Stanziati oltre due milioni per rafforzare rete e prevenzione
🚨 La Regione Umbria presenta il Programma 2026 contro la violenza di genere: oltre 2 milioni di euro per rafforzare Centri antiviolenza, Case rifugio, prevenzione, autonomia delle donne e sostegno ai minori. Previsti nuovi servizi, formazione e monitoraggio.
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Oltre due milioni di euro per rafforzare la rete regionale
La Regione Umbria ha presentato il Programma regionale 2026 per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, illustrando un piano che punta a consolidare e ampliare la rete dei servizi dedicati alla tutela delle vittime. La presentazione si è svolta nella mattinata del 22 luglio nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, alla presenza della presidente della Regione Stefania Proietti, dell’assessora alle Pari opportunità Simona Meloni, della direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti e della dirigente della rete dei servizi socio-sanitari Valentina Battiston.
Il nuovo programma dispone di una dotazione economica complessiva pari a 2.075.168,80 euro, provenienti da risorse statali e regionali. Si tratta del più consistente investimento mai destinato dall’Umbria alle politiche di prevenzione e contrasto della violenza di genere, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di protezione, assistenza e accompagnamento delle donne vittime di violenza.
Proietti: intercettare anche la violenza sommersa
Nel corso della presentazione, la presidente Stefania Proietti ha evidenziato come le richieste di aiuto e le denunce rappresentino soltanto una parte del fenomeno, sottolineando l’esistenza di una vasta area di violenza che rimane nascosta e che necessita di essere individuata attraverso un lavoro condiviso tra istituzioni, associazioni, forze dell’ordine e servizi territoriali.
L’intervento regionale punta a consolidare la rete antiviolenza attraverso il potenziamento degli sportelli territoriali, destinati a diventare Centri antiviolenza, e il rafforzamento del sistema delle Case rifugio. È stato inoltre ribadito il valore del contributo offerto quotidianamente da volontarie e volontari impegnati nell’accoglienza delle richieste di aiuto, considerati un presidio fondamentale per le persone che decidono di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza.
Salute, inclusione e autonomia economica
L’assessora Simona Meloni ha illustrato l’impostazione del Programma, spiegando come il tema della salute sia stato integrato nelle politiche di contrasto alla violenza, riconoscendo le conseguenze che questa produce sul benessere fisico e psicologico delle vittime.
Tra gli obiettivi individuati rientra anche il rafforzamento delle politiche contro ogni forma di discriminazione e la promozione di una società maggiormente inclusiva. Una particolare attenzione viene riservata al percorso di autonomia delle donne, anche attraverso l’integrazione del Fondo Inps dedicato alla libertà femminile, così da favorire il reinserimento lavorativo e l’indipendenza economica delle persone coinvolte.
Il programma dedica inoltre spazio agli interventi rivolti ai minori e alle attività formative, individuando nella prevenzione e nella diffusione della cultura del rispetto uno degli strumenti principali per contrastare il fenomeno nel lungo periodo.
Un sistema integrato tra sanità e territorio
La direttrice Daniela Donetti ha definito il piano il risultato di un lavoro condiviso tra diversi settori dell’amministrazione regionale, evidenziando l’importanza di un approccio integrato che coinvolga sanità, scuola, enti locali e associazioni.
Il percorso proseguirà attraverso ulteriori strumenti, tra cui il potenziamento del Codice Rosa, il rafforzamento della rete consultoriale e l’integrazione dei servizi rivolti alle vittime. Parallelamente sarà sviluppata un’attività di osservazione epidemiologica finalizzata a migliorare la conoscenza del fenomeno e a programmare interventi sempre più mirati.
Più Centri antiviolenza e nuovi servizi sul territorio
Il Programma conferma l’attuale organizzazione della rete umbra composta da Regione, Comuni capofila, Centri antiviolenza, Case rifugio e Centro pari opportunità, rafforzandone ulteriormente la presenza sul territorio.
Attualmente il sistema regionale comprende undici Centri antiviolenza, otto strutture residenziali e tre case di semiautonomia. L’obiettivo fissato entro dicembre 2026 è portare i Centri antiviolenza a tredici, garantendo la copertura di undici delle dodici zone sociali umbre, con l’attivazione di nuovi sportelli decentrati a Umbertide e Gualdo Cattaneo.
Come saranno impiegate le risorse
Le risorse economiche verranno distribuite su più ambiti di intervento. Una parte significativa sarà destinata al funzionamento ordinario dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio. Ulteriori finanziamenti sosterranno la realizzazione o l’acquisto di nuove strutture e l’apertura di nuovi Centri.
Sono previste inoltre misure dedicate all’autonomia abitativa ed economica delle donne, con contributi destinati ad affitti, utenze, spese sanitarie e bisogni essenziali. Il programma comprende anche interventi per favorire l’inserimento lavorativo attraverso voucher formativi, tirocini e percorsi di accompagnamento verso l’autoimpiego.
Una quota delle risorse finanzierà iniziative di prevenzione nelle scuole e nei contesti frequentati dai giovani, oltre ad attività rivolte alla popolazione adulta. Sono previsti investimenti anche nella formazione specialistica degli operatori, nella supervisione professionale e nell’armonizzazione delle procedure adottate dai diversi servizi coinvolti nella rete regionale.
Attenzione anche agli autori della violenza
Tra le novità inserite nel Programma figura la realizzazione di un Centro per uomini autori di violenza a Marsciano, sostenuto da un finanziamento statale dedicato. Contestualmente proseguirà il rafforzamento del Protocollo Zeus promosso dalla Questura di Perugia, che affianca alle misure di tutela delle vittime percorsi volontari di responsabilizzazione destinati agli autori di comportamenti violenti.
È stato inoltre illustrato l’avviso pubblico “Orizzonti di Parità”, rivolto a Comuni, istituti scolastici e associazioni per sostenere progetti innovativi dedicati alle pari opportunità, al contrasto delle discriminazioni e ad attività formative specialistiche, comprese quelle dedicate alle mutilazioni genitali femminili.
Osservatorio regionale e dati in crescita
Per migliorare la capacità di monitoraggio sarà ricostituito l’Osservatorio regionale, attraverso un contributo destinato al Centro pari opportunità finalizzato a rafforzare la raccolta dei dati e la programmazione delle politiche pubbliche.
I numeri illustrati durante la presentazione evidenziano una crescita della domanda di assistenza. Nel 2025 sono stati registrati 7.199 ascolti, con un incremento del 30 per cento rispetto all’anno precedente. I colloqui effettuati sono stati 4.870, mentre le prese in carico formali hanno raggiunto quota 683, segnando un aumento del 216 per cento rispetto al 2018.
Nel corso del 2025 il 68 per cento dei colloqui ha portato alla prosecuzione del percorso di assistenza, mentre una parte degli incontri si è conclusa con l’avvio di percorsi formali, con attività di orientamento oppure con un primo momento di ascolto. Il profilo prevalente delle donne accolte riguarda la fascia di età compresa tra i 19 e i 45 anni, spesso caratterizzata da situazioni di vulnerabilità multiple. Tra i figli seguiti dalla rete regionale, oltre la metà risulta avere vissuto esperienze di violenza assistita.

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