Il professor Vicari ha sottolineato come crescano dipendenze e richieste di aiuto in età giovanile. Aperta la terza edizione del festival in un Teatro Pavone gremito di professionisti e studenti
Perugia, 7 ott. – Ha preso il via, mercoledì 7 ottobre, in un Teatro Pavone gremito, la terza edizione di Perugia Serenamente, il festival organizzato dall’associazione Una mente per amica, con il supporto dell’Università degli Studi di Perugia, che porta la salute mentale al centro del dibattito pubblico, in un confronto multidisciplinare tra professionisti di diversi ambiti, come psichiatria, psicologia, e sociologia, mondo sociosanitario e istituzioni. Presente all’apertura dell’evento, il professor Stefano Vicari, direttore dell’Unità complessa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, che ha riportato alcuni dati sulla realtà giovanile, legati alla sua esperienza professionale. “L’età della comparsa dei primi disturbi e malesseri – ha commentato il professor Vicari – si sta abbassando. Le richieste di aiuto negli ultimi 15 anni stanno aumentando, il dato è del 500 per cento in più. Siamo passati da 230 a 1.650 consulenze in un anno. C’è qualcosa nella salute mentale dei bambini e dei ragazzi che chiede attenzione e occasioni come quella di oggi sono preziosissime per poter parlare di aiutare bambini e adolescenti a crescere sani dal punto di vista psicologico”. Dopo i saluti istituzionali – tra i quali quello della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha inviato un video messaggio –, e l’introduzione del professor Alfonso Tortorella, direttore della cattedra di Psichiatria dell’Unipg e presidente del Comitato scientifico di Una mente per amica, un parterre di ospiti di grande spessore ha dibattuto la tematica centrale del festival per analizzare le incertezze della società contemporanea e il loro impatto sulla salute mentale.
Nel talk, condotto dal direttore di Umbria Tv Giacomo Marinelli Andreoli, insieme ai professori Vicari e Tortorella, erano presenti Claudia Mazzeschi, delegata del rettore e coordinatrice del corso di laurea magistrale in psicologia dell’Università degli Studi di Perugia, Ambrogio Santambrogio, direttore ordinario della cattedra di sociologia dell’ateneo perugino, e Daniela Donetti, direttrice della Direzione regionale salute e welfare della Regione Umbria. “Il festival – ha commentato Tortorella – ci dà la possibilità di affrontare, a diversi livelli, il tema della salute mentale, ma soprattutto di interagire con il pubblico, composto quasi esclusivamente da giovani studenti delle facoltà di medicina e psicologia, che potranno uscire da questa due giorni con informazioni in più che hanno a che fare, prevalentemente, con il concetto della prevenzione. Fino a oggi la salute mentale è stata trattata come intervento sulla crisi. Il concetto di base è spostare il punto di intervento del benessere e della salute mentale dalla crisi alla prevenzione. Su questo tema devo dare atto alla presidente Proietti e alla direttrice Donetti di aver stilato, chiedendo la nostra collaborazione, un piano di azione per la salute mentale che è orientato esclusivamente sulla prevenzione, che nei prossimi anni ci darà delle risposte specifiche”. Presente in apertura anche Giovanni Parapini, responsabile della sede regionale Rai dell’Umbria, che ha definito Perugia Serenamente come un festival “credibile e coraggioso”.
Il professor Vicari, anche professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica di Roma, nel corso della mattinata ha inoltre presentato il suo libro ‘Adolescenti interrotti’ e affrontato il tema del disagio giovanile ricordando come i fattori di rischio oggi per i ragazzi siano soprattutto le dipendenze da sostanze e da gioco d’azzardo e la stretta relazione tra le ore passate su internet e la comparsa di ansia e depressione. I fattori di protezione individuati da Vicari sono i contesti educativi, famiglia e scuola in primo luogo, sui quali si dovrebbe “tornare a investire”.
Nel programma del festival, fino a giovedì 8 ottobre, si susseguono focus che affrontano temi centrali di psichiatria, psicologia e scienze sociali in un confronto tra professionisti volto a comprendere come il sé si sviluppi e affronti condizioni di vulnerabilità e possa ritrovare continuità e integrazione nel corso della vita, riportando anche importanti dati di ricerche ed esperienze empiriche in diversi ambiti. Il festival dà quest’anno un importante spazio anche alla cultura con la messa in scena (mercoledì 7 ottobre alle 21 al Teatro Pavone) dello spettacolo Deep Town, per la regia di Riccardo Tordoni e la drammaturgia di Simona Bianchi, realizzato dai ragazzi del gruppo CoroAperto all’interno del Progetto Marozia, percorso triennale di teatro corale intergenerazionale promosso dal Comune di Gubbio e dall’Associazione Settimana del Libro. Nella seconda giornata, invece, alle 17 ci sarà, nell’ambito della rassegna cinematografica ‘Frammenti di sguardo’, la proiezione di due cortometraggi ‘Va tutto bene’ e ‘Accade di sabato’. ‘Oltre il frammento’ è infine lo spazio curato da Radiophonica, in diretta dal Pavone con interviste, approfondimenti e testimonianze.

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