Legambiente, mal’aria 2019, Terni è la città del Centro Italia più inquinata

Inquinamento PM10, nel 2017 nella Conca Ternana sforati i limiti

Legambiente, mal’aria 2019, Terni è la città del Centro Italia più inquinata

Soffocate dallo smog, dove l’aria è irrespirabile sia d’inverno sia d’estate. Tra le principali fonti di emissione il traffico, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole e dove l’auto privata continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato. È il quadro che emerge da Mal’aria 2019, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in Italia che restituisce un quadro puntuale del 2018. Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria, segnato anche dal deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea in merito alle procedure di infrazione per qualità dell’aria e che costerà multe salate alla Penisola.

A parlare chiaro sono i numeri: nel 2018 in ben 55 capoluoghi di provincia sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l’ozono).

In questo quadro drammatico non passa certo inosservata Terni, tra i 24 comuni capoluoghi dove il limite è stato superato per entrambi i parametri. Sappiamo tutti troppo bene che il contributo all’inquinamento di Terni e di tutta la Conca ternana è determinato da diverse interazioni tra sorgenti differenti: traffico, riscaldamento, industrie su tutte e dalle sue peculiarità geomorfologiche che ne peggiorano lo stato.

Un quadro preoccupante​, confermato anche dai primi 20 giorni del 2019 ​con già 10 gli sforamenti per il PM 10, che per Legambiente Umbria indica l’urgenza a livello nazionale e soprattutto locale di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili.

“Misure che oggi mancano – commenta Gianni Di Mattia, coordinatore di Legambiente nel ternano – a cominciare da quelle sulla mobilità sostenibile, immediatamente realizzabile e che consentirebbe di limitare le emissioni in aria dal trasporto stradale garantendo il soddisfacimento della domanda di mobilità dei cittadini. Basterebbe ripensare l’uso di strade, piazze e spazi pubblici, creando ampie “zone 30”, riducendo il tasso di motorizzazione, migliorando l’efficienza degli edifici e degli impianti di riscaldamento, recuperando il progetto di riforestazione urbana rimasto nel cassetto insieme all’affidamento PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile) di Terni e Narni e quello di teleriscaldamento”.

“A Terni e in tutta la Conca Ternana – prosegue Gianni Di Mattia – continua a pesare enormemente la mancanza di un’efficace strategia per l’emergenza smog e inquinamento, seppur evidenziata da decenni. A nulla sono serviti i pannicelli caldi dei piani anti smog delle amministrazioni passate e attuale con il blocco parziale della circolazione o con quelli delle caldaie e dei camini domestici, così come trascurare il fatto che nei territori di Terni e Narni insiste la più vasta e importante area industriale siderurgica e chimica del Centro Italia. Occorre quindi passare velocemente all’azione sulla mobilità alternativa, così come non è più rinviabile un serrato piano di bonifica dell’aria, dei suoli e delle falde “.

A seguire le tabelle

Sul sito di Legambiente www.legambiente.it si può scaricare il dossier di Legambiente:

Inquinamento atmosferico: le città che hanno superato almeno uno dei limiti giornalieri previsti per il Pm10 o per l’ozono nel 2018
Brescia 150   Genova 103   Vercelli 41
Lodi 149 Avellino 89 Ferrara 41
Monza 140 Lecco 88 Bologna 39
Venezia 139 Terni 86 Trento 38
Alessandria 136 Rimini 82 Udine 37
Milano 135 Vicenza 82 Sondrio 35
Torino 134 Piacenza 80 Pisa 32
Padova 130 Varese 78 Trieste 32
Bergamo 127 Roma 72 Macerata 31
Cremona 127 Napoli 72 Rieti 31
Rovigo 121 Mantova 65 Savona 28
Modena 117 Lucca 61 Aosta 27
Treviso 116 Forlì 48 Benevento 27
Frosinone 116 Firenze 45 Pistoia 27
Pavia 115 Grosseto 44 Agrigento 26
Verona 114 Pordenone 44 Bolzano 26
Asti 113 Como 43 Enna 26
Parma 112 Biella 42    
Reggio Emilia 111 Ravenna 42    

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa o Regioni

NB: in rosso i giorni totali di superamento delle città in cui si è registrato nel 2018 sia il superamento dei limiti del Pm10 che dell’ozono. In nero i giorni di superamento del limite previsto per l’Ozono (25 giorni all’anno); per la città di Ferrara si riportano i giorni di superamento previsti per le polveri sottili (35 giorni all’anno).

Tabella 1: PM10 ti tengo d’occhio 2018. La classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno; il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3.

n. Città Centralina Superamenti da gennaio 2018 data aggiornamento
1 Torino Rebaudengo 87 31/12/2018
2 Frosinone Frosinone scalo 83 31/12/2018
3 Lodi Viale Vignati 78 31/12/2018
4 Milano Marche 74 31/12/2018
5 Venezia V. Tagliamento 63 31/12/2018
6 Padova Arcella 60 31/12/2018
7 Alessandria D’Annunzio 59 31/12/2018
8 Asti Baussano 57 31/12/2018
9 Reggio Emilia Timavo 56 31/12/2018
10 Cremona via Fatebenefratelli 56 31/12/2018
11 Pavia Piazza Minerva 53 31/12/2018
12 Treviso S.Agnese 53 31/12/2018
13 Modena Giardini 51 31/12/2018
14 Monza via Machiavelli 51 31/12/2018
15 Rovigo Centro 49 31/12/2018
16 Terni Le Grazie 49 31/12/2018
17 Vicenza Quartiere Italia 48 31/12/2018
18 Brescia Villaggio Sereno 47 31/12/2018
19 Avellino AV42 46 31/12/2018
20 Parma Montebello 45 31/12/2018
21 Verona Borgo Milano 44 31/12/2018
22 Como Viale Cattaneo 43 31/12/2018
23 Bergamo via Garibaldi 42 31/12/2018
24 Ferrara Isonzo 41 31/12/2018
25 Napoli Ferrovia 37 31/12/2018
26 Rimini Flaminia 36 31/12/2018

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa o Regioni.

Tabella 2: Ozono ti tengo d’occhio 2018. La classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute; il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 25 giorni/anno (come media su 3 anni) con concentrazioni superiori a 120 μg/m3 come media massima giornaliera calcolata su otto ore.

Ozono: giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute
Genova Via Ungaretti – Pegli 103   Firenze Settignano 45
Brescia Villaggio Sereno 103 Grosseto Maremma 44
Monza Machiavelli 89 Pordenone Porcia 44
Lecco Via Sora 88 Avellino Scuola V Circolo 43
Bergamo Meucci 85 Biella Sturzo 42
Piacenza Parco Montecucco 80 Ravenna Caorle 42
Varese Vidoletti 78 Vercelli Coni 41
Alessandria Volta 77 Bologna * 39
Venezia Sacca Fisola 76 Trento Psc 38
Roma L.Go Perestrello 72 Terni Borgo Rivo 37
Rovigo Borsea 72 Udine Cairoli 37
Cremona Via Fatebenefratelli 71 Napoli Parco Virgiliano 35
Lodi S.Alberto 71 Sondrio Via Paribelli 35
Verona Giarol 70 Vicenza Quartiere Italia 34
Padova Mandria 70 Frosinone Mazzini 33
Parma Cittadella 67 Trieste Basovizza 32
Modena Parco Ferrari 66 Pisa Montecerboli 32
Mantova S.Agnese 65 Macerata Macerata/Collevario 31
Treviso Via Lancieri 63 Rieti Rieti 31
Pavia Folperti 62 Savona Varaldo 28
Lucca Carignano 61 Benevento ZI 27
Milano Pascal 61 Pistoia Montale 27
Asti D’Acquisto 56 Aosta Via Liconi 27
Reggio Emilia S. Lazzaro 55 Agrigento Asp 26
Forlì Parco Resistenza 48 Bolzano Bz6 26
Torino * 47 Enna Enna 26
Rimini Marecchia 46      

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Ispra[1]

*Torino: centraline di Lingotto e Rubino; Bologna: centraline di Via Chiarini e Giardini Margherit

[1]

ISPRA: XIV Rapporto Qualità dell’ambiente urbano – Edizione 2018

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