Coronavirus: proteste a Milano, Torino e Napoli per misure anti-Covid

 
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Coronavirus: proteste a Milano, Torino e Napoli per misure anti-Covid

Coronavirus: proteste a Milano, Torino e Napoli per misure anti-Covid

Nella metropoli lombarda circa un centinaio di manifestanti al grido di ‘libertà libertà’ e ‘vogliamo i soldi’ hanno sfilato lungo corso Buenos Aires, dove hanno esploso dei petardi e, a quanto si apprende, hanno lanciato una molotov contro un’auto dei vigili urbani, che però non è stata presa. Dopo essersi diretti verso Porta Venezia, sono arrivati in piazza della Repubblica. I manifestanti hanno tentato anche un assalto, sventato dalle forze dell’ordine, sotto la sede della Regione Lombardia. Dopo aver lanciato i fumogeni hanno sfondato diverse transenne, rovesciato i cassonetti e staccato alcuni spartitraffico provvisori. Sono state 15 le persone portate in Questura per accertamenti. Nel corso dei disordini un poliziotto è rimasto contuso: gli avrebbero lanciato contro un casco.

**Coronavirus: proteste Milano, 28 i denunciati di cui 13 minori**
Sono 18 italiani e 10 stranieri, risponderanno di violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. La polizia di Milano ha denunciato per danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale le 28 persone che, nella notte scorsa, sono state accompagnate in questura durante e dopo la violenta manifestazione che, partita da Piazzale Loreto, ha raggiunto in serata la sede della Regione Lombardia. Di queste 28 persone, 13 sono minorenni. I cittadini denunciati, alcuni con piccoli precedenti di polizia, sono 18 italiani e 10 stranieri di varie nazionalità. Una ragazza italiana, maggiorenne, appartiene alla galassia anarchica mentre il resto delle persone denunciate, si apprende, non è riconducibile a gruppi conosciuti.

Durante gli scontri, i manifestanti hanno messo a ferro e fuoco le vie del centro danneggiando dehors e monopattini, oltre a lanciare pietre, petardi e bottiglie di vetro. Momenti di alta tensione si sono verificati vicino alla sede della Regione Lombardia, in via Melchiorre Gioia, dove i manifestanti, alcuni armati di catene hanno alimentato la protesta, mentre i poliziotti hanno risposto lanciando fumogeni. L’obiettivo dei manifestanti era muoversi compatti contro la Regione Lombardia. Un assalto sventato con fermezza dalle forze di polizia e dal servizio messo in piedi dalla Questura, a difesa dei vari ingressi del Palazzo della Regione, e che ha portato gli agenti a lanciare alcuni lacrimogeni contro i manifestanti. Durante le protesta, nonostante la tensione fosse altissima, non si sono mai registrati momenti di contatto vero e proprio tra gli agenti e i manifestanti.

Scene da guerriglia urbana quelle che hanno avuto per teatro lunedì sera il centro città di Torino, in particolare piazza Castello e le vie limitrofe, tra cui la centralissima via Roma. Quella che nelle scorse ore sui social era stata annunciata come una manifestazione di popolo contro le chiusure decise dal governo per fronteggiare la nuova ondata di coronavirus, si è trasformata in oltre due ore di lanci di bottiglie, pietre, bombe carta contro le forze dell’ordine che prima hanno risposto con cariche di alleggerimento, poi quando la tensione si è alzata hanno utilizzato i lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

Alla fine il bilancio è una decina di feriti tra i poliziotti, un fotoreporter, colpito alla testa da una bottiglia, e di una decina di manifestanti fermati per accertamenti: al momento sette sarebbero stati arrestati e due denunciati per accuse che vanno dalla resistenza aggravata a pubblico ufficiale in corso, al travisamento e al danno di oggetti mentre al vaglio degli inquirenti c’è l’ipotesi di devastazione. Tra di loro vi sarebbero alcuni ultrà e nessuno sarebbe titolare di un’attività o dipendente di un esercizio pubblico. Durante i disordini, i manifestanti hanno devastato dehors di locali chiusi per effetto dell’ordinanza che impone di abbassare le serrande alle 18, divelto e dato alle fiamme cassonetti dei rifiuti e alcuni materiali prelevati da un cantiere, preso di mira le vetrine di numerosi negozi, che sono state colpite da pietre. Alcuni negozi sono stati anche saccheggiati, tra questi Gucci.

A Napoli la manifestazione di piazza Plebiscito, oltre un migliaio di partecipanti, è diventata un sit in con comizio improvvisato sotto la sede della regione Campania, raggiunta al termine di un corteo. A intervenire vari rappresentanti di settori e categorie, colpiti dalle chiusure e dalle restrizioni anti-Covid, previste dall’ultimo Dpcm e dalle recenti ordinanze nella Regione Campania. In piazza rappresentanti del settore della ristorazione, barman, ma anche del mondo dell’animazione e intrattenimento, precari dello spettacolo, piccoli artigiani.

Titolari di ristoranti, bar, palestre e piscine si sono riuniti lunedì sera in piazza dell’Unità a Trieste per protestare pacificamente contro il nuovo Dpcm.

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