Quindici anni di musica, introspezione e dialogo con la città. Dal 24 luglio un percorso dedicato al “Sacro transito” tra Schubert, Mozart, Haydn, giovani talenti umbri e grandi interpreti internazionali
di Antonella Valoroso
C’è un’aria di festa nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori. Quella che si respira quando ci si ritrova tra vecchi amici dopo un anno di attesa. I Concerti dell’Alba e del Tramonto compiono quindici anni e tornano con un’edizione che conferma la propria identità e, allo stesso tempo, sceglie di rinnovarsi ancora. La sindaca Vittoria Ferdinandi ha un impegno istituzionale concomitante, ma trova comunque il tempo di passare per un saluto. Prima un abbraccio alla direttrice artistica Maria Cecilia Berioli, poi qualche minuto davanti alle telecamere per ribadire il valore di una manifestazione che rappresenta ormai uno dei momenti più riconoscibili dell’estate culturale perugina.
Una tradizione, sottolinea, che continua a vivere proprio perché sa rinnovarsi senza perdere la propria anima. Lo stesso concetto viene ripreso dal vicesindaco e assessore alla cultura Marco Pierini. «La tradizione funziona quando si rinnova», osserva, spiegando perché l’amministrazione continui a sostenere convintamente una rassegna capace ogni anno di proporre programmi originali, contaminazioni con le arti visive e nuovi percorsi culturali. Poi il ricordo personale: «Maria Cecilia Berioli è stata la prima persona che ho incontrato quando mi sono insediato come assessore».
La direttrice artistica raccoglie l’assist con una battuta che strappa un sorriso alla sala: «Ricordo un ufficio completamente vuoto e uno zaino appoggiato sulla sedia». Attorno al tavolo siede anche il presidente di Umbria Ensemble, il maestro Luca Ranieri che, da bravo musicista, preferisce lasciare la parola alla collega e ascoltare. Tocca infatti a Maria Cecilia Berioli, diretrice artistica della manifestazione, raccontare il filo rosso che unisce tutti gli appuntamenti dell’edizione 2026.
Il tema scelto è “Il Sacro transito”, interpretato in chiave laica. «Seguiamo una sorta di calendario francescano da musicisti», spiega. «In città i concerti all’alba normalmente non si fanno. Si organizzano in montagna o sul mare. Ma vivere l’alba in una città significa ritrovare un rapporto con se stessi. È un momento di introspezione necessario. La musica diventa un’apertura verso una dimensione trascendente».
Un progetto che nasce anche grazie alla collaborazione con un’amministrazione comunale «sensibile e attenta», come tiene a sottolineare Berioli, ringraziando Pierini «per la capacità di raccogliere le suggestioni, cosa tutt’altro che scontata», ma anche tutti coloro che mettono a disposizione gli spazi della rassegna, dalla Biblioteca di Monteripido alla terrazza del Mercato Coperto.
L’obiettivo è sempre lo stesso: dare un sapore nuovo ai luoghi della città attraverso la musica. Un’idea condivisa anche da padre Georges Massinelli, che da sei anni accoglie i concerti nel complesso di Monteripido. Il convento è ancora interessato dagli importanti lavori di restauro e riqualificazione, ma torna finalmente ad aprire le proprie porte alla musica.
«L’assenza dello scorso anno è stata sofferta», racconta. «Il cantiere c’è ancora, ma stiamo creando uno spazio il più possibile accogliente». Intanto l’artista Giuman ha già donato una sua opera destinata al convento e altri progetti sono in fase di realizzazione. L’altro luogo simbolo della rassegna è la terrazza del Mercato Coperto, diventata in poco tempo uno dei nuovi punti di riferimento della vita cittadina.
«Nel protocollo firmato con il Comune era già previsto che avremmo collaborato alle principali iniziative della città», ricorda Eugenio Guarducci. «Festival del Giornalismo, Umbria Jazz e naturalmente i Concerti dell’Alba. Ogni mattina ho il privilegio di aprire personalmente il bar, prepararmi un caffè e iniziare la giornata nel migliore dei modi. Quest’anno il nostro bar dialogherà ancora di più con la musica e sarà completamente a disposizione del pubblico».
Il programma prenderà il via il 24 luglio con il chitarrista veneto Massimo Scattolin, da molti anni residente in Australia. Seguiranno il Quintetto in do maggiore di Schubert, definito da Berioli «il suono dell’infinito» e composto in articulo mortis, le trascrizioni per quintetto delle sinfonie di Haydn realizzate da Salomon e un percorso musicale che attraversa il tema del passaggio e della trasformazione.
Particolarmente suggestivo l’appuntamento del 7 agosto, quando la giornalista Maria Concetta Mattei leggerà alcune lettere di Mozart, testi che hanno ispirato scrittori e registi e che raccontano il progressivo avvicinarsi del compositore al mistero della morte. Ad accompagnarle sarà il monumentale «Trio per archi» del genio salisburghese. Tra gli ospiti internazionali spiccano la violinista Ksenia Dubrovskaja, musicista russa di cittadinanza tedesca, e soprattutto il flautista catalano Claudi Arimany, considerato uno dei maggiori interpreti viventi dello strumento e custode degli storici flauti d’oro appartenuti al suo maestro.
Anche i Concerti dell’Alba tornano alla loro formula originaria. Dopo gli anni trascorsi ai Giardini Carducci durante i lavori di ristrutturazione della terrazza del Mercato Coperto, il progetto riprenderà il dialogo con la città attraverso tre studiosi dell’Università degli Studi di Perugia che accompagneranno il pubblico alla scoperta di tre grandi figure della storia cittadina: il Perugino, Aldo Capitini e Galeazzo Alessi.
Il finale guarda invece al futuro. L’ultimo concerto, significativamente intitolato “Geometrie in musica”, costruirà un percorso che partirà da un solo strumento fino ad arrivare progressivamente a quattro esecutori. Protagoniste saranno due giovani musiciste umbre già affermate: la violinista Mimì Biggi e la fisarmonicista Sofia Santorelli, simbolo di una nuova generazione di interpreti.
E proprio parlando di futuro Berioli affida alla musica classica una riflessione che suona quasi coame un manifesto. «La musica d’arte non ha i numeri del pop. Li raggiunge soltanto quando accompagna le grandi star e non abbiamo nulla da ridire su questo. Ma la qualità dell’arte non si misura con i numeri. La musica d’arte è sempre un passo avanti e proprio per questo ha bisogno del sostegno delle istituzioni».
Quindici anni dopo la prima edizione, i Concerti dell’Alba e del Tramonto continuano così a trasformare Perugia in un palcoscenico diffuso, dove la musica diventa occasione di ascolto, riflessione e condivisione. Del resto il motto di Umbria Ensemble lo riassume perfettamente: «La musica fa bene. Far bene la musica fa ancora meglio».

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