Assunzioni e dimissioni, scontro aperto sui servizi sanitari
📌 FLASH NEWS – Usl Umbria 1 e NurSind si confrontano su personale e organici. L’Azienda indica 268 assunzioni e 245 cessazioni; il sindacato replica su 66 dimissioni, straordinari, carichi di lavoro e capacità di trattenere i professionisti
Il personale della Usl Umbria 1 diventa terreno di un confronto serrato tra la Direzione aziendale e NurSind, il Sindacato delle Professioni Infermieristiche. Al centro del botta e risposta ci sono assunzioni, cessazioni, dimissioni volontarie, ricorso allo straordinario, incarichi di funzione e condizioni nelle quali vengono garantiti quotidianamente i servizi sanitari.
La Direzione sanitaria ha diffuso il 6 settembre una nota per rispondere alle dichiarazioni provenienti da alcune organizzazioni sindacali. L’Azienda rivendica un saldo occupazionale positivo al 31 agosto 2026, con 268 assunzioni a fronte di 245 cessazioni. NurSind prende gli stessi numeri e ne propone però una lettura differente: l’incremento netto, pari a 23 unità, sarebbe insufficiente rispetto alle dimensioni dell’Azienda, alla distribuzione territoriale dei servizi e alle esigenze assistenziali.
Il confronto, dunque, non riguarda tanto l’esistenza delle nuove assunzioni, che il sindacato non contesta, quanto la loro adeguatezza rispetto ai fabbisogni reali e la capacità dell’Azienda di trattenere i professionisti già presenti.
La Usl Umbria 1 rivendica un saldo occupazionale positivo
La posizione della Direzione parte dai dati registrati nei primi otto mesi dell’anno. Secondo la Usl Umbria 1, per la prima volta il rapporto tra ingressi e uscite presenta un risultato positivo: 268 lavoratori assunti e 245 cessazioni.
Tra queste ultime figurano 66 dimissioni volontarie, definite dall’Azienda non prevedibili nella fase di programmazione. Proprio la necessità di compensare anche queste uscite impreviste viene indicata dalla Direzione come uno degli elementi che hanno richiesto un significativo impegno sul fronte del reclutamento.
L’obiettivo dichiarato è assicurare la continuità dei servizi nonostante un quadro che la Usl Umbria 1 descrive come complesso, caratterizzato da difficoltà nazionali nel reperire alcune figure sanitarie e dalla presenza di vincoli economici.
Per la Direzione, quindi, il saldo positivo rappresenta un dato da considerare nella valutazione complessiva della politica aziendale sul personale. La crescita degli organici, nella ricostruzione fornita dall’Azienda, deve essere letta anche tenendo conto delle cessazioni che non potevano essere anticipate nella pianificazione.
Ottantacinque infermieri assunti dall’inizio dell’anno
Il dettaglio fornito dalla Usl Umbria 1 riguarda soprattutto alcune delle professionalità maggiormente richieste. Dall’inizio del 2026 risultano assunti 85 infermieri, ai quali dovrebbero aggiungersi ulteriori 20 posti già deliberati.
Sono inoltre entrati nell’organico 12 tecnici sanitari di radiologia medica e 5 tecnici sanitari di laboratorio. Per l’Azienda si tratta di risultati particolarmente significativi proprio perché riguardano profili professionali per i quali il reclutamento presenta difficoltà.
Un problema che emerge anche dall’esito dell’ultima chiamata destinata agli infermieri. La stessa Usl Umbria 1 riferisce che hanno accettato soltanto quattro professionisti, già impiegati all’interno dell’Azienda e che, attraverso la procedura, hanno potuto consolidare il proprio rapporto di lavoro.
La Direzione assicura che il percorso non si fermerà. È previsto lo scorrimento delle graduatorie disponibili e il ricorso alle procedure di reclutamento utilizzabili per reperire ulteriori professionisti.
L’obiettivo aziendale è ridurre progressivamente lo straordinario
L’aumento delle assunzioni viene collegato dalla Usl Umbria 1 anche alla questione dello straordinario, altro punto centrale del confronto con le organizzazioni sindacali.
La strategia illustrata dalla Direzione prevede il progressivo rafforzamento degli organici attraverso nuovi ingressi, creando parallelamente le condizioni per diminuire il ricorso alle ore lavorate oltre il normale orario contrattuale.
Secondo la lettura aziendale, l’incremento dello straordinario interessa proprio alcune delle professionalità coinvolte nel percorso di potenziamento delle assunzioni e deve essere valutato all’interno di una fase di progressivo riequilibrio degli organici.
La Usl Umbria 1 non nega quindi le difficoltà di reclutamento. Sostiene, però, di affrontarle continuando a cercare sul mercato del lavoro tutte le professionalità disponibili e utilizzando gli strumenti di assunzione accessibili all’Azienda.
NurSind parte dagli stessi numeri ma arriva a conclusioni diverse
È su questa ricostruzione che interviene la Segreteria regionale NurSind, guidata dal segretario Marco Erozzardi. Il sindacato raccoglie l’invito dell’Azienda a partire dai fatti, ma contesta l’interpretazione data ai numeri.
Per NurSind, sottraendo le 245 cessazioni dalle 268 assunzioni, il risultato concreto è un aumento di 23 lavoratori. Un saldo considerato troppo contenuto rispetto alle dimensioni territoriali della Usl Umbria 1, alla quantità di strutture e servizi da sostenere e alle ulteriori attività che dovranno essere assicurate.
La questione posta dal sindacato non è quindi semplicemente quante persone siano state assunte durante l’anno. Il punto, secondo NurSind, è stabilire quanti professionisti siano effettivamente necessari per garantire tutti i servizi senza trasferire sistematicamente sul personale già presente il peso delle carenze.
È questa la principale divergenza tra le due letture. La Usl evidenzia l’inversione del rapporto tra assunzioni e cessazioni; NurSind ritiene invece che il saldo numerico, preso isolatamente, non sia sufficiente per descrivere le condizioni effettive nelle strutture sanitarie.
Straordinari, riposi e ferie al centro della replica sindacale
NurSind porta quindi il confronto sul piano dell’organizzazione quotidiana del lavoro. Secondo quanto riferito dal sindacato, nei servizi continuerebbe a essere frequente il ricorso allo straordinario, insieme alla necessità per i dipendenti di rinunciare o modificare riposi e alla difficoltà nella fruizione delle ferie.
La rappresentanza degli infermieri sostiene inoltre che il personale infermieristico sarebbe chiamato in diverse circostanze a compensare la carenza di operatori sociosanitari, svolgendo attività che il sindacato considera non coerenti con la specifica professionalità infermieristica.
La continuità dei servizi, secondo NurSind, verrebbe quindi assicurata anche attraverso la disponibilità dei lavoratori e il loro senso di responsabilità.
Da qui la contestazione della definizione dello straordinario come elemento inserito in una fase transitoria di riequilibrio. Per il sindacato, il lavoro oltre l’orario contrattuale non può trasformarsi in uno strumento strutturale di gestione degli organici.
La tesi è che, qualora per garantire ordinariamente l’attività dei servizi sia necessario chiedere con continuità ore aggiuntive ai dipendenti, esista un problema organizzativo che non può essere risolto attraverso il solo confronto aritmetico tra ingressi e uscite.
Le 66 dimissioni volontarie diventano il punto più controverso
Un altro elemento sul quale le posizioni divergono nettamente riguarda le 66 dimissioni volontarie registrate nei primi otto mesi del 2026.
La Usl Umbria 1 le considera cessazioni non prevedibili al momento della programmazione e sottolinea lo sforzo necessario per compensare anche queste uscite attraverso nuove assunzioni.
NurSind concentra invece l’attenzione sulle ragioni che possono avere portato 66 dipendenti a decidere volontariamente di lasciare l’Azienda. Secondo il sindacato, il dato dovrebbe aprire una riflessione non soltanto sulla capacità di reclutare nuovi professionisti, ma soprattutto sulla capacità di trattenere quelli già presenti.
La questione assume ulteriore rilievo, nella posizione di NurSind, alla luce della scarsa adesione all’ultima chiamata per gli infermieri. I quattro professionisti che hanno accettato, ricorda il sindacato riprendendo quanto comunicato dalla stessa Usl, erano già lavoratori dell’Azienda.
Per NurSind, pertanto, la difficoltà nazionale nel reperire personale sanitario rappresenta un elemento reale, ma non sarebbe sufficiente da sola a spiegare la situazione.
Il sindacato chiede maggiore capacità di attrarre professionisti
La replica sindacale insiste sulla necessità di rendere la Usl Umbria 1 maggiormente attrattiva per chi deve scegliere dove lavorare e, nello stesso tempo, di creare condizioni che inducano il personale in servizio a rimanere.
Secondo NurSind, questo obiettivo passa attraverso ambienti di lavoro organizzati e professionalmente valorizzanti, nei quali le competenze specifiche possano essere esercitate pienamente e ferie, riposi e recuperi non debbano essere utilizzati come elementi sui quali intervenire per compensare le difficoltà degli organici.
Il sindacato chiede inoltre di approfondire il modo in cui vengono utilizzate le professionalità sanitarie già disponibili. In particolare pone il tema dei professionisti eventualmente impegnati in attività amministrative o in funzioni differenti da quelle caratteristiche del proprio profilo, mentre nei servizi assistenziali permane la necessità di ricorrere allo straordinario.
Su questo aspetto NurSind domanda dati che consentano di valutare la distribuzione effettiva del personale all’interno dell’organizzazione aziendale.
Le nuove strutture PNRR entrano nel confronto
Il sindacato collega il tema degli organici anche alle nuove attività e strutture realizzate attraverso gli investimenti del PNRR.
La domanda posta da NurSind riguarda il personale con il quale queste strutture dovranno essere rese pienamente operative. Secondo la rappresentanza infermieristica, agli investimenti nelle infrastrutture deve corrispondere una dotazione professionale adeguata, altrimenti il rischio è quello di disporre di nuove strutture senza un numero sufficiente di lavoratori per garantirne l’attività.
Anche in questo caso il tema centrale rimane quindi il rapporto tra programmazione dei servizi e disponibilità effettiva degli organici.
La posizione sindacale non mette in discussione le assunzioni già concluse. NurSind precisa infatti che la contestazione riguarda la loro sufficienza rispetto ai carichi assistenziali e alle necessità complessive dell’Azienda.
Gli incarichi di funzione, la Usl ricostruisce il percorso
La nota della Usl Umbria 1 affronta anche il capitolo degli incarichi di funzione, sostenendo che il nuovo sistema sia il risultato di un percorso iniziato molti mesi prima e non di una decisione improvvisa.
La Direzione ricorda che il 30 dicembre 2025 era stato sottoscritto un accordo con la RSU aziendale e con le organizzazioni sindacali del Comparto. In quella sede erano state destinate le risorse necessarie all’attuazione del nuovo sistema.
Nel maggio 2026 è arrivata l’approvazione del nuovo organigramma. Sono poi seguite verifiche tecniche e un successivo riallineamento delle pesature.
Secondo la Usl Umbria 1, quindi, il confronto con le rappresentanze dei lavoratori si è sviluppato per mesi. L’Azienda sostiene di avere cercato una soluzione condivisa anche in presenza di orientamenti differenti tra le stesse organizzazioni sindacali.
La Direzione rivendica tuttavia la necessità di assumere le decisioni che rientrano nelle proprie competenze organizzative e gestionali quando non risulta possibile raggiungere una sintesi tra tutte le posizioni.
La Direzione difende il principio di equità economica
Sul contenuto della deliberazione relativa agli incarichi, la Usl Umbria 1 precisa che il provvedimento non revoca e non modifica gli incarichi già attribuiti, né interviene sulla loro durata o sulle funzioni esercitate dai lavoratori interessati.
Secondo la ricostruzione aziendale, la decisione completa invece il nuovo sistema attraverso una valorizzazione economica collegata alla graduazione definitivamente approvata.
Il criterio indicato dalla Direzione è quello dell’equità: incarichi caratterizzati da analoga complessità e dalla stessa graduazione dovrebbero ricevere un trattamento economico coerente.
L’obiettivo dichiarato è evitare che differenze riconducibili esclusivamente alla precedente storia amministrativa continuino a determinare trattamenti non omogenei tra lavoratori titolari di responsabilità comparabili.
Per la Usl Umbria 1, la valorizzazione delle competenze e delle responsabilità professionali deve procedere insieme alla politica delle assunzioni e al consolidamento degli organici.
Il richiamo all’esperienza dell’Azienda Ospedaliera di Perugia
Nella propria ricostruzione la Direzione sottolinea inoltre che il percorso adottato non rappresenterebbe un caso isolato all’interno della sanità regionale.
La Usl Umbria 1 richiama quanto avvenuto nel 2024 nell’Azienda Ospedaliera di Perugia, dove erano stati adottati provvedimenti relativi al nuovo sistema degli incarichi e alla loro valorizzazione nell’ambito dell’applicazione dello stesso contratto collettivo nazionale di lavoro.
Il riferimento viene presentato dall’Azienda senza intenti polemici verso altre realtà sanitarie e serve a collocare le scelte adottate nel quadro più generale dell’applicazione delle disposizioni contrattuali.
La Direzione ribadisce contemporaneamente il valore del dialogo con le organizzazioni sindacali, precisando però che il confronto non può determinare l’impossibilità di assumere decisioni quando queste rientrano nelle responsabilità gestionali dell’Azienda.
Due letture contrapposte sullo stesso quadro occupazionale
Il botta e risposta tra Usl Umbria 1 e NurSind mette così in evidenza due interpretazioni profondamente differenti degli stessi dati.
Per l’Azienda, il saldo positivo tra assunzioni e cessazioni rappresenta il risultato di un’attività di reclutamento portata avanti nonostante la difficoltà nel reperire professionisti sanitari e la presenza di uscite non programmabili. Le 85 assunzioni di infermieri, i 20 ulteriori posti deliberati e l’ingresso di tecnici di radiologia e laboratorio vengono indicati come segnali concreti del rafforzamento in corso.
Per NurSind, invece, il dato decisivo non può essere limitato alla differenza positiva di 23 unità. Il sindacato chiede che la valutazione comprenda il fabbisogno effettivo dei servizi, il ricorso allo straordinario, la possibilità di usufruire regolarmente di ferie e riposi, la distribuzione delle professionalità e il numero delle dimissioni volontarie.
La contrapposizione riguarda dunque anche il parametro attraverso il quale misurare la tenuta degli organici: saldo occupazionale da una parte, adeguatezza rispetto ai carichi assistenziali dall’altra.
Reclutare e trattenere il personale resta il nodo del confronto
Sul fondo rimane un elemento riconosciuto, seppure con valutazioni differenti, da entrambe le parti: la difficoltà di reperire alcune professionalità sanitarie.
La Usl Umbria 1 sostiene di affrontare il problema attraverso lo scorrimento delle graduatorie, nuove procedure e un progressivo incremento degli organici. L’Azienda lega a questo percorso anche la prospettiva di ridurre nel tempo il ricorso allo straordinario.
NurSind sposta invece l’attenzione dal solo reclutamento alla capacità di fidelizzare il personale, indicando nelle 66 dimissioni volontarie un segnale sul quale ritiene necessario approfondire le cause.
Il sindacato chiede quindi organici proporzionati ai carichi assistenziali, programmazione, rispetto dei riposi, valorizzazione delle competenze e condizioni professionali che rendano conveniente per gli operatori scegliere di restare nell’Azienda.
Il confronto resta così aperto. Da una parte la Usl Umbria 1 rivendica numeri, assunzioni e un percorso di riorganizzazione già avviato; dall’altra NurSind sostiene che quegli stessi dati debbano essere letti insieme alle condizioni quotidiane dei servizi e alla capacità di trattenere i lavoratori. Personale disponibile, sostenibilità dei carichi di lavoro e continuità dell’assistenza rimangono i punti sui quali si misura la distanza tra le due posizioni.

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