Microspie in Comune, Bandecchi: tutte rimosse da Palazzo Spada

Microspie in Comune, Bandecchi: tutte rimosse da Palazzo Spada

Dispositivi trovati negli uffici comunali, proseguono i controlli

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Microspie nascoste nelle prese elettriche di Palazzo Spada. Il sindaco Stefano Bandecchi annuncia la rimozione dei dispositivi e l’estensione delle verifiche negli uffici comunali. La vicenda sarà comunicata all’autorità giudiziaria mentre proseguono gli accertamenti.


Il ritrovamento durante le verifiche negli uffici

Una microspia nascosta all’interno di una presa elettrica di un ufficio comunale ha acceso un nuovo caso a Palazzo Spada, sede del Comune di Terni. A rendere pubblica la vicenda è stato il sindaco Stefano Bandecchi, che ha spiegato di aver disposto una serie di controlli tecnici affidati a società specializzate nella ricerca di dispositivi di intercettazione ambientale.

Secondo quanto riferito dal primo cittadino, le verifiche vengono eseguite periodicamente negli ambienti da lui frequentati e sui dispositivi di comunicazione utilizzati per motivi istituzionali. Questa volta, tuttavia, il controllo è stato esteso anche ad altri locali del municipio che abitualmente non utilizza direttamente. Proprio nel corso di questa attività è stato individuato il dispositivo nascosto.

La microspia era installata all’interno della presa elettrica dell’ufficio di un componente della giunta comunale. Dopo il rinvenimento il dispositivo è stato immediatamente rimosso e sottoposto alle prime verifiche tecniche.

Bandecchi: controlli completati e dispositivi rimossi

Il sindaco ha annunciato che le verifiche sono state estese agli ambienti comunali con l’obiettivo di individuare eventuali altri apparati di ascolto. Nel rendere nota la scoperta, Bandecchi ha affermato di aver fatto eliminare tutte le microspie individuate durante le operazioni di bonifica.

Nel mostrare il dispositivo rimosso, il primo cittadino ha anche utilizzato toni ironici, descrivendone le presunte caratteristiche tecniche e scherzando sul valore che avrebbe assunto dopo essere stato trovato negli uffici comunali.

Al di là delle battute, l’amministrazione comunale ha confermato che i controlli proseguiranno per verificare l’eventuale presenza di altri sistemi di intercettazione all’interno di Palazzo Spada, così da escludere ulteriori installazioni negli uffici.

Il collegamento con l’inchiesta resta solo un’ipotesi

Il ritrovamento avviene in un momento particolarmente delicato per l’amministrazione comunale. Nelle ultime settimane, infatti, la Procura della Repubblica di Terni, guidata da Antonio Laronga, sta svolgendo accertamenti nell’ambito dell’inchiesta relativa all’affidamento dei lavori della strada provinciale Bagnorese.

Tra gli indagati figura anche Stefano Bandecchi, nella duplice veste di sindaco di Terni e presidente della Provincia, nell’ambito del procedimento che riguarda l’ipotesi di corruzione. Circa tre settimane prima del ritrovamento della microspia, la Guardia di Finanza aveva eseguito un’importante attività di acquisizione documentale collegata all’inchiesta, impiegando numerosi militari.

La coincidenza temporale tra i due episodi potrebbe suggerire collegamenti, ma al momento non emergono elementi che consentano di stabilire un rapporto tra le vicende. Lo stesso Bandecchi ha invitato alla prudenza.

Nessuna denuncia immediata, sarà informata l’autorità giudiziaria

Il sindaco ha spiegato che il Comune non ha presentato nell’immediato una denuncia per il ritrovamento del dispositivo. L’intenzione dell’amministrazione è quella di comunicare formalmente quanto emerso all’autorità giudiziaria affinché possano essere svolte tutte le verifiche necessarie.

Bandecchi ha precisato che, qualora la microspia fosse stata installata nell’ambito di attività investigative autorizzate dalla magistratura, non vi sarebbe alcuna contestazione, trattandosi di strumenti previsti dalla legge. Diversamente, qualora il dispositivo fosse riconducibile a soggetti estranei alle indagini ufficiali, sarà necessario accertarne provenienza, modalità di installazione e finalità.

Controlli anche nella sede della Provincia

Il primo cittadino ha riferito di aver disposto verifiche anche negli uffici della Provincia di Terni, ospitati a Palazzo Bazzani. Secondo quanto dichiarato, negli ambienti da lui abitualmente frequentati non sarebbero stati individuati dispositivi analoghi.

Le attività di bonifica proseguiranno comunque anche nei prossimi giorni, con ulteriori ispezioni negli uffici comunali, per verificare l’eventuale presenza di altri apparati nascosti.

Accertamenti ancora in corso

La vicenda resta quindi aperta e sarà oggetto degli approfondimenti delle autorità competenti. L’origine della microspia, il periodo in cui sarebbe stata installata e l’eventuale utilizzo del dispositivo rappresentano gli aspetti che dovranno essere chiariti attraverso gli accertamenti tecnici e giudiziari.

Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha confermato di voler completare le verifiche in tutti gli ambienti istituzionali interessati, con l’obiettivo di garantire la sicurezza degli uffici e la riservatezza delle attività amministrative svolte all’interno di Palazzo Spada.

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