Aumento TARI, caso ASM-ACEA: Azione chiede di rivedere patti

Pennoni critica il peso di ACEA e gli accordi sulla gestione

📌 FLASH NEWS – Azione Terni contesta l’aumento TARI. Michele Pennoni critica gli accordi tra ASM e ACEA e chiede di rivedere i patti societari: secondo il segretario provinciale il Comune non riesce a incidere sulle decisioni sulle tariffe.


Rivedere gli accordi societari tra ASM e ACEA e cambiare l’impostazione della fiscalità locale. Sono le richieste avanzate da Michele Pennoni, segretario provinciale di Azione Terni, in una nota sull’aumento della tariffa dei rifiuti. L’intervento prende di mira il meccanismo decisionale della società e le conseguenze economiche per le famiglie, chiamando in causa sia la precedente amministrazione comunale sia le attuali scelte regionali.

Al centro della contestazione c’è il rapporto tra il controllo pubblico della municipalizzata e il potere attribuito al socio privato. Per Pennoni, la vicenda evidenzia una distanza tra la maggioranza delle quote detenuta dal Comune di Terni e la sua capacità di orientare decisioni che incidono sui cittadini.

Il voto nel Consiglio di amministrazione

Secondo la ricostruzione contenuta nella nota, il Consiglio di amministrazione di ASM ha approvato il rincaro nonostante la contrarietà del Comune. A consentire il passaggio sarebbe stato il voto doppio dell’amministratore delegato nominato dal socio privato ACEA.

Il segretario provinciale di Azione collega questo esito ai patti parasociali definiti durante la precedente amministrazione di centrodestra, guidata da Leonardo Latini. La sua critica riguarda le prerogative riconosciute al socio di minoranza, che, a suo giudizio, permettono di prevalere sull’indirizzo espresso dalla componente pubblica.

Pennoni considera tale assetto penalizzante per l’ente comunale e chiede una revisione immediata degli accordi, per intervenire sullo squilibrio che denuncia nella gestione societaria.

Le conseguenze per famiglie e contribuenti

Sul piano economico, Azione contesta l’aggravio delle bollette, sostenendo che ai maggiori importi richiesti non corrisponda un miglioramento dei servizi. Nella valutazione di Pennoni, il peso ricade soprattutto sui ceti popolari e medi, già esposti agli effetti dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita.

La richiesta di modificare la politica fiscale locale nasce da questa considerazione: evitare ulteriori oneri per chi vive, lavora e svolge attività produttive a Terni. Il segretario presenta quindi la questione tariffaria anche come un problema di tutela dei contribuenti.

Le critiche alla strategia regionale sui rifiuti

La nota estende la contestazione alla Regione Umbria e alla gestione del ciclo dei rifiuti. Pennoni ritiene insufficiente l’orientamento verso l’ampliamento delle discariche e denuncia l’assenza di una strategia industriale capace di completare il ciclo.

Per Azione, il confronto deve dunque riguardare tanto le regole interne alla società quanto le scelte sul trattamento dei rifiuti. Le richieste rivolte alla politica sono intervenire sui patti societari e affrontare la programmazione industriale, insieme agli effetti delle tariffe sulla città.

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