Concessioni idroelettriche, Simonetti interroga la Regione

I dettagli dei canoni e contenziosi sulle derivazioni idroelettriche

I dettagli dei canoni e contenziosi sulle derivazioni idroelettriche

Durante la seduta odierna dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, è stata discussa l’interrogazione presentata dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti, riguardante l’attuazione della legge regionale 1/23, che regola l’assegnazione delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche nella regione, con particolare attenzione ai canoni che devono essere versati dai concessionari.

Simonetti ha posto due questioni principali in merito alla legge regionale, sollecitando la risposta dell’assessore competente, Paolo De Luca. La prima riguarda l’importo complessivo dei canoni riscossi dalla Regione Umbria, suddivisi tra la componente fissa e quella variabile, che i concessionari devono pagare per l’uso delle risorse idriche destinate alla produzione di energia. La seconda riguarda la quota monetizzata dell’energia elettrica che, secondo la legge, i concessionari sono obbligati a fornire gratuitamente alla Regione, specificando inoltre come tale energia debba essere destinata ai servizi pubblici o, in alternativa, monetizzata.

Il capogruppo del M5S ha ricordato che la legge prevede l’obbligo per i titolari di concessioni di grandi derivazioni idroelettriche di fornire annualmente energia elettrica in misura pari a 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione. Tale energia deve essere destinata almeno per il 50% a servizi pubblici e a categorie di utenti residenti nelle aree interessate dalla derivazione, con la possibilità di monetizzare l’importo in base al prezzo di mercato. Inoltre, i concessionari sono tenuti a pagare un canone annuale alla Regione, che si articola in due componenti: una fissa, pari a 42 euro per ogni chilowatt di potenza nominale, e una variabile calcolata come percentuale dei ricavi normalizzati, come stabilito dalla Giunta regionale e in linea con le linee guida dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

Nella sua risposta, l’assessore De Luca ha sottolineato che la legge regionale è stata introdotta come parte di un processo di regionalizzazione delle concessioni idroelettriche, che è stato il risultato del recepimento di una normativa nazionale. Per quanto riguarda la situazione specifica dell’Umbria, l’assessore ha precisato che la Regione ha attualmente in essere sette concessioni affidate a Enel, con scadenza al 31 dicembre 2029, una concessione a Acea, scaduta nel dicembre 2010, e una concessione a Edison, anch’essa scaduta a fine 2010.

Per il biennio 2023/24, la Regione aveva previsto un introito complessivo di circa 29,8 milioni di euro da parte di Enel, 1,3 milioni da Edison e 2 milioni da Acea. Tuttavia, a causa di contenziosi legali che hanno coinvolto la Regione Umbria e che sono stati avviati anche in altre regioni italiane, le cifre versate dai concessionari sono risultate inferiori rispetto alle aspettative. Enel ha versato solo 13,2 milioni di euro, mentre Acea ha corrisposto solo 1,3 milioni di euro. Di fronte a questa situazione, De Luca ha ricordato che la Regione ha pieno diritto di legiferare e di far rispettare la legge, e ha aggiunto che l’amministrazione sta valutando le possibili azioni legali da intraprendere, compresa l’introduzione di un criterio di “assenza di contenzioso” per le future gare di concessione.

Nonostante la risposta dell’assessore, Simonetti ha espresso insoddisfazione, criticando la posizione delle aziende energetiche che, a suo avviso, si sentono in diritto di non pagare i canoni dovuti pur guadagnando considerevoli somme grazie allo sfruttamento delle risorse pubbliche. Il capogruppo del M5S ha sottolineato che sono necessarie azioni concrete per tutelare i cittadini e i territori, denunciando come le aziende del settore energetico continuino a incassare enormi profitti senza rispettare gli obblighi previsti dalla legge regionale.

Questa interrogazione e la relativa discussione hanno messo in luce le difficoltà che la Regione Umbria sta affrontando nel tentativo di far rispettare la legge sulle concessioni idroelettriche, nonostante il chiaro obbligo dei concessionari di versare i canoni stabiliti e fornire energia gratuita per i territori coinvolti. La questione dei contenziosi, che sta influenzando l’ammontare dei canoni versati, rimane una delle sfide principali per l’amministrazione regionale, che ha promesso di continuare a monitorare la situazione e di adottare misure per garantire la corretta attuazione della normativa.

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