Scuola, Fruganti (Fdi): “solidarietà al ministro Valditara. Le riforme si contrastano con le idee, non con le intimidazioni”

Cambio al Consiglio comunale di Perugia: Fruganti subentra

(AVInews) – Perugia, 17 set. – “Esprimo la mia piena solidarietà al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per il vile atto intimidatorio di cui è stato destinatario”. Lo dichiara Elena Fruganti, consigliera comunale di Fratelli d’Italia a Perugia.

“Quanto accaduto è grave non soltanto per la persona coinvolta, ma per il clima nel quale si svolge il confronto politico e istituzionale nel nostro Paese. Le riforme possono essere condivise o contestate, ma in una democrazia si contrastano con le idee, con gli argomenti e nelle sedi proprie, mai attraverso la minaccia o l’intimidazione”.

“Il ministro Valditara – prosegue Fruganti – sta portando avanti un percorso di riforma della scuola che ha scelto di mettere al centro lo studente, di restituire dignità e autorevolezza alla funzione docente e di riconoscere il ruolo fondamentale delle famiglie nella responsabilità educativa. È legittimo avere opinioni diverse su queste scelte, ma non è accettabile che il confronto degeneri in atti intimidatori. C’è poi un altro tema sul quale dobbiamo avere il coraggio di essere chiari: troppo spesso le sirene di una certa parte politica soffiano nelle orecchie degli studenti, trasformando la scuola in un terreno di contrapposizione ideologica. La scuola non può diventare il luogo nel quale si formano nuovi militanti politici. Deve essere, prima di tutto, il luogo nel quale i ragazzi imparano a pensare, a conoscere, a confrontarsi e a formarsi liberamente. Fuori le ideologie dalla scuola, dunque: dentro la scuola devono esserci libertà di pensiero, pluralismo, conoscenza e rispetto della persona”.

“Chi ricorre all’intimidazione per affermare le proprie posizioni dimostra di avere smarrito proprio quel valore educativo che la scuola è chiamata a trasmettere – conclude Fruganti -. Al ministro Valditara va dunque la nostra vicinanza e l’incoraggiamento a proseguire nel lavoro intrapreso. Di fronte a chi tenta di alzare il livello dello scontro, la risposta delle istituzioni e della parte sana della società deve essere ferma: nessuna intimidazione può diventare uno strumento di pressione politica”.

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