Oltre 50mila presenze e dodicimila biglietti venduti in prevendita
Si è conclusa con numeri senza precedenti la tredicesima edizione de L’Umbria che Spacca, che dal 24 al 28 giugno 2026 ha trasformato il centro storico di Perugia in un grande spazio dedicato alla musica, alla cultura e alla partecipazione. L’evento ha registrato il tutto esaurito in tutti gli appuntamenti in programma, confermando la crescita di una manifestazione che continua ad ampliare il proprio richiamo ben oltre i confini regionali.
Il festival ha fatto registrare oltre 12mila biglietti venduti in prevendita prima ancora dell’apertura ufficiale e ha richiamato più di 50mila persone nell’arco dei cinque giorni, consolidando il proprio ruolo tra gli appuntamenti culturali più partecipati del panorama nazionale.
Cinque giorni di spettacoli nel centro storico
Per cinque giorni il capoluogo umbro ha ospitato un fitto calendario di concerti, incontri culturali, performance artistiche, attività dedicate al benessere e iniziative rivolte agli studenti e ai giovani. Il programma ha coinvolto oltre 80 artisti ogni giorno distribuiti su otto diversi palchi, interessando numerosi luoghi simbolo della città, da Palazzo Gallenga a Palazzo dei Priori, passando per Corso Cavour, Borgo XX Giugno e i Giardini del Frontone.
Secondo gli organizzatori dell’associazione Roghers Staff APS, il successo dell’edizione 2026 rappresenta la conferma della capacità del festival di proporre un’offerta culturale contemporanea capace di coinvolgere pubblici differenti e valorizzare il territorio attraverso la musica e le arti.
I protagonisti del Main Stage
Il Main Stage ai Giardini del Frontone ha ospitato alcuni dei momenti più attesi della manifestazione. L’apertura è stata affidata a Ernia, preceduto dall’artista umbro Nicolò Filippucci. Successivamente si sono alternati Tony Pitoni, Salmo con la celebrazione dei dieci anni di “Hellvisback”, il ritorno dei Litfiba nella formazione originale con il tour “Quarant’anni di 17 Re” e il concerto conclusivo gratuito di Ditonellapiaga, preceduta dalle esibizioni di Maria Antonietta e Colombre. Tutti gli spettacoli hanno registrato il sold out, confermando l’interesse del pubblico verso una programmazione capace di spaziare tra rap, rock, pop e cantautorato.
Cultura, arte e incontri
Grande partecipazione anche agli appuntamenti della Galleria che Spacca, ospitati negli spazi della Galleria Nazionale dell’Umbria, dove concerti acustici e dialoghi con gli artisti si sono intrecciati con il patrimonio artistico del museo. Tra gli ospiti figuravano Marina Rei, Rodrigo D’Erasmo e Roberto Angelini, Margherita Vicario, Mobrici ed Erocaddeo. Buona risposta anche per gli incontri dedicati al centenario della nascita di Dario Fo, con gli interventi di Pierpaolo Capovilla e Lodo Guenzi. L’Orto Botanico Medievale ha invece ospitato il Garden Stage, che ha proposto concerti all’alba, sessioni di yoga e colazioni solidali accompagnate dalla musica del Consorzio Ambient Italiano, de L’Officina della Camomilla e dei Fiati dell’Orchestra da Camera di Perugia.
Spazio ai giovani e ai nuovi talenti
L’edizione 2026 ha rafforzato il proprio rapporto con il mondo universitario grazie agli spazi UnistraPg Stage, ADISU Stage e Unipg Stage, che hanno accolto momenti di divulgazione, spettacoli, contest musicali e performance di danza contemporanea. Il Coop Contest e Unimusic 2026 hanno inoltre confermato il sostegno del festival agli artisti emergenti, offrendo occasioni concrete di visibilità alle nuove realtà musicali. Borgo XX Giugno e Corso Cavour sono stati animati anche dalla Buskers Area e dalla Chill Area, trasformando il centro storico in un percorso culturale aperto e accessibile.
Volontari protagonisti della manifestazione
Fondamentale anche quest’anno il contributo degli oltre cento volontari impegnati nell’organizzazione. I giovani hanno collaborato nelle attività di accoglienza, logistica, produzione e gestione degli spazi, contribuendo allo svolgimento dell’intera manifestazione e vivendo un’importante esperienza formativa all’interno di una produzione culturale di rilievo nazionale.
Sostenibilità e promozione del territorio
Tra le novità dell’edizione 2026 figura la collaborazione con Acea, che ha portato all’installazione delle “Oasi Acea”, punti di distribuzione gratuita di acqua pubblica con utilizzo di bicchieri compostabili. È stato inoltre introdotto il progetto UCS Move, che ha affiancato al programma musicale attività dedicate al benessere, con sessioni di fitness e trekking urbano. Parallelamente si è concluso anche il progetto “L’Umbria che Spacca X Micro Influencer on Tour”, realizzato insieme all’Assessorato al Turismo della Regione Umbria. L’iniziativa ha coinvolto studenti italiani e internazionali nella scoperta del territorio attraverso escursioni e percorsi in gravel bike, con una copertura social stimata in oltre 2,1 milioni di contatti.
Un festival che continua a crescere
La tredicesima edizione conferma L’Umbria che Spacca come uno degli appuntamenti culturali di maggiore richiamo del panorama italiano.
L’evento ha proposto un modello capace di coniugare spettacolo, partecipazione, inclusione, valorizzazione del patrimonio urbano e promozione del territorio, trasformando Perugia in un grande laboratorio culturale aperto a cittadini, visitatori e artisti. I numeri raggiunti nel 2026 testimoniano una crescita costante della manifestazione, che continua a rappresentare un punto di riferimento per la scena musicale contemporanea e per la vita culturale dell’Umbria.

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