Procura senza indagati, accertamenti sulla possibile fuga di gas
La Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un fascicolo per crollo colposo dopo la violenta esplosione che sabato mattina ha devastato l’ultimo piano della palazzina di via Giambattista Vico, provocando anche il cedimento di una parte della copertura dell’edificio. Al momento, come scrive Francesca Marruco sul Corriere dell’Umbria, non risultano persone indagate. L’apertura dell’inchiesta consentirà agli investigatori di effettuare tutti gli accertamenti necessari per ricostruire l’origine dell’esplosione e verificare l’esistenza di eventuali responsabilità. Restano infatti ancora da chiarire con precisione le cause che hanno determinato la deflagrazione avvenuta intorno alle 9 del mattino. Tra le ipotesi considerate maggiormente plausibili c’è quella di una consistente perdita di gas, ma saranno gli approfondimenti tecnici a stabilire cosa sia realmente accaduto.
Attese le deleghe della Procura
Nei prossimi giorni sono attese le deleghe con cui la Procura disporrà gli accertamenti utili a ricostruire ogni fase dell’accaduto. L’indagine dovrà stabilire anche se dietro l’esplosione possano esserci state condotte negligenti oppure se l’evento sia riconducibile esclusivamente a una circostanza accidentale. Un passaggio determinante sarà rappresentato dai nuovi sopralluoghi dei vigili del fuoco. Gli specialisti potranno approfondire gli elementi che non è stato possibile esaminare durante le concitate operazioni di soccorso immediatamente successive all’esplosione. Prima di procedere sarà però necessario garantire condizioni di sicurezza all’interno dello stabile, duramente danneggiato dalla deflagrazione e successivamente dichiarato inagibile.
Tecnici alla ricerca dell’origine della perdita
Particolare attenzione sarà dedicata alla ricerca del punto dal quale potrebbe essersi originata la dispersione di gas. Gli accertamenti dovranno permettere di individuare l’eventuale origine della perdita e comprendere in quale modo il gas possa essersi accumulato fino a determinare l’esplosione. Alcuni degli inquilini evacuati dopo l’accaduto avrebbero riferito di aver avvertito odore di gas già nei giorni precedenti. Un elemento che dovrà essere valutato nell’ambito dell’inchiesta e confrontato con quanto emergerà dalle verifiche tecniche. Nessuno dei residenti, secondo quanto riferito, avrebbe comunque immaginato che potesse verificarsi un episodio di tale gravità.
L’esplosione nell’appartamento all’ultimo piano
La deflagrazione sarebbe avvenuta nella zona della cucina dell’appartamento situato all’ultimo piano, dove al momento dell’esplosione si trovava una donna di 47 anni. La 47enne è la persona che ha riportato le conseguenze più gravi. Dopo l’esplosione è precipitata dalla finestra dell’abitazione da un’altezza indicata in circa 12 metri, nel tentativo di mettersi in salvo. Quando è stata raggiunta dai soccorritori era cosciente, ma le sue condizioni sono apparse immediatamente molto serie. La donna è stata trasportata all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove è ricoverata in prognosi riservata. Ha riportato ustioni, lesioni e fratture conseguenti prima all’esplosione e successivamente alla caduta.
Restano molto gravi le condizioni della 47enne
I sanitari sono intervenuti chirurgicamente per affrontare le conseguenze dei traumi riportati. Le condizioni della paziente restano molto gravi. Non è stato quindi ancora possibile raccogliere dalla donna una ricostruzione diretta di quanto accaduto nell’appartamento nei momenti immediatamente precedenti alla deflagrazione. Dopo l’incidente sono arrivati a Perugia anche i genitori e la sorella, provenienti da Roma. La 47enne risiede a Londra e si trovava nel capoluogo umbro per trascorrere alcune settimane nell’appartamento di famiglia all’interno della palazzina di via Vico. La sua testimonianza, quando le condizioni di salute lo permetteranno, potrebbe fornire ulteriori elementi per comprendere cosa sia avvenuto all’interno dell’abitazione.
Residenti accompagnati per recuperare gli effetti personali
Nel frattempo proseguono le operazioni legate agli abitanti costretti ad abbandonare l’edificio dopo l’esplosione. Nel pomeriggio di ieri alcuni degli sfollati sono tornati nei pressi della palazzina accompagnati dai vigili del fuoco e dai carabinieri per recuperare effetti personali e beni di prima necessità rimasti negli appartamenti. Considerate le condizioni dell’edificio, l’accesso è stato gestito con particolari precauzioni. I vigili del fuoco sono entrati nello stabile con le necessarie protezioni, anche in considerazione del possibile rischio legato a ulteriori cedimenti, recuperando quanto indicato dagli inquilini. Per alcuni residenti, intanto, è iniziato un periodo di incertezza sulla possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni. Una parte degli sfollati è stata temporaneamente ospitata all’Hotel Grifone.

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