Trasimeno, scontro sui pannelli galleggianti e crisi d’acqua
📌 FLASH NEWS – Fotovoltaico galleggiante sul Trasimeno, opposizioni all’attacco. Nilo Arcudi presenta un’interrogazione alla Giunta, Enrico Melasecche contesta l’ipotesi e propone impianti sui canali di adduzione, a partire dall’Anguillara.
Si accende il confronto politico sull’ipotesi di installare impianti fotovoltaici galleggianti sul Lago Trasimeno. I consiglieri regionali di opposizione Nilo Arcudi (Tp-Uc) ed Enrico Melasecche (Lega) contestano la prospettiva e chiedono alla Giunta regionale di concentrare gli interventi sull’emergenza idrica, sull’apporto di nuova acqua, sui dragaggi e sulla manutenzione.
Arcudi ha annunciato un’interrogazione rivolta all’assessore Simona Meloni per conoscere la posizione ufficiale dell’Esecutivo regionale sulla possibilità di utilizzare il fotovoltaico galleggiante sul maggiore lago umbro.
La questione arriva mentre, secondo i dati richiamati dal consigliere, il livello idrometrico del Trasimeno è sceso a -191 centimetri, con una proiezione verso quota -200 centimetri entro la fine di agosto.
Arcudi chiede alla Giunta una posizione ufficiale
Nilo Arcudi contesta l’ipotesi rilanciata sui social dall’assessore regionale Thomas De Luca e chiede che la questione venga chiarita formalmente dalla Giunta.
L’interrogazione punta innanzitutto a conoscere quale sia la posizione dell’assessore competente per i laghi e dell’intero Esecutivo regionale sul fotovoltaico galleggiante.
Arcudi chiede inoltre informazioni sul collegamento Montedoglio-Paganico, con particolare riferimento ai tempi necessari per arrivare all’obiettivo indicato di 800 litri al secondo.
Per il consigliere di opposizione la priorità dovrebbe essere rappresentata da apporto idrico, dragaggi e manutenzione ordinaria del lago, prima di valutare qualsiasi intervento sulla superficie lacustre.
Il confronto con l’esperienza della Corea del Sud
Nel mirino di Arcudi entra anche il riferimento fatto da Thomas De Luca all’impianto realizzato presso la diga di Hapcheon, in Corea del Sud, dove i pannelli fotovoltaici galleggianti sono stati disposti anche con una configurazione a forma di fiore di prugno.
Secondo Arcudi, il confronto non sarebbe applicabile al caso umbro perché Hapcheon è un invaso artificiale destinato alla produzione idroelettrica, mentre il Trasimeno è un lago naturale inserito in un Parco regionale, caratterizzato da specifici valori ambientali, paesaggistici e turistici.
“Il Trasimeno non è un bacino artificiale coreano“, afferma Arcudi, chiedendo che l’ipotesi venga accantonata.
Il consigliere sollecita quindi un pronunciamento ufficiale della Regione, ritenendo insufficiente affrontare attraverso interventi sui social una questione che riguarda ambiente, turismo e paesaggio.
Melasecche: pannelli sul lago ipotesi da respingere
Una posizione contraria arriva anche da Enrico Melasecche, consigliere regionale della Lega ed ex assessore regionale al dissesto idrogeologico.
Melasecche definisce la prospettiva di coprire porzioni del Trasimeno con pannelli fotovoltaici una proposta che “lascia francamente sconcertati”, sostenendo che la produzione energetica possa essere perseguita attraverso soluzioni differenti.
Il consigliere richiama le molteplici funzioni del lago, dalla piscicoltura alla navigazione, fino alle attività turistiche, sottolineando la necessità di salvaguardarne le caratteristiche paesaggistiche.
L’alternativa dei pannelli sui canali idraulici
Melasecche propone di valutare un’altra strada: utilizzare i canali di adduzione per installare gli impianti fotovoltaici, evitando di interessare direttamente la superficie del Trasimeno.
L’ex assessore ricorda di aver approfondito già nel 2024 alcune esperienze di fotovoltaico installato sui corsi d’acqua. Tra queste cita l’impianto realizzato nel 2025 a Narzole, in provincia di Cuneo, su un canale lungo circa 930 metri e largo otto metri, con una potenza di 1 MW.
Secondo Melasecche, un sistema simile potrebbe consentire di produrre energia rinnovabile senza ulteriore consumo di suolo e contemporaneamente contribuire alla manutenzione delle infrastrutture idrauliche.
L’ipotesi sul canale Anguillara
Il consigliere indica in particolare il canale Anguillara, adduttore del Trasimeno realizzato alla fine degli anni Cinquanta e lungo complessivamente 16,9 chilometri.
Considerando ponti e attraversamenti, Melasecche ipotizza una lunghezza utilizzabile di circa 15 chilometri sulla quale, dopo le necessarie verifiche tecniche, potrebbero essere realizzati uno o più impianti per una potenza complessiva di circa 15 MW e una superficie di circa 12 ettari di pannelli.
La proposta prevederebbe anche di affidare al soggetto realizzatore gli interventi necessari per mantenere l’officiosità idraulica e garantire la pulizia del canale.
Il nodo dell’acqua da Montedoglio
Sia Arcudi sia Melasecche riportano quindi il confronto politico sul tema dell’approvvigionamento idrico del Trasimeno.
Arcudi chiede un cronoprogramma sul collegamento Montedoglio-Paganico e sui tempi necessari per raggiungere gli 800 litri al secondo.
Melasecche sollecita a sua volta risposte dalla Regione sui progetti per portare acqua da Montedoglio, ricordando lo studio commissionato all’Università degli Studi di Perugia dalla precedente Giunta regionale.
Per entrambi i consiglieri di opposizione, l’emergenza rappresentata dal livello del lago dovrebbe essere affrontata dando precedenza alle opere destinate ad aumentare l’apporto idrico e agli interventi di manutenzione.
Il confronto politico sul futuro del Trasimeno
La discussione si sposta così dal tema energetico alla strategia complessiva per il futuro del lago. Arcudi chiede formalmente alla Giunta di chiarire se il fotovoltaico galleggiante rappresenti una prospettiva effettivamente presa in considerazione, mentre Melasecche propone di indirizzare eventuali progetti energetici verso infrastrutture come i canali di adduzione.
Sul tavolo restano contemporaneamente il calo del livello idrometrico, il collegamento con Montedoglio, i dragaggi e la manutenzione.
Il confronto politico è destinato ora a proseguire con l’interrogazione annunciata da Nilo Arcudi, dalla quale il consigliere chiede una posizione ufficiale della Giunta regionale sul fotovoltaico galleggiante e indicazioni precise sugli interventi per garantire maggiore apporto d’acqua al Lago Trasimeno.

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