Bori: progetti triennali, reti culturali e fondi agli archivi
Un bando triennale da quasi un milione e mezzo
Più risorse, programmazione triennale e maggiore collaborazione tra musei, biblioteche e archivi.
È questa l’impostazione del nuovo bando “Istituti e luoghi della cultura 2026-2028” della Regione Umbria, pubblicato nel Bollettino Ufficiale del 23 settembre 2026.
La dotazione complessiva ammonta a 1 milione e 485mila euro nel triennio, destinati a progetti di valorizzazione, accessibilità, fruizione e innovazione degli istituti culturali umbri. Il bando ufficiale conferma una linea triennale articolata nei cluster Musei e Biblioteche e archivi.
Superata la programmazione annuale
La principale novità riguarda la durata dei progetti.
L’avviso supera infatti la logica del finanziamento anno per anno e consente agli istituti culturali di sviluppare programmi triennali.
L’obiettivo è offrire maggiore stabilità alle attività, permettendo una pianificazione più strutturata di servizi, investimenti e collaborazioni.
Più risorse per i musei
Per i musei la dotazione passa dai 227.360 euro del 2025 ai 330mila euro annui dal 2026.
L’incremento indicato dalla Regione è di circa il 45 per cento.
Nel triennio 2026-2028 il comparto museale potrà contare quindi su 990mila euro complessivi. Il bando ufficiale conferma una dotazione annuale di 330mila euro per il cluster Musei.
Biblioteche e archivi, nuova linea di finanziamento
Per le biblioteche si passa dai 93.940 euro del 2025 a 135mila euro annui, pari a 405mila euro nel triennio.
A questi fondi si aggiunge una linea dedicata agli archivi storici, con 30mila euro all’anno e 90mila euro nel triennio.
Nel complesso, il cluster Biblioteche e archivi dispone di 165mila euro annui e 495mila euro nel triennio.
Bori: «Cambiare il modo di sostenere gli istituti culturali»
Il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori, sottolinea che l’intervento non riguarda soltanto l’aumento delle risorse.
«Grazie al nuovo testo unico della Cultura e dell’Impresa Creativa non stiamo semplicemente aumentando le risorse – afferma Bori – ma provando a cambiare il modo in cui la Regione sostiene i propri istituti culturali».
Secondo il vicepresidente, la programmazione triennale permette di costruire progetti più solidi, servizi continuativi e rapporti più duraturi con i territori.
Bori definisce musei, biblioteche e archivi «infrastrutture pubbliche essenziali», nelle quali cultura, educazione, inclusione e benessere delle comunità possono incontrarsi.
Reti culturali e collaborazione tra istituti
Un altro elemento centrale dell’avviso riguarda le reti.
La Regione incentiva musei, biblioteche e archivi a sviluppare progetti comuni, condividere servizi e competenze e costruire sistemi territoriali integrati.
L’obiettivo dichiarato è ridurre la frammentazione e rafforzare qualità, sostenibilità e capacità di raggiungere nuovi pubblici.
Dalla didattica alla realtà virtuale
Ampio lo spettro delle attività finanziabili.
I progetti potranno riguardare didattica e mediazione culturale, iniziative per scuole, famiglie e persone fragili, accessibilità fisica, cognitiva, sensoriale e digitale.
Spazio anche a podcast, realtà aumentata e virtuale, catalogazione, valorizzazione del patrimonio, ampliamento dei servizi e strumenti per il monitoraggio e l’ascolto dei pubblici.
Musei e biblioteche come rifugi climatici
Il bando introduce inoltre una prospettiva legata ai cambiamenti climatici.
Musei, biblioteche e altri luoghi della cultura potranno essere valorizzati anche come rifugi climatici, cioè spazi pubblici accessibili e sicuri nei quali trovare accoglienza durante i periodi di caldo estremo.
«Vogliamo allargare l’idea stessa di cosa siano oggi un museo, una biblioteca o un archivio», afferma Bori, indicando questi luoghi come infrastrutture civiche di prossimità.
Domande entro il 23 ottobre
L’avviso è collegato alla legge regionale n. 8 del 18 maggio 2026 in materia di cultura e imprese culturali e creative.
Le domande possono essere presentate fino al 23 ottobre 2026, secondo quanto indicato nella documentazione ufficiale regionale.
Restano inoltre aperti i bandi “Umbria in Scena” e “Imprese Culturali e Creative”, che completano il quadro degli strumenti regionali dedicati al sistema culturale.

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