Tassa sui voli, la maggioranza boccia la proposta di Scoccia

Tassa sui voli, la maggioranza boccia la proposta di Scoccia

Scoccia chiede fondi regionali per abolire la tassa sui voli

📌 FLASH NEWS – Respinto in commissione a Perugia l’ordine del giorno di Margherita Scoccia e Fratelli d’Italia sulla tassa di 6,50 euro per chi parte dall’aeroporto umbro. La proposta chiedeva alla Regione di coprire 2,2 milioni euro annui.


È stato respinto in commissione l’ordine del giorno presentato da Margherita Scoccia e Fratelli d’Italia per avviare un confronto sulla riduzione o sull’abolizione dell’addizionale sui diritti d’imbarco applicata all’Aeroporto internazionale dell’Umbria. L’atto chiedeva al Comune di Perugia di promuovere una valutazione con la Regione Umbria e il Governo nazionale, inserendo il tema nella strategia di sviluppo dello scalo.

Secondo la prima firmataria, il costo fiscale sostenuto dai passeggeri può influire sulla competitività dell’aeroporto e sulle sue ricadute economiche regionali.

La richiesta di una copertura regionale

Scoccia ha indicato in 6,50 euro per ogni biglietto aereo in partenza l’importo della tassa oggetto della proposta. L’obiettivo era sollecitare un’interlocuzione istituzionale affinché la Regione valutasse di sostenere una spesa quantificata dalla consigliera in 2,2 milioni di euro all’anno, alleggerendo così il costo a carico di chi vola.

La richiesta riguardava quindi l’attivazione del Comune presso gli altri livelli di governo. L’ordine del giorno proponeva di esaminare la possibilità di intervenire sull’addizionale, attraverso una sua riduzione oppure la completa eliminazione per i passeggeri dello scalo umbro.

Competitività e scelte delle compagnie

Nel motivare l’iniziativa, Margherita Scoccia ha collegato il contenimento del costo dei voli alla capacità dell’aeroporto di attrarre nuove rotte e investimenti. A suo giudizio, anche la fiscalità concorre alle valutazioni delle compagnie low cost sulla destinazione dei propri collegamenti.

La consigliera sostiene che un alleggerimento delle tasse potrebbe favorire una maggiore concorrenza tra vettori. Nella sua analisi, le decisioni sull’attività a Perugia devono essere considerate anche rispetto alle opportunità offerte da altri aeroporti italiani.

Gli esempi richiamati nel dibattito

A sostegno della proposta, Scoccia ha citato Friuli Venezia Giulia, Calabria, Abruzzo e Sardegna, oltre alle esenzioni richiamate per Rimini, Forlì e Parma. Secondo la rappresentante di Fratelli d’Italia, queste esperienze mostrano come gli interventi sulla fiscalità aeroportuale possano rientrare nelle politiche di sviluppo economico.

Il confronto richiesto avrebbe dovuto consentire una valutazione di strumenti già adottati o rimodulati in altre realtà, verificandone la possibile applicazione al contesto umbro.

Le ricadute su turismo, commercio e servizi

Un ulteriore argomento riguarda la spesa dei visitatori che raggiungono l’Umbria in aereo. Scoccia ha richiamato i benefici per alberghi, ristorazione, commercio e servizi, sostenendo che l’attività aeroportuale abbia effetti che superano i confini dello scalo.

La consigliera ha infine criticato il voto contrario della maggioranza, attribuendolo alla sinistra e in particolare al Partito Democratico. In una fase nella quale, secondo la sua valutazione, vengono chiesti sacrifici fiscali a cittadini e imprese, ha sollecitato un confronto sulle misure capaci di sostenere occupazione e attrattività regionale.

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