Il processo a Terni dopo la denuncia della consigliera comunale
Una donna di 53 anni dovrà comparire davanti al Tribunale di Terni per rispondere dell’accusa di diffamazione aggravata in relazione a un commento pubblicato su Facebook contro Margherita Scoccia, consigliera comunale di Perugia ed esponente di Fratelli d’Italia. L’udienza è stata fissata per il 3 marzo 2027 davanti al giudice Simona Tordelli.
📌 FLASH NEWS – Una 53enne ternana è stata citata a giudizio per diffamazione aggravata dopo un commento pubblicato su Facebook contro Margherita Scoccia. Il processo si aprirà il 3 marzo 2027 davanti al Tribunale di Terni
La denuncia presentata nell’aprile 2025
L’indagine ha avuto origine dalla denuncia presentata da Scoccia nell’aprile 2025 alla Polizia postale, dopo la pubblicazione del messaggio sui social network.
Nel commento la donna avrebbe augurato alla consigliera comunale di fare la stessa fine di Benito Mussolini, definendola inoltre «fascista». Il messaggio era stato inserito sotto un articolo nel quale si parlava anche dei figli dell’esponente politica.
Gli investigatori del Centro operativo per la sicurezza cibernetica hanno avviato gli accertamenti per risalire all’autrice del profilo e del commento. Nel corso dell’attività investigativa sono state effettuate verifiche telefoniche e telematiche, compresa l’acquisizione dei file di log.
Al termine degli accertamenti gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica.
Il procedimento davanti al Tribunale di Terni
La competenza territoriale è stata individuata a Terni in relazione al luogo di residenza e dimora dell’indagata, secondo quanto riportato negli atti del procedimento.
A distanza di alcuni mesi dalla denuncia, la 53enne ha ricevuto il decreto di citazione a giudizio. Il pubblico ministero Camilla Coraggio contesta alla donna il reato di diffamazione, con l’aggravante legata alla diffusione attraverso una pubblicazione online e all’attribuzione alla persona offesa di fatti determinati.
Sarà il processo a stabilire le eventuali responsabilità dell’imputata, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.
Scoccia: «La libertà di espressione non può diventare odio»
Margherita Scoccia ha definito il contenuto pubblicato nei suoi confronti estraneo a qualsiasi legittimo confronto politico.
«Parole come queste non hanno nulla a che vedere con il confronto politico, la libertà di espressione non può trasformarsi in odio», ha dichiarato la consigliera comunale.
Scoccia ha ribadito di voler proseguire la propria attività politica sui temi della sicurezza, della legalità, dei giovani, del rispetto delle istituzioni, della difesa delle donne e del contrasto alla violenza e al bullismo.
«Continuo a lavorare e non mi faccio intimidire», ha aggiunto.
La consigliera sostiene inoltre che l’utilizzo dei social per minacciare, insultare o diffamare non possa essere ricondotto al semplice esercizio della libertà di opinione. Ha quindi richiamato l’attenzione sul clima che può svilupparsi online nei confronti delle persone impegnate nella vita pubblica.
Annunciata la costituzione di parte civile
Scoccia ha già annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento penale, assistita dall’avvocato Nicola Di Mario.
Il primo appuntamento processuale è dunque previsto per il 3 marzo 2027 al Tribunale di Terni. In quella sede inizierà il giudizio sulle contestazioni formulate dalla Procura nei confronti della 53enne.
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«Esprimo la mia più ferma solidarietà alla collega e consigliera comunale di Fratelli d’Italia a Perugia Margherita Scoccia, destinataria di offese e scritte ingiuriose apparse su Facebook da parte di una donna, ora indagata. La responsabile pare aver scritto sui social un messaggio carico di odio nei confronti della consigliera, augurandole “di fare la stessa fine di Benito Mussolini”. A Margherita va la mia piena vicinanza personale e istituzionale, con la certezza che intimidazioni, minacce e messaggi d’odio non potranno fermare il suo impegno politico e istituzionale. Chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di continuare a svolgere il proprio lavoro con serenità, determinazione e senso di responsabilità, senza lasciarsi condizionare da chi tenta di trasformare il confronto politico in aggressione personale».
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E’ incredibile che vi sia qualcuno che arrivi ad augurare la morte ad una persona che, evidentemente, ha idee politiche diverse. Abbiamo raggiunto livelli che in un Paese civile non dovrebbero assolutamente esistere. La consigliera Scoccia, alla quale va la mia solidarietà, ha fatto bene a denunciare la persona che ha manifestato odio nei suoi confronti. L’odio politico è un sentimento che in democrazia va condannato senza se e senza ma.