Tre Csm da salvaguardare, scontro sul Piano regionale umbro.
📌 FLASH NEWS – Salute mentale, Matteo Giambartolomei interviene sui Csm di Perugia e attacca il Pd umbro: chiede alla Giunta regionale di modificare il Piano e salvaguardare i tre presidi di via XIV Settembre, Bellocchio e Ponte San Giovanni.
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Giambartolomei interviene sulla rete della salute mentale
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei torna sulla riorganizzazione della rete territoriale della salute mentale di Perugia e concentra il proprio intervento sulla posizione assunta dal Partito democratico del capoluogo umbro. Al centro del confronto ci sono i tre Centri di salute mentale di via XIV Settembre, Bellocchio e Ponte San Giovanni.
Secondo Giambartolomei, la recente presa di posizione del Partito democratico di Perugia a tutela delle tre strutture confermerebbe le preoccupazioni che Fratelli d’Italia aveva già espresso dopo aver esaminato gli atti relativi alla riorganizzazione.
Il consigliere regionale sostiene che i tre Centri di salute mentale debbano essere salvaguardati e contesta la posizione politica del Partito democratico, ricordando che lo stesso partito governa la Regione Umbria e sostiene la Giunta regionale che ha preadottato il Piano oggetto del confronto.
Il confronto dopo la posizione del Pd di Perugia
Giambartolomei ricostruisce anche le precedenti fasi della discussione. Quando Fratelli d’Italia aveva sollevato il problema, riferisce il consigliere, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi aveva replicato alle contestazioni avanzate dall’opposizione.
Ora, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, la posizione espressa dal Partito democratico di Perugia sulla necessità di mantenere i tre Centri di salute mentale e proteggere la rete territoriale rappresenterebbe una conferma della questione precedentemente posta dall’opposizione regionale.
Giambartolomei richiama in particolare il rapporto tra le decisioni assunte a livello regionale e la posizione manifestata dal Partito democratico nel capoluogo. A suo giudizio, emerge una contraddizione politica tra il sostegno alla Giunta regionale che ha preadottato il Piano e la richiesta, avanzata a Perugia, di tutelare le strutture interessate dalla riorganizzazione.
La richiesta di modificare il Piano regionale
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia ritiene che una presa di posizione pubblica non sia sufficiente. La richiesta rivolta al Partito democratico di Perugia è quella di intervenire direttamente nei confronti della propria maggioranza regionale affinché il Piano venga modificato.
Per Giambartolomei, se il Partito democratico considera indispensabile mantenere i tre Centri di salute mentale e salvaguardare l’attuale articolazione territoriale, dovrebbe tradurre questa posizione in un’iniziativa politica formale nei confronti della Giunta regionale.
Il consigliere sottolinea infatti che il Piano non è stato preadottato da Fratelli d’Italia, forza che si trova all’opposizione, ma dalla Giunta regionale di centrosinistra. Da qui la richiesta al Partito democratico di utilizzare gli strumenti politici derivanti dalla propria presenza nella maggioranza per intervenire sul documento.
Al centro i presidi di tre aree di Perugia
Il confronto riguarda specificamente i Centri di salute mentale presenti in via XIV Settembre, a Bellocchio e a Ponte San Giovanni. Sono queste le tre strutture indicate nell’intervento di Giambartolomei e nella discussione politica sulla riorganizzazione della rete territoriale.
L’esponente di Fratelli d’Italia ribadisce che la rete perugina della salute mentale non dovrebbe essere impoverita e che i tre Csm devono essere preservati. Una posizione che, secondo il consigliere, il suo partito mantiene senza modifiche rispetto a quanto sostenuto fin dall’inizio della vicenda.
La questione assume quindi una dimensione politica legata direttamente alle scelte che saranno compiute sul Piano regionale. Giambartolomei invita il Partito democratico di Perugia a trasferire la propria posizione dal dibattito pubblico al confronto interno alla maggioranza che governa la Regione Umbria.
Il precedente confronto con Vittoria Ferdinandi
Nel suo intervento Giambartolomei richiama anche la replica ricevuta dalla sindaca Vittoria Ferdinandi quando Fratelli d’Italia aveva inizialmente posto la questione. Il consigliere ricorda, in particolare, il riferimento della sindaca al fatto che il lavoro di un primo cittadino non si misuri attraverso proclami o comunicati stampa.
La successiva posizione del Partito democratico di Perugia viene utilizzata dall’esponente dell’opposizione regionale per rilanciare il confronto. Giambartolomei sostiene infatti che le richieste avanzate adesso dal Pd siano sostanzialmente riconducibili alla salvaguardia degli stessi tre Centri di salute mentale sui quali Fratelli d’Italia aveva precedentemente richiamato l’attenzione.
Il nodo, secondo il consigliere, non riguarda dunque soltanto il confronto tra maggioranza e opposizione, ma anche il rapporto politico tra il Partito democratico perugino e la maggioranza regionale.
Fratelli d’Italia conferma la propria posizione
Giambartolomei conclude ribadendo la linea di Fratelli d’Italia: i tre Centri di salute mentale devono essere salvaguardati e la rete territoriale di Perugia non deve subire un impoverimento.
Il consigliere regionale sostiene che la posizione assunta successivamente dal Partito democratico di Perugia dimostri come la questione sollevata dall’opposizione fosse fondata sugli atti esaminati e non rappresentasse, nella sua valutazione, un allarme privo di elementi concreti.
La richiesta politica viene quindi indirizzata alla maggioranza regionale. Giambartolomei invita il Partito democratico a chiedere alla Giunta dell’Umbria una modifica del Piano, trasformando la posizione espressa a livello perugino in un’iniziativa nei confronti dell’esecutivo regionale.
Il confronto resta così concentrato sulla futura organizzazione della rete territoriale della salute mentale e, in particolare, sulla salvaguardia dei Centri di via XIV Settembre, Bellocchio e Ponte San Giovanni indicati nell’intervento del consigliere regionale.

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