Caso Report, Squarta attacca il Pd sulla lettera a Bruxelles

L’europarlamentare FdI interviene sul caso Sigfrido Ranucci

📌 FLASH NEWS – Marco Squarta, europarlamentare di Fratelli d’Italia-ECR, attacca il Partito Democratico per la lettera inviata alla Commissione europea in difesa di Report e interviene sulle vicende emerse attorno a Sigfrido Ranucci.


L’europarlamentare di Fratelli d’Italia Marco Squarta, componente del gruppo ECR, interviene sul caso Report e sulle vicende che riguardano il giornalista Sigfrido Ranucci, contestando duramente la decisione del Partito Democratico di rivolgersi alla Commissione europea sulla trasmissione di Rai 3.

Al centro dell’intervento politico ci sono la lettera del Pd a Bruxelles, l’inchiesta giudiziaria sull’attentato ai danni di Ranucci e il tema dell’imparzialità del servizio pubblico radiotelevisivo.

Squarta sostiene che gli elementi emersi dall’indagine abbiano modificato il quadro sul quale si era sviluppato nei mesi precedenti il confronto politico. L’europarlamentare richiama in particolare la posizione di Valter Lavitola, indicato nel comunicato come colui che avrebbe confessato di essere il mandante dell’attentato.

Le valutazioni espresse da Squarta sulle responsabilità politiche, sull’attività di Report e sulle circostanze emerse dall’inchiesta rappresentano la posizione dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia.

Squarta critica la scelta del Pd di rivolgersi all’Europa

Il rappresentante di FdI-ECR definisce incomprensibile la decisione del Partito Democratico di scrivere alla Commissione europea per intervenire sulla situazione di Report.

“Che il Partito Democratico abbia deciso di scrivere alla Commissione europea per difendere Report è una scelta che lascia davvero senza parole”, afferma Squarta.

Secondo l’europarlamentare, l’iniziativa politica arriva mentre l’indagine della magistratura starebbe facendo emergere elementi differenti rispetto alla rappresentazione della vicenda sviluppatasi nei mesi precedenti.

Squarta concentra quindi la propria attenzione sull’inchiesta relativa all’attentato contro Sigfrido Ranucci, richiamando quanto attribuito a Lavitola e alcune circostanze contenute, secondo il parlamentare europeo, negli atti investigativi.

Il riferimento all’inchiesta sull’attentato a Ranucci

Squarta afferma che Valter Lavitola avrebbe confessato di essere il mandante dell’attentato e sostiene che dalle carte investigative emergerebbe anche un progetto politico costruito attorno alla notorietà di Sigfrido Ranucci.

Nella ricostruzione proposta dall’europarlamentare viene citato un sondaggio che sarebbe stato commissionato per misurare la popolarità del giornalista. Squarta sostiene inoltre che Ranucci avrebbe avuto un ruolo nella preparazione delle domande.

Lo stesso esponente di Fratelli d’Italia precisa tuttavia un elemento rilevante: Sigfrido Ranucci non risulta indagato per alcun reato.

È su questo scenario che Squarta pone una questione riguardante il servizio pubblico, sottolineando come Report sia una trasmissione della Rai finanziata anche attraverso il canone pagato dai cittadini.

Le critiche alla linea editoriale di Report

Una seconda parte dell’intervento riguarda direttamente l’attività giornalistica della trasmissione.

Squarta sostiene che Report avrebbe dedicato oltre settanta servizi a esponenti del centrodestra e contesta anche la collocazione temporale di alcuni servizi rispetto alle consultazioni elettorali.

Secondo l’europarlamentare, anche durante le elezioni regionali sarebbero state trasmesse inchieste televisive che avrebbero coinvolto esponenti politici in periodi particolarmente delicati della campagna elettorale.

Si tratta di una valutazione politica formulata da Squarta, che accusa la trasmissione di avere rivolto una particolare attenzione a una sola area politica.

“Una trasmissione che colpisce sistematicamente una sola parte politica difficilmente può essere presentata come un presidio di imparzialità”, afferma l’europarlamentare.

Il confronto si sposta sul ruolo del servizio pubblico

Il rappresentante di Fratelli d’Italia amplia quindi il ragionamento al modello di informazione garantito dalla Rai.

Squarta prende posizione sulla frase attribuita alla lettera del Partito Democratico secondo cui l’Italia avrebbe bisogno di Report. Per l’europarlamentare, il punto centrale dovrebbe essere invece la necessità di garantire un servizio pubblico capace di applicare gli stessi criteri nei confronti di tutte le parti politiche.

“Io credo invece che l’Italia abbia bisogno di un servizio pubblico che informi i cittadini usando lo stesso metro di giudizio verso tutti”, dichiara.

Il tema posto da Squarta riguarda quindi il rapporto tra notorietà acquisita attraverso un programma del servizio pubblico e un eventuale successivo percorso politico.

Squarta richiama l’ipotesi di una candidatura

Nell’intervento viene nuovamente richiamato il presunto progetto politico attorno alla figura del conduttore di Report.

Secondo Squarta, la circostanza che qualcuno avrebbe lavorato a una possibile candidatura di un dipendente Rai, valutandone anche il consenso attraverso la notorietà raggiunta grazie alla trasmissione, porrebbe una questione sulla quale sarebbe necessario un approfondimento politico.

Anche su questo punto l’europarlamentare ribadisce la propria critica nei confronti della sinistra, accusandola di non avere attribuito sufficiente attenzione agli elementi emersi.

Nel comunicato non viene attribuita a Sigfrido Ranucci alcuna responsabilità penale e Squarta stesso sottolinea che il giornalista non risulta indagato.

Il riferimento al congresso di Amsterdam

L’ultima parte dell’intervento riguarda le reazioni politiche successive all’attentato e, in particolare, quanto avvenuto al congresso del socialismo europeo ad Amsterdam.

Squarta richiama l’intervento della segretaria del Partito Democratico all’indomani dell’attentato. Secondo la ricostruzione dell’europarlamentare, in quell’occasione sarebbe stata descritta una situazione italiana caratterizzata da un clima problematico per la libertà dell’informazione.

L’esponente di Fratelli d’Italia collega quelle dichiarazioni agli sviluppi successivi dell’inchiesta e sostiene che il quadro emerso renderebbe necessaria una diversa valutazione politica di quanto accaduto.

L’affondo finale dell’europarlamentare FdI-ECR

Da qui arriva l’attacco conclusivo nei confronti del Partito Democratico e della scelta di coinvolgere Bruxelles.

Squarta invita il Pd a riconsiderare le valutazioni espresse dopo l’attentato, sostenendo che gli sviluppi investigativi abbiano introdotto elementi che richiederebbero una revisione delle precedenti ricostruzioni politiche.

“Il PD, anziché fare queste pagliacciate e scrivere a Bruxelles, dovrebbe chiedere scusa per certe parole e ricostruzioni davvero vergognose”, conclude Marco Squarta.

L’intervento dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia-ECR apre quindi un nuovo fronte politico intorno a Report e Sigfrido Ranucci, intrecciando tre questioni distinte: gli sviluppi dell’indagine giudiziaria sull’attentato, il confronto sull’imparzialità del servizio pubblico e lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla libertà dell’informazione.

1 Commento

  1. Premetto che non vedo più Report da tempo perchè non sopporto il giornalismo d’inchiesta, in particolare con finalità politiche, e non mi è affatto simpatico Ranucci. Tra l’altro, le inchieste dovrebbero essere effettuate dalla Magistratura piuttosto che dai giornalisti. E’ evidente che la vicenda Lavitola-Ranucci è complicata/complessa e piena di interrogativi che potranno essere sciolti solo dalla Magistratura. Per quanto concerne invece l’imparzialità delle trasmissioni televisive, sui canali RAI, dovrà essere valutata dall’apposita “Commissione di Vigilanza RAI”, Commissione parlamentare bicamerale che ha lo scopo di sorvegliare sull’attività del servizio pubblico. Pertanto, non mi è chiaro il motivo per cui il PD si sia rivolto alla Commissione Europea. Le scuse poi di cui parla l’On. Squarta sono ovvie, ma è inutile chiederle perchè non verranno mai fatte. In Italia è una cosa che raramente viene fatta. Si è pronti a mettere sulla graticola un “personaggio”, perchè fa notizia, ma poi nessuno, dopo gli accertamenti giudiziari, porge le doverose scuse.

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