rimanere indifferente rispetto ai comportamenti sopra denunciati e non possa consentire che il proprio simbolo ed il proprio patrocinio all’evento sia associato al nome del curatore della mostra, autore di tale deplorevole condotta, il quale, proprio in virtù del duplice ruolo rivestito, sia di senatore della Repubblica, sia di cultore dell’arte, dovrebbe rappresentare in ogni ambito possibile, un esempio di rispetto ed educazione. Tale ruolo di esempio vale ancor di più se si considera il grande afflusso alle mostre da parte di giovani e di scolaresche. Ci si augura che anche il Consiglio Comunale, indipendentemente dal colore politico e nell’interezza della sua rappresentanza, stigmatizzi tale inaccettabile condotta e confermi il voto della commissione».

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