Esplosione in via Vico Perugia, demolizione del tetto per le perizie

Esplosione in via Vico Perugia, demolizione del tetto per le perizie

Demolizione controllata per avviare gli accertamenti tecnici

📌 FLASH NEWS – Nella palazzina di via Giambattista Vico sarà demolita in modo controllato parte del tetto. L’intervento consentirà a vigili del fuoco e periti di rientrare nell’alloggio al quarto piano ed eseguire accertamenti irripetibili.


La messa in sicurezza dell’edificio

Una porzione del tetto della palazzina al civico 2 di via Giambattista Vico, a Perugia, sarà interessata da una demolizione controllata. L’intervento è necessario per rendere sicuro l’accesso all’edificio, dichiarato inagibile dopo l’esplosione avvenuta il 22 agosto.

La rimozione riguarderà la parte della copertura che impedisce ai vigili del fuoco e ai tecnici incaricati di raggiungere nuovamente l’appartamento situato al quarto piano. Proprio all’interno di quell’alloggio dovranno essere effettuati gli accertamenti irripetibili disposti nell’ambito dell’inchiesta aperta sull’accaduto.

La prima fase del cantiere dovrebbe richiedere alcuni giorni. I tempi dipenderanno anche dalle difficoltà operative legate alla posizione del fabbricato e agli spazi limitati disponibili intorno alla struttura.

Una demolizione eseguita con un lungo braccio

I lavori sono stati affidati a un’impresa di Gualdo Cattaneo e saranno svolti sotto la supervisione dei vigili del fuoco. Per abbattere in sicurezza la parte interessata verrà utilizzato un mezzo dotato di un lungo braccio meccanico.

La macchina dovrà essere collocata nel piccolo giardino della palazzina. Il posizionamento presenta alcune difficoltà proprio per le dimensioni ridotte dell’area nella quale il mezzo dovrà essere sistemato e utilizzato.

La demolizione sarà limitata alle porzioni necessarie per consentire agli operatori di rientrare nell’edificio. Una volta completata questa attività, vigili del fuoco e periti potranno raggiungere l’appartamento e svolgere i rilievi previsti.

Gli accertamenti nell’appartamento al quarto piano

Le verifiche tecniche dovranno contribuire a ricostruire quanto avvenuto il 22 agosto e a individuare il punto dal quale ebbe origine l’esplosione. Tra gli aspetti da chiarire figura il possibile innesco che avrebbe provocato la deflagrazione in ambienti probabilmente saturi di gas.

La presenza del gas e la dinamica dell’innesco restano elementi sottoposti agli accertamenti degli specialisti. Saranno quindi le attività condotte all’interno dell’appartamento a fornire i dati utili per definire con maggiore precisione l’origine e lo sviluppo dell’esplosione.

La necessità di conservare le condizioni dei luoghi rende gli esami irripetibili particolarmente rilevanti. L’accesso deve però avvenire soltanto dopo la messa in sicurezza delle parti dell’edificio che potrebbero rappresentare un rischio per tecnici e soccorritori.

L’inchiesta della Procura di Perugia

La Procura di Perugia procede per le ipotesi di crollo colposo e omicidio colposo. L’inchiesta è collegata all’esplosione e alla morte di Federica Donati, la donna di 47 anni che si trovava nell’abitazione al momento della deflagrazione.

Poco dopo l’esplosione, la quarantasettenne si era lanciata nel vuoto per sottrarsi alle fiamme che stavano avvolgendo la casa. Trasferita in ospedale a Cesena, era morta dopo nove giorni.

Gli approfondimenti tecnici dovranno fornire alla Procura gli elementi necessari per ricostruire l’intera sequenza dei fatti. L’attività dei periti si concentrerà sulle condizioni dell’appartamento e sulle possibili cause che determinarono la deflagrazione.

Undici persone attendono di rientrare

La demolizione controllata rappresenta anche il primo passaggio verso i successivi interventi edilizi. Dopo le verifiche degli esperti sarà necessario proseguire con le opere indispensabili a ripristinare le condizioni di sicurezza dell’intero stabile.

Tra le attività previste figura la posa di coperture temporanee sul tetto. Queste strutture dovranno proteggere la palazzina e permettere l’avanzamento del cantiere fino al recupero delle condizioni richieste per dichiarare nuovamente agibile l’edificio.

Sono undici le persone sfollate che attendono di poter rientrare nelle proprie abitazioni. Per completare le opere non saranno sufficienti i pochi giorni necessari alla prima demolizione e agli accertamenti. Il cantiere dovrebbe infatti proseguire per diverse settimane prima di arrivare alla possibile restituzione dello stabile ai residenti.

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