Agenti bloccano giovane dopo furto e fuga in via Acciaierie.
🚔 Spoleto, 25enne arrestato dopo il furto di circa una tonnellata di rame. Ha tentato la fuga ed è stato bloccato dalla Polizia. Sequestrati il furgone e il materiale; contestata anche la guida senza patente. nella notte
La segnalazione durante la notte
Un 25enne, classe 2001 e con precedenti di polizia, è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato di Spoleto con le accuse di furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali ad agente o ufficiale di polizia giudiziaria nell’adempimento delle proprie funzioni. L’intervento è avvenuto dopo una segnalazione arrivata al Numero Unico di Emergenza durante la notte.
La comunicazione ricevuta dalla Sala Operativa indicava la presenza di alcune persone nelle vicinanze di un edificio in via delle Acciaierie, sede di una ditta in regime fallimentare e chiusa da anni. Secondo quanto segnalato, qualcuno stava preparando e caricando matasse di fili di rame presenti nell’area.
Gli agenti hanno raggiunto rapidamente la zona, anche perché lo stabile era già stato interessato recentemente da furti di rame proveniente dall’impianto elettrico. Una volta sul posto, i poliziotti hanno trovato una consistente quantità di cavi già raccolti, ammassati e legati, apparentemente pronti per essere trasportati.
L’appostamento nei pressi dell’edificio
Di fronte al materiale rinvenuto, gli operatori hanno deciso di rimanere nelle vicinanze e attendere l’eventuale ritorno di chi avrebbe dovuto recuperare i cavi. Nel frattempo è stato richiesto l’intervento di una seconda pattuglia, destinata a fornire supporto durante l’operazione.
L’attesa è durata circa un’ora. Successivamente, nei pressi dell’edificio è arrivato un furgone. Il mezzo, secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, si è fermato disponendosi trasversalmente rispetto alla strada, con il portellone posteriore collocato vicino alle matasse di rame precedentemente individuate dagli agenti.
Dal veicolo è sceso un uomo che ha iniziato a caricare rapidamente il materiale, superando più volte il muro di cinta che delimita la proprietà. I poliziotti, dopo aver osservato quanto stava accadendo, sono quindi intervenuti per procedere al controllo.
La fuga con il furgone e l’inseguimento
Alla vista degli agenti, il 25enne è risalito velocemente sul furgone e si è allontanato. La fuga a bordo del mezzo è proseguita però soltanto per poche centinaia di metri. Il secondo equipaggio della Polizia di Stato, nel frattempo arrivato in zona, è riuscito infatti a interrompere la corsa del veicolo.
A quel punto il giovane è uscito dal furgone e ha proseguito la fuga a piedi dirigendosi verso la campagna. Gli operatori lo hanno inseguito nel tentativo di fermarlo e identificarlo.
Nel corso dell’allontanamento, il 25enne ha anche saltato all’interno di un fossato, nel tentativo di sottrarsi al controllo. Gli agenti sono riusciti comunque a raggiungerlo poco dopo. Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, il giovane avrebbe assunto un comportamento non collaborativo durante le fasi del fermo.
Calci agli agenti durante il fermo
La situazione è diventata particolarmente concitata quando i poliziotti hanno raggiunto il 25enne. Nel tentativo di sottrarsi al controllo, l’uomo si sarebbe dimenato e avrebbe sferrato calci agli operatori. Alcuni agenti hanno riportato escoriazioni durante le operazioni.
Una volta fermato il giovane, i poliziotti hanno potuto proseguire gli accertamenti sul furgone utilizzato per il trasporto. All’interno del veicolo è stata trovata una quantità rilevante di materiale in rame.
Secondo quanto quantificato dalla Polizia di Stato, si trattava di circa una tonnellata di rame. Il materiale è stato sottoposto a sequestro insieme all’autocarro utilizzato durante l’episodio.
Il sopralluogo all’interno del capannone
Gli accertamenti sono proseguiti anche nell’edificio di via delle Acciaierie. Durante il sopralluogo, gli agenti hanno verificato che al secondo piano del capannone erano stati asportati alcuni cavi elettrici.
All’esterno della struttura è stato inoltre trovato un borsone contenente diversi oggetti. All’interno erano presenti cacciaviti, martelli, torce e seghetti. Gli strumenti rinvenuti sono stati considerati dagli investigatori verosimilmente collegati alle attività compiute nell’area.
La presenza del materiale già raccolto nelle vicinanze dello stabile e quanto rinvenuto successivamente nel furgone sono entrati così nel quadro degli accertamenti svolti dagli operatori intervenuti durante la notte.
L’arresto in flagranza del 25enne
Terminate le operazioni e predisposti gli atti, il giovane è stato arrestato in flagranza per furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali ad agente o ufficiale di polizia giudiziaria nell’atto dell’adempimento delle funzioni.
Nel corso delle verifiche è emerso inoltre un ulteriore elemento relativo alla conduzione del furgone. Il 25enne, infatti, non avrebbe mai conseguito la patente di guida. Per questa ragione gli è stata contestata anche la violazione prevista dall’articolo 116 del Codice della strada, con la conseguente sanzione.
Il procedimento ha riguardato quindi sia i fatti contestati in relazione al rame e alla condotta tenuta durante il fermo, sia la posizione del giovane alla guida del veicolo utilizzato per allontanarsi dalla zona.
Nelle celle di sicurezza in attesa della convalida
Su disposizione del pubblico ministero di turno, il 25enne è stato trasferito nelle celle di sicurezza del Commissariato di Spoleto, dove è rimasto in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.
L’operazione è partita dalla segnalazione arrivata durante la notte e si è sviluppata attraverso il sopralluogo iniziale, l’appostamento degli agenti, l’arrivo del furgone, il tentativo di fuga prima a bordo del mezzo e successivamente a piedi, fino al fermo nella campagna circostante.
Gli accertamenti hanno portato al sequestro di circa una tonnellata di rame e dell’autocarro, oltre al rinvenimento del borsone contenente gli strumenti. Il sopralluogo nello stabile ha consentito inoltre di verificare l’asportazione di cavi elettrici dal secondo piano del capannone.
Come previsto dall’ordinamento, il 25enne deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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