Caccia in Umbria, aumentano i morti, wwf spiega perché

 
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Caccia in Umbria, aumentano i morti, wwf spiega perché

di Sauro Presenzini

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31 Gennaio 2020, la caccia si chiude in Italia, lasciando dietro di se una scia di sangue: 24* morti e 58* feriti. (*fonte: A.V.C. Associazione Vittime della Caccia).

L’Umbria in questo caso ha ben contribuito, pagando il suo tributo di vittime.

La caccia è diventata oggi ancora più pericolosa in Umbria, a motivo del fatto che la stragrande maggioranza dei cacciatori si dedica alla caccia al cinghiale.

Una caccia invasiva, truculenta e aggressiva, che vede un largo impiego delle micidiali carabine tipo guerra, il cui volume di fuoco spropositato, consente al proiettile esploso, di vagare in linea d’aria anche per oltre 3 Km (fonte: pagina Web, sezione balistica, della Beretta Armi).

Ecco in larga parte spiegato l’aumento esponenziale di morti e feriti, che hanno poco scampo, se colpiti da questo tipo di munizioni.

Se poi aggiungiamo che la popolazione dei cacciatori italiani, va progressivamente invecchiando, tanto da contare ben oltre il 60% di anziani ultra 65enni.

I malfermi “nonnini” quindi, con la vista e i riflessi appannati, l’udito non più perfetto sono passati dallo “schioppo avancarica” di qualche decennio fa, ai micidiali fucili di precisione, con ottiche avveniristiche che leggono umidità, vento e traiettoria, in uso ai migliori killer e cecchini dei telefilm americani, senza aver mai frequentato corsi di aggiornamento con lezioni di balistica, di legislazione venatoria relativamente alle precauzioni e divieti in uso localmente.

Molti di questi 70enni, sono stati “traghettati” nella nuova Legge, senza aver mai sostenuto un esame di abilitazione alla caccia.
Negli anni 60-70 infatti, era sufficiente aver pagato la tassa di concessione per diventare cacciatori.

Le Guardie del WWF che da sempre effettuano i controlli sulla materia venatoria, anche quest’anno sono stati subissati da richieste e segnalazioni da parte di cittadini, ma anche da parte degli stessi cacciatori e le verifiche effettuate nella stagione venatoria appena trascorsa, restituiscono numeri da brividi.

Le 7 Guardie del WWF Perugia, operative sulla Provincia hanno rilevato ben 112 violazioni, sia amministrative che penali, hanno effettuato 66 sequestri (tutti convalidati), per un importo di 15.000 euro circa.
290 le persone controllate nei 110 servizi svolti, risultando quindi una media d’infrazione e di violazione di oltre il 30%, in crescita esponenziale.


La prima violazione commessa dai cacciatori in ordine numerico, è senz’altro il mancato rispetto delle distanze di rispetto e di sicurezza da strade, case, luoghi di lavoro, ferrovie ed altre vie di comunicazione, poi c’è la mancata annotazione dei capi abbattuti, della marcatura della giornata di caccia, ed anche abbattimenti di fauna protetta, non mancano gli appostamenti abusivi, il porto abusivo d’armi, la mancata custodia e abbandono dei fucili, la modifica delle armi, per arrivare anche alla calunnia nei confronti dei Pubblici Ufficiali operanti, resistenza e minaccia a mano armata, che nei casi denunciati dalla Guardie WWF, hanno visto l’immediata sospensione revoca del porto d’armi e il ritiro cautelare di tutte le armi detenute.

La migliore efficacia ed efficienza delle Guardie WWF, è dovuta alle migliori dotazioni tecnologiche (giunte grazie alle generose donazioni di soci e simpatizzanti), che hanno visto largo uso di droni per l’individuazione delle “poste di caccia” troppo vicino ad abitazioni o strade, termocamere ad infrarossi per il rinvenimento e/o occultamento della fauna abbattuta, body cam per documentare le azioni di caccia illecite e potenti teleobbiettivi per cristallizzare anche da 700 mt. di distanza, le azioni scorrette.

L’ultimo utilizzo del drone del WWF, in ordine di tempo, ha consentito nel giro di 2 giorni di individuare e sanzionare 9 cacciatori che cacciavano “allegramente” direttamente sopra la strada carrozzabile, ignari di essere osservati a distanza, poi le Guardie a terra hanno ovviamente fatto la differenza.

Terminata la stagione venatoria con questi primi test d’efficienza effettuati, ora tali dotazioni saranno utilizzate in tema di tutela del paesaggio, alla ricerca di discariche abusive, estrazioni e cave illegali, edificazioni difformi e manomissioni del territorio.

Sauro Presenzini
Coordinatore Regionale
Guardie Giurate WWF Umbria

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