Guerra in Ucraina: Kiev, 198 civili morti, tra loro 3 bambini 

Sono 1115 i feriti da inizio invasione e tra loro sono inclusi 33 bambini

Guerra in Ucraina per Visco a repentaglio pace in Europa
Foto Adnkronos (Afp)

Guerra in Ucraina: Kiev, 198 civili morti, tra loro 3 bambini 

Il ministro della Sanità ucraino, Viktor Lyashko, ha annunciato oggi che 198 persone sono morte – tra loro tre bambini – dall’inizio dell’invasione russa del paese. Inoltre, attraverso Facebook, ha reso noto che 1.115 persone sono rimaste ferite da giovedì, inclusi 33 bambini.

(Ses/Adnkronos)

1 Commento

  1. Tenere la contabilità dei morti durante un conflitto è sempre una cosa molto dolorosa per tutti perchè sono esseri umani che perdono la vita per un atto bellico senza giustificazione. Mentre i medici si prodigano anche a costo della propria vita (come purtroppo è accaduto con il Covid) per salvare persone da gravi patologie, un ordigno bellico può uccidere in un attimo decine e decine di persone senza colpe. E’ una cosa assurda quanto disumana alla quale non si dovrebbe mai arrivare. L’invasione di un Paese è inaccettabile senza se e senza ma perchè è causa di dolore, disperazione e quindi odio nei confronti di chi stronca tante vite umane e porta solo distruzione. E’ tuttavia comprensibile e giusto che ci si chieda perché ciò accada ancora nel 21° secolo, nella speranza che serva per il futuro perché “un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”. Sicuramente l’UE è un’Istituzione zoppa, quindi debole sulla scena politica mondiale, dal momento che non possiede una politica estera unitaria, non essendo una Federazione di Stati, e quindi neanche un esercito europeo. L’UE in politica estera non ha una sola voce che rappresenti tutta l’Unione; ogni Capo di Stato dice ciò che pensa, prende contatti personali con Putin o con Zelenskyy, cioè manca una linea politica unitaria. Non c’è un unico interlocutore che abbia l’autorità di parlare a nome dell’UE, come ad esempio Biden che tratta in nome degli Stati Uniti d’America. La mancanza poi di un esercito europeo fa sì che la NATO sia diventata una sorta di surrogato di quelle forze armate europee che non esistono. In questo stato l’UE dimostra la sua debolezza della quale ha approfittato Putin invadendo l’Ucraina. Inoltre, da certe dichiarazioni del “supernazionalista” Putin si capisce che la Russia si sentiva circondata da Paesi non amici, a differenza della situazione antecedente al 1991, anno in cui a seguito della dissoluzione dell’URSS, alcuni Paesi “satelliti” si costituirono in Repubbliche autonome. In più, era forse preoccupato che l’Ucraina potesse entrare a far parte della NATO che voleva significare di avere le “truppe occidentali” ai confini con la Russia. E questo per Putin era inaccettabile.
    Comunque, stante la situazione, se si vuole evitare, come tutti auspicano, un conflitto lungo con uno spaventoso spargimento di sangue, occorre che Putin e Zelenskyy facciano un passo indietro e cerchino un compromesso per entrambi “onorevole”, cioè che non sia umiliante per nessuno dei due contendenti, evitando così una situazione drammatica che, malauguratamente, potrebbe aprire le porte ad un tragico conflitto mondiale.
    Gianni Porzi

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