Plasticentro, sul Tevere raccolti 82 chili di rifiuti abbandonati

Plasticentro, sul Tevere raccolti 82 chili di rifiuti abbandonati

Monitoraggio finale a Ponte San Giovanni tra plastica e scarti

📌 FLASH NEWS – Plasticentro chiude il monitoraggio stagionale sul Tevere a Ponte San Giovanni con 82 chili di rifiuti rimossi dai volontari. Plastica, polistirolo, vetro e materiali legati alla pesca tra i principali scarti recuperati lungo le sponde del fiume
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Perugia, 5 10 2026 – 
Si è conclusa con una nuova attività di raccolta e osservazione ambientale l’esperienza stagionale di Plasticentro lungo il fiume Tevere in Umbria, come riporta il comunicato di Legambiente Umbria APS. L’intervento si è svolto domenica 4 ottobre nell’area di Ponte San Giovanni, dove volontari e volontarie di Legambiente Umbria e del Circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere hanno effettuato il quarto e ultimo monitoraggio. L’iniziativa rientra nel progetto promosso dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale con il contributo di numerosi partner istituzionali e scientifici. L’obiettivo è contrastare la dispersione dei rifiuti nei corsi d’acqua e ridurre il rischio che questi materiali raggiungano il mare attraverso i principali fiumi del territorio.  Nel corso dell’attività sono stati recuperati complessivamente 82 chilogrammi di rifiuti. Le operazioni hanno interessato le sponde del Tevere nell’area urbana di Ponte San Giovanni, dove i partecipanti hanno individuato e raccolto diverse tipologie di materiali. 

Tra gli oggetti rinvenuti figurano una sedia lasciata lungo il corso d’acqua, una bombola da campeggio, contenitori in plastica, elementi in polistirolo e numerosi rifiuti collegati alle attività di pesca. Sono state trovate anche lenze e altri utensili specifici in una zona nella quale la pesca non è consentita. La composizione dei materiali recuperati offre un quadro significativo delle forme di abbandono presenti nell’area. Il peso maggiore è rappresentato dal vetro, con circa 37,9 chilogrammi, seguito dai rifiuti indifferenziati con 36 chilogrammi. A questi si aggiungono 8,5 chilogrammi tra plastica e metalli e circa 220 grammi di carta e cartone. Un elemento particolarmente rilevante riguarda la presenza di almeno sei sacchi di rifiuti indifferenziati già depositati lungo le sponde prima dell’intervento dei volontari.

Nei tre monitoraggi stagionali precedenti sono stati censiti e classificati 630 rifiuti. Di questi, 353 erano composti da plastica, una quota pari al 56% del totale. Il dato evidenzia come questo materiale continui a rappresentare la componente predominante tra i rifiuti presenti lungo le sponde fluviali. La situazione osservata nel tratto umbro conferma una tendenza già registrata in altri contesti monitorati dal progetto. Secondo i promotori dell’iniziativa, il controllo delle aree interne assume un valore strategico perché consente di intercettare i rifiuti prima che vengano trasportati dalla corrente verso valle. In questo modo è possibile limitare l’impatto sulle aree di foce, sui litorali e più in generale sugli ecosistemi marini.

Il progetto combina infatti interventi pratici di raccolta con azioni di monitoraggio, classificazione e studio dei rifiuti presenti lungo i corsi d’acqua. A questo si aggiunge il coinvolgimento delle comunità locali, chiamate a partecipare direttamente alle iniziative di tutela ambientale. L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza sul fenomeno della dispersione dei rifiuti e sulle sue conseguenze per gli ecosistemi fluviali e marini.

Martina Palmisano, vicepresidente di Legambiente Umbria e presidente del circolo locale, ha sottolineato come le attività sul territorio permettano di osservare concretamente gli effetti dell’abbandono dei rifiuti lungo i corsi d’acqua. Ha inoltre evidenziato la necessità di individuare le cause della dispersione e di rafforzare gli strumenti di prevenzione accanto alle operazioni di raccolta. L’iniziativa sviluppata in Umbria si inserisce in un programma più ampio che interessa anche Lazio e Marche. Plasticentro coinvolge infatti diversi enti e organismi scientifici, tra cui ENEA, ARPA Umbria, ARPA Lazio e Università Politecnica delle Marche. Tra le azioni realizzate dal progetto figura l’installazione di tre barriere nei fiumi Tevere, Aniene e Tronto. Le strutture sono operative e hanno la funzione di intercettare i rifiuti trasportati dalla corrente prima che possano proseguire il loro percorso verso il mare. 

Fino al 21 luglio 2026 le tre barriere hanno consentito di fermare oltre 40 metri cubi di rifiuti, composti prevalentemente da plastica. Nello stesso periodo le iniziative di raccolta volontaria hanno coinvolto circa 200 persone, permettendo la rimozione complessiva di circa 1,5 tonnellate di materiali abbandonati. Parallelamente alle operazioni sul campo, il progetto ha sviluppato attività di citizen science dedicate alla catalogazione dei rifiuti rinvenuti lungo le sponde fluviali e nelle aree vicine alle foci. Le campagne svolte tra la primavera del 2025 e la primavera del 2026 lungo Tevere e Tronto hanno portato al censimento di 12.742 rifiuti. Anche in questo caso la plastica emerge come il materiale nettamente predominante, rappresentando l’85,7% del totale registrato. I dati raccolti rafforzano l’idea che i fiumi svolgano un ruolo determinante nel trasporto dei rifiuti verso il mare e confermano l’importanza di interventi distribuiti lungo l’intero percorso fluviale.

Le attività in Umbria proseguiranno con ulteriori iniziative di monitoraggio, sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione. L’obiettivo resta quello di comprendere meglio il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e individuare strumenti sempre più efficaci per prevenirlo. Nelle prossime settimane, con la conclusione delle attività nelle diverse regioni coinvolte, sarà elaborato il bilancio finale di Plasticentro. I risultati raccolti consentiranno di valutare l’impatto complessivo del progetto e di definire nuove strategie per il contrasto all’inquinamento da plastica nei corsi d’acqua del Distretto dell’Appennino centrale.

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