Creature umbre, otto secoli di memoria francescana in Umbria

Creature umbre, otto secoli di memoria francescana in Umbria

Documenti e centenari in mostra a Perugia a Palazzo Donini

📌 FLASH NEWS – Presentata a Perugia la mostra “Creature umbre”, percorso documentario che ripercorre otto secoli di memoria francescana attraverso archivi e biblioteche dell’Umbria. In esposizione documenti restaurati, manifesti storici e testimonianze dei Centenari

Perugia, 25 settembre 2026  – Un viaggio attraverso otto secoli di storia, documenti e testimonianze per ricostruire il legame tra le comunità umbre e la figura di san Francesco. È questo il cuore di “Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82”, l’esposizione allestita a Palazzo Donini e presentata alla stampa il 25 settembre a Perugia. La mostra sarà inaugurata sabato mattina negli spazi del palazzo sede della Regione Umbria. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare un vasto patrimonio archivistico e bibliografico emerso dopo un anno di approfondimenti condotti negli istituti culturali del territorio regionale. All’incontro di presentazione hanno partecipato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme ai curatori Mario Squadroni e Maurizio Terzetti, chiamati a illustrare il percorso espositivo e i risultati dell’attività di ricerca.

CREDITI e COLLABORAZIONI 

L’esposizione è promossa dalla Regione Umbria con la collaborazione di Sviluppumbria. Al progetto hanno contribuito anche la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria, gli Archivi di Stato di Perugia e Terni e la Biblioteca Augusta del Comune di Perugia. Il percorso si sviluppa attraverso grandi pannelli installati al piano terra di Palazzo Donini. Il racconto attraversa i secoli e segue l’evoluzione della memoria francescana in Umbria, partendo dalle più antiche testimonianze culturali e arrivando alle principali celebrazioni dedicate al Santo tra Ottocento e Novecento. Il valore principale della mostra risiede nella riscoperta delle fonti originali, molte delle quali poco conosciute dal pubblico. Gli studiosi hanno infatti lavorato sui documenti conservati negli archivi e nelle biblioteche per comprendere come le città umbre abbiano partecipato alle diverse ricorrenze francescane.

L’indagine è partita dai centri tradizionalmente associati alla vita di san Francesco. Assisi e Gubbio hanno rappresentato il primo ambito di ricerca. Successivamente, però, l’analisi delle carte ha evidenziato una partecipazione molto più estesa e articolata. Dai documenti emergono tracce significative anche a Perugia, Cannara, Foligno, Orvieto, Spoleto, Città di Castello, Todi e in numerose altre realtà umbre. Le fonti raccontano l’organizzazione di processioni, comitati, mostre, conferenze, iniziative pubbliche ed eventi culturali legati alle celebrazioni francescane. Ne deriva il quadro di una memoria condivisa e diffusa, capace di coinvolgere territori differenti e comunità diverse. Ogni città ha contribuito con modalità proprie a custodire e rinnovare il ricordo del Santo nel corso del tempo.

Nel percorso espositivo trovano spazio anche tre figure considerate rappresentative delle principali stagioni celebrative dedicate a san Francesco. Per il Centenario del 1882 il riferimento è Antonio Cristofori. Per il 1926 emerge la figura di Arnaldo Fortini. Per il 1982 il ruolo centrale è attribuito invece a Roberto Abbondanza. Attraverso questi protagonisti la mostra propone una lettura storica che collega persone, documenti e istituzioni. Il risultato è una narrazione che evidenzia come la memoria francescana abbia progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, passando da una dimensione prevalentemente assisana a una partecipazione sempre più estesa dell’intero territorio regionale.

Tra gli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca figura anche il racconto delle ricorrenze che non ebbero una celebrazione pubblica. Nel 1826 cadeva infatti il sesto centenario della morte di san Francesco. Secondo quanto documentato dalle fonti, quell’anniversario non generò iniziative pubbliche paragonabili a quelle che sarebbero nate in seguito. Gli studiosi hanno inoltre approfondito una vicenda precedente e strettamente collegata alla storia francescana. Nel 1818 venne ritrovato il corpo del Santo dopo anni di ricerche, confronti e discussioni sulle tradizioni relative alla sua sepoltura. La mostra ricostruisce questo passaggio attraverso documenti e testimonianze dell’epoca, compresa una dissertazione attribuita a padre Lipsin, custode e bibliotecario del Sacro Convento. 

L’esposizione evidenzia come sia stato il secondo Ottocento a consolidare gradualmente una vera tradizione di commemorazione pubblica. Il 1882 viene indicato dai curatori come il primo grande Centenario ufficiale. Non un episodio isolato, ma l’inizio di una stagione destinata a lasciare un segno profondo nella vita culturale e civile dell’Umbria. I documenti raccolti mostrano come da quel momento la figura di san Francesco sia diventata protagonista di iniziative pubbliche sempre più articolate, contribuendo a rafforzare un patrimonio identitario condiviso.

Un’altra sezione della mostra è dedicata al 1926, anno considerato particolarmente significativo per la partecipazione delle città umbre. Secondo i curatori, quella fase fu caratterizzata da una forte adesione collettiva. Assisi ebbe un ruolo di primo piano, ma numerosi altri centri si mobilitarono attorno alla ricorrenza. Per descrivere quel periodo viene utilizzata l’espressione “cantico delle città umbre”, scelta per rappresentare la dimensione corale delle celebrazioni e la diffusione capillare delle iniziative sul territorio. La documentazione conservata testimonia un coinvolgimento ampio e spontaneo, capace di unire amministrazioni, istituzioni culturali e comunità locali.

Una dimensione diversa emerge invece nel 1982. In quell’occasione la Regione Umbria assunse un ruolo diretto nella programmazione e nel coordinamento delle celebrazioni. La documentazione del Comitato regionale per il Centenario francescano, oggi riordinata e inventariata, ha consentito di ricostruire in modo dettagliato l’attività organizzativa svolta in quegli anni. Le carte mostrano il lavoro realizzato per coinvolgere enti locali, istituzioni culturali e soggetti provenienti anche da altre regioni italiane. Tra le iniziative organizzate nel 1982 figurano cinque mostre allestite a Perugia, Assisi, Narni, Gubbio e Todi. Gli eventi erano dedicati a opere d’arte, monumenti, codici, libri e incunaboli legati alla tradizione francescana.

Uno degli elementi più significativi dell’esposizione riguarda il patrimonio documentario recuperato e restaurato. Particolare attenzione è riservata a un grande manifesto del 1882. Si tratta di un originale di circa due metri e mezzo di altezza, articolato in tre sezioni e sottoposto a un importante intervento conservativo. Il restauro è stato effettuato dal laboratorio dell’Archivio di Stato, che ha lavorato anche su materiali di grandi dimensioni segnati dal tempo, dalle piegature e dal deterioramento. Grazie a questi interventi è stato possibile restituire piena leggibilità a documenti che rappresentano testimonianze dirette delle celebrazioni francescane.

Tra i materiali più particolari selezionati per il percorso figura un libro d’ore proveniente da Campello sul Clitunno. Il volume conserva due preghiere manoscritte dedicate a san Francesco. Una di esse è attribuita a Bonaventura da Bagnoregio. Il documento viene inserito all’interno di un contesto più ampio dedicato alla tradizione letteraria francescana e ai testi che nel corso dei secoli hanno contribuito a costruire e trasmettere la memoria del Santo.

La mostra rappresenta soltanto una parte del lavoro svolto durante la ricerca. Molti materiali individuati nel corso delle indagini archivistiche non sono stati inseriti nel percorso espositivo. Per valorizzare ulteriormente questo patrimonio è prevista la pubblicazione di un catalogo scientifico, annunciata tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. Il volume raccoglierà una parte significativa della documentazione emersa durante lo studio e consentirà di ampliare il racconto proposto nelle sale di Palazzo Donini.

Attraverso documenti, manifesti, manoscritti e archivi restaurati, “Creature umbre” offre così una ricostruzione articolata delle celebrazioni francescane e della loro evoluzione, mostrando come le città dell’Umbria abbiano contribuito, nel corso dei secoli, a custodire e tramandare la memoria di san Francesco, come riferisce il comunicato di Agenzia Umbria Notizie, Regione Umbria.

La mostra “Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82” sarà inaugurata domani, sabato 26 settembre, alle 11.30 a Palazzo Donini e resterà aperta fino al 10 gennaio 2027.  Orario di visita il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13. Il sabato mattina, in date selezionate, per i gruppi sarà possibile prenotare una visita guidata gratuita condotta dai curatori.

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