Carabinieri, il colonnello Sergio Molinari lascia Perugia per Roma

Carabinieri, il colonnello Sergio Molinari lascia Perugia per Roma

Sicurezza e giovani nel bilancio del comandante provinciale

📌 FLASH NEWS – Il colonnello Sergio Molinari saluta il Comando provinciale dei Carabinieri di Perugia dopo tre anni. «Bilancio sicuramente positivo». Tra le priorità indicate furti nelle abitazioni, droga e prevenzione della devianza giovanile.


PERUGIA – Un bilancio «sicuramente positivo», accompagnato dal ringraziamento a un territorio nel quale la collaborazione tra istituzioni rappresenta uno dei principali punti di forza. Il colonnello Sergio Molinari ha salutato oggi, giovedì 3 settembre, il Comando provinciale dei Carabinieri di Perugia, al termine di tre anni alla guida dell’Arma nel territorio provinciale e prima del trasferimento ad altro incarico di servizio. Il commiato si è svolto nella sede del Comando provinciale di via Giovanni Ruggia, dove l’ufficiale ha tracciato anche un bilancio dell’esperienza professionale maturata a Perugia, soffermandosi sulle caratteristiche del territorio, sui fenomeni criminali maggiormente monitorati e sull’attività di prevenzione. «Un bilancio sicuramente positivo», ha spiegato Molinari, rivolgendo un saluto alla provincia e sottolineando di avere riscontrato «un clima di collaborazione interistituzionale assolutamente positivo», definito dallo stesso comandante «la forza di questo territorio».

«La provincia di Perugia è una provincia sicura»

Nel tracciare il quadro della sicurezza, Molinari ha definito Perugia una provincia sicura, precisando tuttavia che esistono fenomeni criminali sui quali l’Arma mantiene un’attenzione particolarmente elevata. Tra questi il comandante uscente ha indicato innanzitutto i reati che colpiscono il patrimonio dei cittadini e, in particolare, i furti nelle abitazioni. Si tratta di episodi che, secondo Molinari, determinano una comprensibile preoccupazione nella popolazione e sui quali l’attività di contrasto rimane fortemente concentrata. Un altro fronte indicato riguarda gli stupefacenti. Il fenomeno è presente sul territorio, ha spiegato il colonnello, ma viene monitorato con grande attenzione. Accanto all’attività repressiva, Molinari ha richiamato soprattutto la necessità di lavorare sulla prevenzione, individuando nel mondo giovanile uno dei settori ai quali dedicare particolare attenzione.

Devianza giovanile, prevenzione e collaborazione

Il comandante provinciale uscente ha evidenziato l’importanza di prevenire quei fattori di devianza giovanile che, se non affrontati tempestivamente, possono successivamente trasformarsi in fenomeni di delinquenza e criminalità. Su questo terreno, secondo Molinari, il territorio perugino dispone già di una rete articolata e consapevole. «Ho trovato grande consapevolezza e grandi strumenti già in campo», ha osservato il colonnello, ricordando la collaborazione con il mondo scolastico e le amministrazioni comunali, insieme all’attività delle forze di polizia e al coordinamento esercitato dalla magistratura e dalla Prefettura. Per Molinari, le diverse componenti impegnate su questo fronte operano in maniera coordinata verso lo stesso obiettivo. La prevenzione della devianza, infatti, non può essere affidata a un unico soggetto ma richiede il coinvolgimento contemporaneo di più realtà. Il principio indicato dal comandante è quello di intervenire prima che i comportamenti problematici possano evolvere in fenomeni criminali: «Per prevenire bisogna educare, bisogna intervenire sin da giovane età».

Furti, droga e giovani tra i fenomeni sotto osservazione

Il quadro delineato dal colonnello Molinari individua quindi tre ambiti sui quali l’attenzione resta particolarmente alta: aggressioni al patrimonio e furti nelle abitazioni, diffusione degli stupefacenti e prevenzione della devianza tra i più giovani. Fenomeni differenti che richiedono strumenti diversi, ma che secondo il comandante devono essere affrontati attraverso una presenza costante sul territorio e una collaborazione istituzionale strutturata. Proprio quest’ultima caratteristica rappresenta uno degli aspetti che Molinari ha maggiormente valorizzato nel bilancio dei suoi tre anni trascorsi alla guida del Comando provinciale.

Il ricordo del carabiniere che si gettò nel Tevere

Nel momento del commiato c’è stato spazio anche per un ricordo personale. Alla domanda su quale episodio dei tre anni a Perugia gli fosse rimasto maggiormente impresso, Molinari non ha scelto una grande operazione investigativa o un fatto di cronaca particolarmente eclatante. Ha ricordato invece l’intervento di alcuni suoi militari per salvare una persona in pericolo. Il comandante ha raccontato l’episodio che vide impegnati un equipaggio del Radiomobile, un comandante di Stazione e, in particolare, un carabiniere intervenuto in aiuto di un cittadino che, attraversando un momento di difficoltà, aveva compiuto un gesto pericoloso per la propria vita. Uno dei militari si gettò nel Tevere per raggiungerlo, affrontando anche condizioni meteorologiche particolarmente difficili, e riuscì a evitare conseguenze peggiori. È questo il momento scelto da Molinari per sintetizzare anche il rapporto costruito con gli uomini e le donne posti sotto il suo comando durante l’esperienza perugina. «Ricordo la generosità del mio personale», ha sottolineato il colonnello.

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