Un libro-guida raccoglie le proposte e 77 voci del quartiere
📌 FLASH NEWS – Playground Perugia ha coinvolto studenti e residenti nello studio degli spazi comuni di Fontivegge. Il workshop ha prodotto un libro-guida di 130 pagine con 77 interviste, idee, attività e proposte concrete per il quartiere.!
Un laboratorio interdisciplinare dedicato alla città
Studenti dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, dell’Università degli Studi di Perugia e di altri atenei italiani hanno partecipato a Playground Perugia, laboratorio intensivo dedicato agli spazi urbani condivisi.
Il workshop si è svolto dal 7 al 12 settembre. Il gruppo interdisciplinare ha analizzato i luoghi, ascoltato chi li frequenta e sviluppato nuove ipotesi per la loro utilizzazione.
Il lavoro è stato coordinato dal professor Marco Tortoioli Ricci dell’Accademia di Belle Arti, con il supporto di Temporiuso impresa sociale.
Fontivegge al centro della ricerca
Le attività si sono concentrate soprattutto nel quartiere di Fontivegge. L’attenzione è stata rivolta a piazza del Bacio, agli spazi vicini alla stazione ferroviaria e all’area dell’Ottagono, al Bellocchio.
Piazza del Bacio è stata scelta per la sua posizione, la sua storia, la complessità sociale e le possibilità offerte dal contesto urbano. Studenti e coordinatori hanno studiato modalità capaci di rendere gli spazi comuni maggiormente fruibili.
Il laboratorio ha approfondito la possibilità di avviare microeconomie locali attraverso mercati temporanei, servizi di quartiere e attività laboratoriali. Sono stati esaminati anche modelli di scambio non monetario basati su tempo, competenze e materiali.
Le reti locali e la produzione artigianale
Il progetto ha considerato il possibile coinvolgimento delle realtà dell’economia sociale e solidale già presenti nel territorio. Un’altra parte della ricerca ha riguardato la valorizzazione delle produzioni locali e artigianali.
L’obiettivo era individuare soluzioni compatibili con le caratteristiche del quartiere e con le necessità espresse da residenti e frequentatori. Le indicazioni raccolte sono state trasformate in ipotesi operative riguardanti attività, servizi e gestione degli spazi.
Un libro-guida costruito attraverso 77 interviste
Il principale risultato del workshop è un libro-guida di 130 pagine, destinato al Comune di Perugia. Il documento è stato presentato il 12 settembre in piazza del Bacio, alla presenza del pubblico e degli assessori Grohmann e Croce.
La pubblicazione comprende una parte delle 77 interviste realizzate con persone che abitano o frequentano Fontivegge e le zone circostanti. Le domande hanno permesso di conoscere le esigenze dei fruitori degli spazi pubblici.
Il gruppo ha raccolto indicazioni sulle attività da programmare, sui possibili criteri di assegnazione e gestione dei luoghi e sui soggetti che potrebbero essere coinvolti. Nel volume sono confluiti i risultati della ricerca, le idee emerse e le relative proposte attuative.
Il progetto prende il nome di “cosa-qui?”
Il nome scelto per il progetto è “cosa-qui?”. La denominazione rovescia la funzione tradizionale attribuita a un marchio: non è il brand a descrivere la città, ma sono le persone che la abitano a fornire risposte in prima persona.
Dalle informazioni raccolte è nato un possibile cronoprogramma giornaliero, settimanale e mensile. Le attività ipotizzate comprendono eventi, corsi di formazione, iniziative culturali, ludiche e sportive, oltre a servizi e somministrazione di alimenti e bevande.
La programmazione può rappresentare una traccia per favorire incontri, costruire relazioni e sostenere la riappropriazione degli spazi condivisi. Il Comune viene indicato come attore essenziale per la promozione e il sostegno delle iniziative.
Panchine e vele ombreggianti per la piazza
Nel corso del progetto, l’Associazione Attrezzeria Urbana ha realizzato alcuni prototipi di arredo. Si tratta di panchine dotate di vele ombreggianti, pensate come esempio concreto di attrezzature utili alla fruizione pubblica della piazza.
Mosaico Fontivegge, coinvolto fin dall’avvio del workshop, ha espresso la propria disponibilità a collaborare per trasformare le linee guida in interventi concreti. L’associazione ha considerato il laboratorio uno strumento di interesse e utilità per il quartiere.

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