Le Crete, De Luca risponde a Tardani sui rifiuti dell’Umbria

Le Crete, De Luca risponde a Tardani sui rifiuti dell'Umbria

Ampliamento, l’assessore richiama le scelte del Piano del 2023

📌 FLASH NEWS – Sulla discarica Le Crete, Thomas De Luca replica alla sindaca Roberta Tardani: l’istanza di ampliamento per 350mila metri cubi, sostiene l’assessore, deriva dalle previsioni inserite nel Piano regionale dei rifiuti approvato nel 2023.


De Luca replica alla lettera aperta della sindaca Tardani

Si riaccende il confronto politico e istituzionale sul futuro della discarica Le Crete di Orvieto. L’assessore regionale con delega all’Ambiente, Thomas De Luca, interviene dopo la lettera aperta inviata dalla sindaca di Orvieto Roberta Tardani sulla gestione dei rifiuti e sulla procedura relativa all’ampliamento del sito.

La posizione espressa dall’assessore è netta. De Luca respinge la ricostruzione secondo la quale l’attuale Giunta regionale sarebbe rimasta inattiva o avrebbe responsabilità nella scelta di ampliare la discarica. Al contrario, riconduce l’origine dell’attuale procedimento alle decisioni assunte dalla precedente amministrazione regionale e agli strumenti di pianificazione approvati durante quella legislatura.

L’assessore sostiene che la lettera della sindaca affronti questioni legittime, ma che avrebbe dovuto essere indirizzata alla precedente Giunta regionale quando furono definite le scelte che oggi producono conseguenze sul territorio orvietano.

Al centro del confronto c’è soprattutto l’istanza presentata dal gestore per un ampliamento pari a 350.000 metri cubi. Secondo la ricostruzione fornita da Thomas De Luca, tale quantità corrisponde alla capacità prevista per il sito di Orvieto dalla Delibera di Giunta regionale numero 2 del 2022.

Il nodo della Delibera regionale numero 2 del 2022

Per l’assessore, la vicenda deve essere letta partendo dalla successione degli atti amministrativi. La DGR numero 2 del 2022, infatti, non sarebbe più un provvedimento autonomo che la Regione potrebbe semplicemente ritirare o revocare.

Le sue previsioni sono state successivamente recepite nel Piano Regionale dei Rifiuti, proposto dalla precedente Giunta regionale e approvato nel 2023. È proprio questo passaggio, secondo De Luca, a determinare l’attuale quadro amministrativo nel quale deve essere esaminata la richiesta relativa a Le Crete.

L’assessore sottolinea che il progetto dovrà essere valutato sulla base del Piano vigente al momento della presentazione dell’istanza. In questo contesto, il soggetto privato avrebbe maturato, secondo la posizione espressa dalla Regione, un legittimo affidamento rispetto alle disposizioni contenute negli atti precedentemente approvati.

Da qui l’impossibilità, secondo De Luca, di procedere con una revoca arbitraria. Una scelta di questo genere, afferma l’assessore, potrebbe determinare un elevato rischio di richieste risarcitorie nei confronti della Regione, con conseguenze economiche destinate a ricadere sulla collettività umbra.

Perché oggi non sarebbe possibile archiviare l’istanza

Un altro punto della replica riguarda il confronto con quanto avvenuto nel 2022, quando una precedente istanza relativa alla discarica venne archiviata. Thomas De Luca evidenzia che le condizioni amministrative e giuridiche sarebbero oggi profondamente differenti.

Nel 2022 la DGR numero 2 subordinava l’ampliamento di Le Crete al perfezionamento degli ampliamenti delle discariche di Belladanza e Borgogiglione. Quella condizione rappresentava, quindi, un elemento necessario affinché potesse procedere l’iter riguardante il sito orvietano.

Successivamente, sempre secondo quanto ricostruito dall’assessore, gli ampliamenti degli altri due impianti sono stati autorizzati e attivati già durante la precedente legislatura. È quindi venuta meno la condizione che aveva determinato l’archiviazione della precedente richiesta.

Per questa ragione l’amministrazione regionale, sostiene De Luca, è ora tenuta ad avviare il procedimento previsto dalla normativa. L’avvio della procedura, nella ricostruzione dell’assessore, non equivale dunque a una nuova decisione politica favorevole all’ampliamento, ma rappresenta una conseguenza degli atti già vigenti e delle condizioni maturate nel frattempo.

Il ruolo assegnato a Le Crete nel Piano dei Rifiuti

La replica dell’assessore regionale entra anche nelle prospettive che il Piano approvato dalla precedente amministrazione aveva delineato per il sistema umbro di gestione dei rifiuti.

Quel documento prevedeva, secondo quanto riferito da De Luca, l’entrata in funzione di un termovalorizzatore regionale a partire dal 2028. Anche nello scenario successivo all’attivazione dell’impianto, tuttavia, il Piano individuava Le Crete e Belladanza come le due discariche destinate a rimanere operative e funzionali al ciclo integrato.

I due siti sarebbero stati mantenuti al servizio dell’impiantistica presente nelle rispettive aree. Una previsione differente era stata invece formulata per Borgogiglione, per la quale era indicata la chiusura definitiva dopo l’esaurimento del volume già autorizzato.

È su questo elemento che Thomas De Luca concentra una parte significativa della sua risposta politica. A suo giudizio, infatti, la pianificazione precedente aveva attribuito a Orvieto e alla discarica Le Crete una funzione destinata a proseguire anche nel futuro assetto regionale della gestione dei rifiuti.

Il voto di Roberta Tardani del 16 novembre 2022

Nel confronto entra poi il passaggio relativo al Consiglio delle Autonomie Locali. Thomas De Luca richiama il voto espresso il 16 novembre 2022 dalla sindaca Roberta Tardani sul Piano regionale dei rifiuti.

Secondo quanto riportato dall’assessore, la prima cittadina di Orvieto espresse voto favorevole, richiamato nell’Atto numero 1510 e nella deliberazione CAL numero 29.

De Luca sottolinea anche il risultato complessivo della votazione: 10 voti favorevoli, un astenuto e 9 contrari. Sulla base di questi numeri, l’assessore attribuisce particolare rilevanza alla posizione assunta allora dalla sindaca, sostenendo che un voto contrario avrebbe modificato l’esito della consultazione.

Tra gli amministratori che votarono contro il Piano, De Luca ricorda anche Veronica Cavallucci e David Fantauzzi, all’epoca delegati di Stefania Proietti rispettivamente per il Comune di Assisi, del quale Proietti era sindaca, e per la Provincia di Perugia, della quale era presidente.

L’assessore collega questo passaggio alla contrarietà manifestata in quella fase dalle forze di opposizione di centrosinistra e dai comitati e dalle associazioni del territorio.

Il confronto politico sulle responsabilità delle scelte

La posizione della Regione non si limita agli aspetti tecnici del procedimento. Nella risposta alla sindaca Tardani, Thomas De Luca contesta anche la lettura politica dell’attuale situazione.

Secondo l’assessore, le decisioni che hanno determinato il quadro nel quale oggi si colloca la procedura di ampliamento furono assunte dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra. Per questo considera non corretta l’attribuzione all’attuale Giunta della responsabilità per un percorso che trova origine negli atti approvati negli anni precedenti.

De Luca contesta inoltre l’atteggiamento degli amministratori di centrodestra che oggi esprimono opposizione rispetto alle conseguenze di quelle decisioni. Nella sua ricostruzione, le contestazioni al modello previsto dal Piano erano state avanzate allora dalle opposizioni di centrosinistra insieme alle realtà associative e ai comitati territoriali.

La questione diventa così un confronto non soltanto sulla procedura amministrativa in corso, ma anche sulle responsabilità politiche delle scelte effettuate durante la precedente legislatura.

La Regione rivendica la riduzione dei conferimenti

Thomas De Luca respinge inoltre l’accusa secondo cui l’attuale amministrazione regionale sarebbe priva di una strategia alternativa per affrontare il problema dei rifiuti.

L’assessore riferisce che, in circa un anno e mezzo di mandato, la Giunta ha ottenuto una riduzione del 23 per cento del flusso di rifiuti destinato alle discariche. A questo risultato associa una serie di iniziative messe in campo per modificare progressivamente il sistema regionale.

Tra queste indica la predisposizione di una legge regionale sull’economia circolare, un Piano dedicato alla prevenzione dei rifiuti e una proposta di revisione del Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti.

Quest’ultima proposta si trova, secondo quanto comunicato dall’assessore, nella fase di verifica di assoggettabilità alla Valutazione ambientale strategica, VAS.

La revisione rappresenta, nella posizione espressa da De Luca, lo strumento attraverso il quale l’attuale amministrazione intende intervenire sulla programmazione ricevuta in eredità e definire un nuovo percorso per il sistema regionale.

L’obiettivo europeo del 10 per cento in discarica

Nel documento di revisione, riferisce l’assessore, vengono analizzati i flussi previsti, gli aspetti economici e le modalità di utilizzo degli impianti. Il traguardo indicato è quello di raggiungere l’obiettivo europeo del massimo 10 per cento di conferimento dei rifiuti in discarica.

De Luca sottolinea che questi elementi sono stati inseriti in documenti pubblici e accessibili e che il percorso è stato accompagnato da incontri partecipativi organizzati in diverse zone dell’Umbria.

Alcuni di questi appuntamenti, ricorda l’assessore, si sono svolti anche a Orvieto, con l’obiettivo di condividere con il territorio il percorso di revisione della pianificazione regionale.

La Regione, quindi, contrappone alle accuse di immobilismo l’attività avviata sul fronte della prevenzione, dell’economia circolare, della riduzione dei conferimenti e della modifica del Piano di gestione integrata.

L’invito a un confronto sulle soluzioni proposte

Nella parte conclusiva della replica, Thomas De Luca invita Roberta Tardani a esaminare nel dettaglio la documentazione predisposta dall’amministrazione regionale e a sviluppare il confronto sul contenuto tecnico delle proposte.

L’invito viene esteso anche ai rappresentanti regionali del centrodestra, ai quali l’assessore chiede di entrare nel merito delle soluzioni individuate e, qualora lo ritengano necessario, di avanzare eventuali proposte migliorative.

De Luca ribadisce la disponibilità dell’istituzione regionale a mantenere un rapporto improntato al rispetto formale e alla collaborazione istituzionale con tutti i sindaci dell’Umbria. Allo stesso tempo, annuncia una posizione ferma nella difesa dell’operato della Giunta rispetto alle contestazioni che considera strumentali.

Il confronto sulla discarica Le Crete resta così concentrato su due piani strettamente collegati: da una parte la procedura amministrativa relativa alla richiesta di 350.000 metri cubi di ampliamento, dall’altra la responsabilità delle decisioni che hanno costruito l’attuale assetto della gestione dei rifiuti.

Per Thomas De Luca, il punto centrale è che l’iter oggi aperto non possa essere separato dal Piano regionale approvato nel 2023 e dagli atti che lo hanno preceduto. Per Roberta Tardani, attraverso la lettera aperta richiamata dall’assessore, resta invece al centro la necessità che Orvieto non sia chiamata a sostenere le conseguenze delle mancate scelte nella gestione regionale dei rifiuti.

È su questo terreno che proseguirà il confronto istituzionale, mentre la procedura riguardante Le Crete dovrà seguire, secondo quanto affermato dall’assessore regionale, il quadro normativo e pianificatorio attualmente vigente.

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