Chirurgia colon-retto, nuovo brevetto umbro firmato Rondelli

A Gualdo Tadino nasce il prototipo per chirurgia colorettale

📌 FLASH NEWS – Chirurgia colon-retto, nuovo brevetto del professor Fabio Rondelli. Il prototipo, realizzato da Mesys a Gualdo Tadino facilita l’ileostomia percutanea trans-cecale a protezione delle anastomosi colorettali basse e ultrabasse.

Un brevetto nato dall’esperienza maturata in sala operatoria

Un nuovo brevetto nel campo della chirurgia del colon-retto porta la firma del professor Fabio Rondelli, medico originario di Gualdo Tadino e attualmente in servizio all’ospedale Santa Maria di Terni. L’innovazione riguarda uno strumento sviluppato sulla base dell’esperienza clinica maturata dal chirurgo nel corso degli anni e destinato a una specifica procedura utilizzata nella chirurgia colorettale.

Il progetto è denominato “Sonda e cecoscopio per ileostomia percutanea trans-cecale” e nasce con l’obiettivo di facilitare l’esecuzione dell’ileostomia percutanea su sonda. Si tratta di una procedura eseguita per proteggere le suture sul retto, la parte terminale dell’intestino.

Il percorso che ha portato al brevetto mette insieme più realtà e differenti competenze. Alla pratica clinica e alla ricerca sviluppate in ambito medico si è affiancata infatti la capacità produttiva di un’impresa del territorio umbro, consentendo di trasformare un’esigenza individuata durante l’attività chirurgica in un prototipo.

Il prototipo realizzato dalla Mesys di Gualdo Tadino

La realizzazione concreta dello strumento è avvenuta a Gualdo Tadino, dove opera Mesys, azienda guidata dall’imprenditore Gianluca Pennoni. È qui che il progetto nato dall’esperienza ospedaliera ha trovato il supporto produttivo necessario per arrivare alla costruzione del prototipo.

La collaborazione rappresenta uno degli aspetti centrali dell’intero percorso. Da una parte ci sono infatti le necessità riscontrate direttamente durante l’attività chirurgica, dall’altra le competenze necessarie a trasformare l’idea in uno strumento destinato alla chirurgia del colon-retto.

Il risultato è un progetto nel quale medicina e produzione industriale si incontrano partendo da un problema concreto emerso nella pratica clinica. Il collegamento con Gualdo Tadino assume inoltre una particolare rilevanza perché nello stesso territorio si incontrano l’origine professionale di Fabio Rondelli e la sede dell’azienda che ha sviluppato il prototipo.

Le esperienze professionali a Parigi e Bruxelles

Fabio Rondelli collega la nascita del progetto anche al percorso professionale compiuto fuori dall’Italia e alle competenze acquisite attraverso il confronto con differenti realtà specialistiche.

“La ricerca parte dalla sala operatoria ed è frutto anche delle importanti esperienze professionali che ho vissuto a Parigi e a Bruxelles”, spiega il professor Rondelli.

Il brevetto è quindi il risultato di un percorso sviluppato nel tempo, nel quale l’attività clinica quotidiana si è intrecciata con la formazione internazionale e con le collaborazioni avviate con strutture specialistiche italiane.

L’esperienza maturata sul campo ha rappresentato il punto di partenza per individuare una soluzione tecnica applicabile a una procedura precisa. Da qui è iniziato il processo che, attraverso il confronto scientifico e la successiva fase produttiva, ha condotto alla realizzazione della nuova sonda.

La collaborazione con il Campus Bio-Medico di Roma

Nel percorso che ha condotto al brevetto ha avuto un ruolo anche la collaborazione con il Campus Bio-Medico di Roma. Il rapporto con la struttura romana si è inserito nell’attività scientifica che ha accompagnato lo sviluppo del dispositivo e che ha consentito di collegare l’esperienza maturata in sala operatoria con le successive fasi di progettazione.

“Grazie alla collaborazione con il Campus Bio-Medico di Roma e allo sviluppo dell’azienda Mesys di Gualdo Tadino abbiamo realizzato uno strumento che ci permette di eseguire con maggiore sicurezza e sotto visione diretta un’ileostomia percutanea transcecale a protezione delle anastomosi colorettali basse e ultrabasse”, spiega Fabio Rondelli.

È proprio la possibilità di effettuare la procedura sotto visione diretta uno degli elementi messi in evidenza dal chirurgo nel descrivere lo strumento realizzato.

La protezione delle anastomosi colorettali

Il dispositivo è stato concepito per un ambito specifico della chirurgia colorettale. La sonda facilita infatti l’esecuzione dell’ileostomia percutanea trans-cecale utilizzata a protezione delle anastomosi colorettali basse e ultrabasse.

La finalità indicata nel progetto è dunque strettamente legata alla protezione delle suture realizzate sul retto. Il brevetto non nasce da un’elaborazione esclusivamente teorica, ma dall’osservazione delle esigenze che emergono durante l’attività clinica e chirurgica.

Proprio questa origine permette di ricondurre il progetto a un modello nel quale l’esperienza maturata con i pazienti e in sala operatoria diventa la base per individuare nuove soluzioni tecniche.

Il lavoro svolto da Fabio Rondelli, insieme alle collaborazioni scientifiche e industriali coinvolte, ha così consentito di arrivare alla realizzazione di uno strumento specificamente progettato per questa procedura.

Un progetto di ricerca traslazionale

L’esperienza viene indicata come un esempio di ricerca traslazionale, cioè di un percorso che parte dall’individuazione di un problema clinico concreto e procede verso lo sviluppo di una soluzione attraverso l’integrazione di più competenze.

Nel caso del brevetto firmato da Fabio Rondelli, il punto di partenza è rappresentato dalla sala operatoria. A questa prima fase si sono aggiunti il patrimonio di conoscenze maturato durante le esperienze professionali a Parigi e Bruxelles, le collaborazioni con strutture specialistiche italiane e il rapporto con il Campus Bio-Medico di Roma.

L’ultimo passaggio ha coinvolto la capacità produttiva della Mesys di Gualdo Tadino, che ha permesso di dare forma al prototipo. Medicina, ricerca e produzione industriale hanno quindi contribuito, ciascuna con le proprie competenze, allo sviluppo del progetto.

Il rapporto tra ricerca ospedaliera e territorio

La realizzazione del brevetto evidenzia anche il rapporto tra ricerca sviluppata nell’ambito ospedaliero e sistema produttivo locale. L’esigenza clinica individuata dal chirurgo ha infatti trovato una risposta concreta attraverso la collaborazione con un’azienda di Gualdo Tadino.

Il percorso si sviluppa quindi tra più luoghi e differenti esperienze professionali. Terni rappresenta la realtà ospedaliera nella quale Fabio Rondelli è attualmente in servizio, mentre Gualdo Tadino è il territorio di origine del medico e la città nella quale Mesys ha realizzato il prototipo. A questi due poli si aggiungono Roma, attraverso la collaborazione con il Campus Bio-Medico, e le esperienze internazionali maturate a Parigi e Bruxelles.

Una rete di rapporti professionali e scientifici che ha accompagnato il passaggio dall’individuazione della necessità clinica alla progettazione e alla realizzazione materiale dello strumento.

Un nuovo tassello nel percorso scientifico di Rondelli

Il brevetto si aggiunge all’attività professionale e alla ricerca scientifica che Fabio Rondelli porta avanti da anni nel campo della chirurgia colorettale. Il progetto sintetizza diversi aspetti del suo percorso: esperienza clinica, formazione internazionale, collaborazione con strutture specialistiche e rapporto con le competenze produttive presenti sul territorio.

Il nuovo dispositivo rappresenta così il risultato di un processo partito dall’attività chirurgica e proseguito attraverso la ricerca e la collaborazione scientifica, fino alla fase industriale necessaria per ottenere il prototipo.

L’elemento centrale rimane l’origine clinica dell’innovazione: un problema concreto incontrato nella pratica chirurgica ha dato impulso alla ricerca di una soluzione, successivamente sviluppata grazie all’incontro tra competenze mediche, scientifiche e produttive.

È questo il percorso che ha portato alla “Sonda e cecoscopio per ileostomia percutanea trans-cecale”, nuovo brevetto firmato dal professor Fabio Rondelli e concretizzato attraverso la collaborazione con Mesys di Gualdo Tadino.

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